QUANDO LA NOTTE NON E’ FATTA PER DORMIRE. QUALCHE CONSIDERAZIONE SULLA “MOVIDA” CHE DISTURBA

| 26 giugno 2015 | 0 Comments

di Stefania Isola________
Ed ecco che ci risiamo.
Con l’approssimarsi della bella stagione (ma anche molto prima direi) ritorna prepotente l’annoso problema della difficile convivenza tra i residenti del centro storico e la movida della città di Lecce.

Inutile, perché ormai noto, ricordare il caso dell’attore Gerard Depardieu che, dopo aver acquistato un appartamento nel cuore del centro storico, si è visto costretto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica causa dei rumori molesti che provenivano dai locali sottostanti, nonché l’esistenza di un comitato di residenti il centro storico  che hanno consegnato sia al Sindaco Paolo Perrone che al Prefetto Giuliana Perrotta (senza  considerare le numerose richieste di intervento fatte al Comando di Polizia Municipale) un’istanza contro la movida incontrollata ed i danni fisici e psichici che subiscono quotidianamente.

Fiumi di parole sono state spese, incontri tra i residenti del centro storico di Lecce, amministrazione comunale, gestori dei locali riuniti in coordinamento autonomo e Confcommercio Lecce, durante i quali l’unico unico punto fermo è che le leggi ci sono ma è necessario che le stesse vengano rispettate o fatte rispettare da chi è preposto al controllo.

A proposito delle leggi basti pensare allo stesso regolamento del Comune di Lecce inerente la vivibilità, l’igiene ed il pubblico decoro ( approvato con delibera del Consiglio comunale n. 100 del 18 dicembre 2014) che all’articolo 5 stabilisce espressamente che “Per finalità di tutela della quiete pubblica e contenimento dell’impatto acustico esterno e, fatte salve eventuali ulteriori limitazioni disposte dalla regolazione comunale settoriale, nell’ambito del centro storico e nelle aree a prevalenza residenziale, come delimitate dalla vigente strumentazione urbanistica comunale, ogni esercente è tenuto ad assicurare che i locali nei quali si svolge l’attività siano strutturati in modo tale da evitare che suoni e rumori siano udibili all’esterno e che gli stessi siano contenuti nei limiti di legge. Laddove godano legittimamente di concessioni di suolo pubblico, si assicureranno che la clientela non tenga un atteggiamento rumoroso e pregiudizievole per la quiete. (……..omissis). Gli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande, sono rimessi alla libera determinazione degli esercenti…….. Tali orari, fatto salvo quanto specificato nel successivo comma 4, nell’ambito dell’area monumentale storica centrale, come delimitata dalla vigente strumentazione urbanistica (zone A1 e A2 NTA al PRG vigente), non potranno superare le ore 02,00 dalla domenica al giovedì e le ore 03.00 il venerdì, il sabato e i prefestivi.”

Lo stesso sembrerebbe non potersi dire dei controlli che nella maggior parte dei casi sono inefficienti o inesistenti dal momento che, come riferito da alcuni residenti, la risposta da parte della Polizia Municipale alle legittime chiamate di intervento (decisione che, alcuni hanno cominciato a chiedere dopo aver fatto diretti e quanto vani tentativi di dialogo con alcuni gestori di alcuni locali)  è da anni sempre la stessa “L’unica pattuglia a disposizione è impegnata”.

Sia chiaro è sacrosanto quanto affermato dal Prefetto Giuliana Perrotta, la quale, nell’unico incontro concesso dalle istituzioni, ha dichiarato che la movida  è la principale risorsa economica della città ma è anche sacrosanto garantire a chi vive nel centro storico che dai locali notturni (o meglio da quelli che non rispettano le regole) non derivino danni psico-fisici dovuti alla perdita del sonno e del riposo e di stati di stress e disturbi auricolari che potrebbero e dovrebbero preoccupare e non poco le istituzioni nel caso in cui le stesse non dovessero intervenire (si pensi ad un’eventuale azione di risarcimento danni con relativa denunci per omissione).

L’annoso questione va avanti ormai da diversi anni ma sembra che nessuno voglia intervenire concretamente nonostante all’orizzonte si profilino, almeno per quanto è a conoscenza dell’ Associazione di Consumatori, una serie di azioni, (in primis denunce penali “alla Gerard Depardieu”)  individuali e collettive da parte di alcuni residenti, che potrebbero trovare pacifico accoglimento in considerazione di un recente orientamento della Cassazione Civile (che guarda caso parte proprio da una denuncia presentata da un residente della provincia di Lecce) secondo il quale, “ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 659 comma 1 cp. è necessario che le emissioni sonore siano potenzialmente idonee a disturbare il riposo o le occupazioni di un numero indeterminato di persone anche prescindendo da un eventuale consulenza fonometrica sì che risulti che, per le modalità di propagazione, la fonte sonora emetta rumori fastidiosi di intensità tale da superare i limiti di normale tollerabilità, riferita alle media sensibilità delle persone che vivono nell’ambiente, in contrasto con la tutela delle tranquillità pubblica costituzionalmente protetta.

Tempi duri quindi si preannunciano per i gestori i pubblici esercenti del centro storico anche se un po’ di comprensione e di rispetto delle norme, in primis di civiltà, farebbe risparmiare a tutti tempo, soldi e carte bollate.

 

 

 

 

Category: Costume e società

Lascia un commento