“LECCE BENE COMUNE” FRA REALTA’ E PROSPETTIVE

| 15 ottobre 2015 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il portavoce del coordinamento della lista “Lecce bene comune” Luca Ruberti ci scrive______

Lecce Bene Comune nasceva nel 2012 per raccogliere e unire le forze a sinistra, assegnandosi il compito politico di allargare la partecipazione democratica e intercettare, nonché rappresentare, la domanda di cambiamento maturata in città.

I fondatori dell’associazione avevano ben presenti le conseguenze di venti anni di governo della destra cittadina: esclusione delle fasce più deboli dalle politiche amministrative, abbandono delle periferie, chiusura degli spazi democratici, costruzione clientelare del consenso, apatia decisionale sul tema della vivibilità del centro storico, trionfalismi propagandistici imbarazzanti.

Lecce Bene Comune ha tentato un percorso che andasse oltre la mera costituzione della lista elettorale, centrando la sua azione su alcuni temi: si pensi al contributo di idee dato alla pianificazione urbanistica, alla tutela della fascia costiera inquinata e calpestata dal poligono militare di Torre Veneri, alla battaglia per l’accesso al diritto alla casa, a quella per un bilancio comunale improntato alla trasparenza e all’interesse comune.

Nonostante lo sforzo profuso, non siamo riusciti tuttavia a dare ad altri temi fondamentali adeguato spazio nell’orizzonte operativo dell’associazione. È sufficiente rileggere la Carta di intenti e lo Statuto di Lecce Bene Comune per capire quanto ancora debba essere fatto. Anche l’obiettivo dell’allargamento della partecipazione non risulta raggiunto e per questo c’è bisogno di molto impegno ancora e di un ulteriore rafforzamento dell’azione politica sul territorio comunale.

Siamo cittadini leccesi che lavorano per un ricambio politico in questa città. Alcuni di noi sono iscritti a un partito di sinistra (Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Comunista d’Italia, Rifondazione Comunista), altri no.

Si è discusso al nostro interno del possibile scioglimento dell’associazione, ma abbiamo convenuto che Lecce Bene Comune, in una fase così delicata, non deve e non può far mancare il proprio impegno e le proprie idee su un nuovo modello di città e sui tanti problemi ancora irrisolti.

Perseguiamo una visione propositiva dei principi e dei valori che ci ispirano: siamo per un’amministrazione trasparente e capace di promuovere partecipazione democratica, siamo per una burocrazia al servizio dei cittadini, per un centro pedonalizzato, per il verde pubblico, per un governo dei flussi turistici, per assistere e integrare i soggetti più deboli, per una comunità culturale creativa e d’innovazione. Vogliamo dettagliare queste indicazioni in un programma che ci porti al confronto con la parte della città che vuole andare nella direzione di un cambiamento concreto e radicale.

La riflessione maturata impone di ampliare la discussione collettiva, proponendo occasioni di confronto basate su temi precisi, contando sull’intervento diretto dei cittadini coinvolti negli ambiti problematici della città. 

Questa esigenza di rilancio, promossa dalla maggioranza dei fondatori di Lecce Bene Comune, non è stata, tuttavia, condivisa da tutti, tanto che alcuni, dopo il voto che ha sancito la prosecuzione ed il rilancio delle attività, hanno deciso di abbandonare l’associazione.

Tra questi, i consiglieri comunali Carlo Salvemini e Saverio Citraro. Rispettiamo la loro scelta ed esprimiamo loro una sincera gratitudine per l’impegno profuso e i risultati conseguiti, con il rammarico di non poter proseguire un percorso comune. Li invitiamo, coerentemente, a rinunciare al mandato che è stato loro conferito da chi ha prima votato la lista e poi sostenuto il cammino della nostra associazione, lasciando spazio a chi ancora crede nei valori e nella forza dell’idea originaria, garantendo così continuità alla rappresentanza istituzionale.

Chiamiamo tutta la città, tutti coloro che ancora ripongono fiducia e aspettative in un progetto unitario e plurale, ad accogliere l’invito alla condivisione del percorso ed alla partecipazione democratica.

Ci siamo dati l’obiettivo di costruire entro poche settimane un’assemblea cittadina, la più vasta possibile, sui temi che sono alla base della genesi di Lecce Bene Comune e che ancora oggi ci stanno a cuore”.

 

 

 

 

 

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