“Il nostro ruolo, ci impone di difendere il nostro mare, il nostro turismo, la nostra pesca. Ecco il perchè del nostro si al referendum Popolare”.

| 23 Settembre 2015 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo_______

La questione che affrontiamo oggi va ben oltre il nostro contesto, e per questo merita opportune riflessioni e considerazioni. Noi del Movimento Schittulli-Area Popolare non siamo certo per i No pregiudiziali sempre e comunque, ma per un’attenta analisi dei costi e dei benefici che passaggi per certi versi epocali inevitabilmente comportano. Il via libera del Governo nazionale per la ricerca di idrocarburi sui fondali dell’Adriatico alle multinazionali risponde a un’esigenza reale di cercare di soddisfare il fabbisogno energetico del Paese, ma –appunto- a quale prezzo? Intanto, siamo proprio sicuri sulla presenza e sulla qualità eventuale del petrolio nascosto? (Tanti autorevolissimi addetti ai lavori hanno espresso la loro perplessità in merito). Ancora, quale impatto si avrebbe su paradisi naturali come le isole Tremiti, il Salento, il sud della Puglia, che vivono prevalentemente di turismo e di pesca? In un colpo solo, si rischia di mettere in ginocchio due comparti di estrema importanza per la nostra regione, e senza alcun coinvolgimento degli enti locali e delle comunità interessate, che peraltro hanno unanimemente e trasversalmente espresso la loro contrarietà, con il pieno sostegno di associazioni ambientaliste e non, di numerosi espressioni di democrazia partecipata. Ma la nostra battaglia per un ripensamento rispetto a decisioni e politiche decisamente opinabili va ben oltre il nostro contesto, spiegavo in premessa. Ed è allora il caso di ricordare il via libera definitivo della Croazia alle trivellazioni al largo dell’isola di Pelagosa, a poco meno di 30 miglia marine (poco più di 50 chilometri) da Peschici, dal Gargano. Praticamente accanto alle isole Tremiti, di cui facevano addirittura parte. Quindi non basta e non può bastare continuare una battaglia iniziata ormai nell’aprile del 2010, con l’insurrezione generale per il parere positivo dell’Ufficio Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente (allora guidato da Stefania Prestigiacomo, Governo Berlusconi) alla richiesta della società Petroceltic Elsa di sondare il mare tra il Gargano e le isole Tremiti proprio alla ricerca del petrolio. Una insurrezione che non ha però prodotto alcun ripensamento nei governi nazionali che si sono via via succeduti. Ma anche nell’improbabile ipotesi che accada il miracolo di una retromarcia e di una ritirata a Roma, rimarrebbe comunque il ‘caso Croazia’, che trarrebbe ancora più benefici. Una situazione inaccettabile, e che quindi merita il coinvolgimento dell’Europa, perché il rispetto delle rispettive sovranità nazionali non può tradursi in un sostanziale silenzio/assenso rispetto a politiche miopi che devono essere uniformi e omogenee, perché l’Adriatico è un patrimonio troppo prezioso e importante per essere usato e stravolto secondo logiche e convenienze di parte. Il nostro ruolo, Presidente Emiliano, assessori, colleghi, ci impone di difendere il nostro mare, il nostro turismo, la nostra pesca. E di essere chiamati a recitare un ruolo da protagonisti e non da comparse in questa brutta storia, della quale va cambiato il finale. Positiva e opportuna appare quindi la condivisione della nostra battaglia tra più Regioni, a partire dal referendum ma che deve rappresentare solo un primo passaggio verso un confronto ben più ampio e sovranazionale. Per questo esprimo a nome dell’intero Gruppo il voto a favore del referendum.

Luigi Manca Consigliere Regionale

 

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