MUCCA PAZZA, PERMANE IL MISTERO SUI DUE DECESSI

| 7 Agosto 2015 | 0 Comments

(g.p.)______Se fosse un giallo, dopo le due morti per ‘mucca pazza” a distanza di tre giorni, di una donna di 47 anni di Parabita (i parenti della quale hanno presentato un esposto alla magistratura) e di un uomo di 67 di Giuggianello, diremmo adesso, certo in maniera poco originale, come fanno gli organi di stampa in queste occasioni, che “la polizia brancola nel buio”. Già, gli inquirenti, cioè, insomma, i responsabili chiamati a dare spiegazioni al mistero, al momento di spiegazioni non ne hanno.

E non danno risposte, nemmeno alle domande contingenti, su quanto finora è emerso e su come questo quanto è stato affrontato, che ieri leccecronaca.it ha posto al direttore generale dell’ Asl di Lecce Giovanni Gorgoni, se non altro per sapere che cosa sia il “cluster” del Salento di cui in maniera talmente originale, che è difficile capirlo, ha parlato nel suo comunicato sul tema.

 

http://www.leccecronaca.it/index.php/2015/08/06/mucca-pazza-casualita-o-causalita-il-cluster-del-basso-salento-e-tante-domande-ancora-senza-risposte/

Se non risponde lui, abbiamo finito. Già, perché – giova ricordarlo – la  Regione Puglia non ha un assessore alla sanità: per meglio dire, la delega alla sanità è nelle mani del presidente Michele Emiliano, il quale non ha fornito spiegazioni sul perché abbia voluto avocare a sé pure quest’ altro potere. Come se non avesse già tanti altri problemi con cui confrontarsi urgentemente. Ma far parlare Michele Emiliano di questioni sanitarie – ve l’ immaginate? – è non tanto missione impossibile, quanto impresa proprio semplicemente  improponibile.

In attesa di risposte ufficiali, e in attesa degli esiti degli ulteriori esami, per cui ci vorranno un paio di settimane, non ci sono novità.

Circola in queste ore la voce che le due morti possano essere provocate da trasfusioni di sangue, almeno questa è l’ ipotesi al momento all’ attenzione dai responsabili a vario titolo della sanità.

Ora, si tratta di stabilire se le due persone decedute abbiano ricevuto trasfusioni di sangue, nell’ arco di almeno un decennio: una verifica fattibile, e di cui sarà facile acquisire le risultanze.

La prima impressione è che si tratti di un’ ipotesi remota. E’ vero che la letteratura scientifica attesta le trasfusioni da sangue infetto fra le cause del contagio del morbo, ma i pochi casi clinicamente dimostrati di tal genere non sono recenti ed erano tutti confinati nell’ area della Gran Bretagna.

Non va meglio se si pensa, come è stato fatto, all’ ipotesi dell’ episodio sporadico, sostanzialmente per  mutazione genetica e per cause ignote, che rientra pure nell’ ordine delle spiegazioni data dalla letteratura scientifica: ma un caso del genere ci può stare, ma uno: due diventano già troppi, per le più elementari leggi della statistica.  Che si registri un caso del genere, che ha un’ incidenza di 1 su un milione, due volte nella stessa zona, non è proponibile.

Aspettiamo. Aspettiamo vigili di sapere. Riepiloghiamo in estrema sintesi che cosa:

1) la diagnosi esatta, se cioè si tratta del morbo principale, e/0 di una su variante

2) il motivo dell’ insorgere della malattia

3) su quali elementi si possa escludere l’ origine alimentare, e cioè il consumo di carne come causa principale

4) su quali elementi si possa escludere la contaminazione ambientale.

Poi, giacché ci siamo, se qualcuno ci vuole almeno spiegare, nel frattempo, che cosa sia ‘sto “cluster specifico del basso Salento”, gliene saremmo grati, così, giusto per levarci almeno un po’ della nostra profana ignoranza.

 

Category: Cronaca

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