ADOC LECCE: LA BIBLIOTECA COMI E IL MUSEO DI CALIMERA RESTINO LUOGHI DI CULTURA PUBBLICI

| 29 Settembre 2015 | 0 Comments

La cosiddetta “cancellazione delle Provincie” avviata dal Decreto Del Rio sta facendo, come era prevedibile, vittime illustri anche in campo culturale. Il Palazzo Comi a Lucugnano di Tricase (Le), sede di una meravigliosa Biblioteca e Casa Museo del poeta Girolamo Comi, e il Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera (Le) rischiano di farne le spese.

La Biblioteca di Palazzo Comi custodisce un grande patrimonio librario ed è un luogo simbolo per Salento e per la letteratura italiana, straordinario contenitore culturale, di memoria e di storia. La Biblioteca, punto di riferimento per una vasta area del Capo di Leuca, costituisce un faro, un presidio territoriale fondamentale, un luogo accogliente dove studiare e ricercare, in un’area spesso considerata periferica e carente di infrastrutture. Ora questo luogo è minacciato da un bando della Provincia di Lecce che prevede il passaggio dell’intera struttura in gestione privata trentennale.

Il Museo di Calimera, che funge anche da Osservatorio Faunistico e centro di recupero della fauna selvatica e delle soprattutto per tartarughe marine, è anch’esso un fiore all’occhiello del nostro territorio. Con i suoi 2000 mq di area espositiva è il museo più grande del Sud Italia.

I cosiddetti “consumatori” non sono solo coloro che acquistano prodotti sul mercato, ma anche gli utenti dei servizi in generale e culturali in particolare. Adoc crede nel valore della fondante della cultura e chiede che i luoghi culturali strategici rimangano in proprietà pubblica, la sola che può con certezza garantire la piena fruibilità collettiva e la continuità di un uso libero, gratuito, mai assoggettato a logiche di mercato.

Per questo, in nome della art. 9 della nostra Costituzione Repubblicana, Adoc chiede che il Ministero BBCC disponga un immediato sostegno finanziario a favore del Museo di Storia Naturale del Salento a Calimera (Le) e che la Provincia di Lecce ritiri la delibera che di affitto trentennale che prevede il passaggio della struttura in mani private senza vincoli con l’attività attuale.

Adoc aderisce e sostiene le petizioni che in queste ore sono lanciate per questi due contenitori culturali e fa appello al Presidente Gabellone e al Ministro Franceschini affinchè si adoperino per il salvataggio delle due strutture.

Gli uffici dell’ADOC di Lecce sono in via Pietro Palumbo, 2 (1 piano) tel. 347.5599703, fax 0832246665, email: lecce@adocpuglia.it sono aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 11,30 alle 13,00.

 

Avv. Alessandro Presicce

pres.te prov.le Adoc Lecce

 

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