XYLELLA E G.I.P.P. / I PUGLIESI LO SANNO?

| 25 ottobre 2015 | 2 Comments

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Eleonora Ciminiello ____________ 2011 – primavera 2013. Si chiama Gestione infestanti Piante Perenni (GiPP) ed è un progetto sperimentale che Monsanto avvia in terra di Puglia.

Le provincie interessate sono quelle di Lecce, Brindisi e Bari, le aziende dove il progetto prende forma sono quelle più rappresentative della zona, il prodotto utilizzato il RoundUp.

Il RoundUp, quindi, diventa l’arma sperimentale che viene irrorata dal 2011 alla primavera del 2013 nei campi olivetati di tutte quelle aziende che nelle provincie di Lecce, Brindisi e Bari hanno voluto aderire al progetto di Monsanto; per l’occasione, fra l’altro, la compagnia crea una macchina per il diserbo capace di irrorare ad una lunghezza di 9 mt con pressione di 9 bar.

Raggiungendo il portale del G.i.P.P. di Monsanto un normale utente viene bloccato qui: ai risultati della sperimentazione possono accedere solo i membri iscritti, ovvero le sole aziende che vi hanno preso parte. Una GRANDE ANOMALIA, visto che i risultati di una sperimentazione effettuata sul territorio nazionale dovrebbero esser resi pubblici, soprattutto quando, la sperimentazione potrebbe provocare danni gravi alla salute dell’uomo e dell’ambiente, a partire dall’impoverimento dei terreni, continuando con l’avvelenamento dell’aria e concludendo con l’inquinamento della falda acquifera profonda.

Senato, Marzo 2015. L’ufficio fitosanitario della Regione Puglia presenta al Senato una Relazione su Xylella Fastidiosa.

Nella premessa, l’ufficio fitosanitario sostiene che dal mese di maggio 2013: “Dopo aver escluso qualsiasi forma inquinante del terreno e dell’ambiente, è emerso invece un quadro sintomatologico fitosanitario alquanto complesso determinato da diverse concause (Insetti Funghi e Batteri) tali da definire un nuovo termine fitoiatrico Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO)”.

Il 15 ottobre 2013 viene data la comunicazione ufficiale del ritrovamento di Xylella fastidiosa da parte delle istituzioni scientifiche facenti parte della rete dei laboratori pubblici SELGE e in particolare il batterio viene identificato dal CNR – Istituto per la protezione sostenibile delle piante di Bari.

2011-2013. Cosa è successo? UNA CATENA DI COINCIDENZE

Nella primavera 2013 Monsanto termina la sua sperimentazione, gli alberi di Puglia cominciano a disseccare in maniera sempre più evidente, l’ufficio fitosanitario della Regione Puglia individua un problema MA, ESCLUDE CHE IL DISSECCAMENTO SIA CAUSATO DA QUALSIASI FORMA DI INQUINANTE. Piuttosto la causa è da ricercarsi in un insieme di concause che spingono a coniare il nuovo termine CoDiRO.

Ad ottobre, grazie ad un’illuminazione del professor Giovanni Martelli che suggerisce“Sarà Xylella?”, si individua in Salento il patogeno da quarantena. Per la Puglia è INCUBO.

Menti accademiche che, pur riuscendo ad avere illuminazioni geniali, DOPO DUE ANNI DI STUDI “matti e disperatissimi” non sono ancora riusciti a produrre uno straccio di pubblicazione scientifica, se non sul giornaletto di casa, ovvero sul Journal of Pathology Plant: non ci si faccia ingannare dal nome, perché si tratta della rivista curata dall’Università di Bari. A differenza di quanto avviene nella ricerca consueta, in cui un ricercatore propone la sua teoria, ed un comitato libero ed autonomo valuta e approva o meno la tesi sostenuta, qui abbiamo ricercatori baresi che pubblicano degli articoli su una rivista, li approvano, e affermano che quanto detto è corretto.

2 anni di ricerca e non una pubblicazione scientifica. Ma c’è di più.

Nel resoconto inviato in Senato a marzo 2015 l’ufficio fitosanitario sostiene di aver potuto escludere che il disseccamento sia causato da qualsiasi forma di inquinante. Ricordiamo che pochi mesi prima era stata portata a termine la sperimentazione sugli ulivi con RoundUp. Il RoundUp è, come sostiene il ricercatore Gilles-Eric Séralini, un erbicida tra i più pericolosi e cancerogeni mai prodotti al mondo, tanto che anche l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ovvero il dipartimento dell’OMS che si occupa di tumori, ha pubblicato uno studio in proposito sulla rivista Lancet Oncology sostenendo che «vi sono prove convincenti che il glifosato può causare il cancro anche negli animali da laboratorio».

Poche settimane fa due agricoltori americani coraggiosi, Enrique Rubio, di 58 anni, e Judi Fitzgerald, di 64 anni, hanno portato Monsanto in tribunale additando il RoundUp come causa prima del loro cancro. Entrambi, erano addetti (in aziende agricole diverse) all’irrorazione dei campi: Monsanto a loro avviso avrebbe intenzionalmente ingannato sia i consumatori, che gli utilizzatori materiali del prodotto, che la stessa autorità di vigilanza, non comunicando adeguatamente i rischi che si correvano nell’utilizzare il prodotto.

Il dato più inquietante è che proprio all’interno del progetto G.i.P.P. messo in atto in Puglia, il RoundUp è presentato come la soluzione di buona pratica per il diserbo degli oliveti.

Dove sono le analisi sulla qualità dei suoli?

Il professor Martelli prima di avere l’illuminazione e di pensare che la causa fosse Xylella Fastidiosa ha eseguito tale analisi?

Lo sa che i proprietari terrieri che hanno eseguito l’esame sulla qualità dei suoli salentini hanno ottenuto un risultato che li equipara al deserto del Sahara?

Sa che qui il terreno era privo di ogni elemento nutritivo necessario a fornire un supporto immunitario valido alla pianta?

Dove sono le pubblicazioni scientifiche?

Quali aziende hanno partecipato al progetto G.i.P.P. e dove sono situate con esattezza in Puglia? Quali sono i risultati delle sperimentazioni?

 

Ed infine necessariamente pongo una domanda: come mai io che non sono un professore mi sono poste tutte queste domande e la “scienza” di Bari no? Incompetenza? Forse. Incapacità? Magari. Spero solo non sia volontà geometrica nel ferire un territorio.

 

Per vedere il Progetto Monsanto G.i.P.P. http://www.arptra.it/download/Forum%20Medicina%20Vegetale/Atti%20Anno%202013/II%20Sessione/progetto_g.i.p.p._-_monsanto.pdf

Per il Resoconto inviato dall’ufficio fitosanitario al Senato  https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/002/518/25_marzo_RELAZIONE_XYLELLA_REGIONE_PUGLIA_.pdf

 

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Category: Costume e società, Cronaca, reportage

Comments (2)

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  1. Pietro Perrino ha detto:

    Xylella? Le vere cause del CoDiRO sono glifosato, veleni e criticità del sistema
    articolo di Pietro Perrino pubblicato on line su Il Foglietto in data 22 luglio 2015, in tempi non sospetti:
    http://www.ilfoglietto.it/approfondimenti/temi-di-discussione/4083-xylella-le-vere-cause-del-codiro-sono-glifosato-veleni-e-criticita-del-sistema.html

  2. Antonio Carluccio ha detto:

    Ho paura che qualche mente malata come la xjlella fastidiosa abbia provocato questo disastro x puri interessi economici che giovano non so a chi perché,chiunque esso sia, perira’ della stessa malattia! E gli ambientalisti stanno a gurdare… Non serve informazione serve azione!!! Cominciando dai ricercatori USA e dai provvedimenti dell’UE.

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