L’ ARIA INQUINATA DI TORCHIAROLO. L’ ARPA FA IL GIOCO DELLE TRE TABELLETTE E DA’ LA COLPA AI CAMINI DELLE CASE PRIVATE. L ‘ENEL RINGRAZIA E SI OFFRE DI PAGARE LE SPESE DELL’ INSTALLAZIONE DEI FILTRI. COSI’ LA CENTRALE A CARBONE DI CERANO POTRA’ TRANQUILLAMENTE CONTINUARE A INQUINARE E A UCCIDERE

| 30 novembre 2015 | 0 Comments

L’ APPROFONDIMENTO______Ripubblichiamo il nostro articolo del 18 luglio______

(g.p.)______

Nella virulenza quotidiana di quello che abbiamo imparato a chiamare “clamore mediatico” succedono cose che hanno dell’ incredibile.

Riportate meccanicamente, divulgate pedissequamente, lette di fretta, mal ruminate, pericoli che abbiamo ben presenti e che noi, nel nostro piccolo di formiche dell’ informazione, comunque dall’ osservatorio privilegiato di leccecronaca.it, cerchiamo giorno per giorno di evitare e combattere, affinché non diventino normali e qualcuno ci possa capire qualcosa, certe storie assurde diventano vere e concrete.

Già, perché poi gli effetti del “bombardamento” diventano spesso paradossali: invece di capirci di più, si finisce, grazie a codesto modo di fare informazione, di non capirci un cazzo di niente.

Già, perché anche le formiche nel loro piccolo si incazzano.

Vorrei condividere le ragioni del mio malumore. Se avrete la pazienza di seguirmi un minimo, cercherò di dirvene, in sintesi estrema, il perché.

Sono giorni, che dico giorni? Sono mesi che va avanti la storia dei filtri da mettere ai camini delle case di Torchiarolo, risultata inquinata. Lo dice l’ Arpa, l’ agenzia regionale che dovrebbe proteggere – ahimè quanto vale e quanto pesa il modo condizionale! – l’ ambiente e la salute.

La colpa sarebbe delle emissioni di “componenti sicuramente derivanti dalla combustione di bio massa fresca”, cioè il fuoco nei camini delle abitazioni.

Secondo una tabella del dipartimento provinciale di Brindisi dell’ agenzia tale effetto sarebbe del 7 % sull’ inquinamento totale.

Secondo un’ altra tabella, nella relazione generale dell’ agenzia stessa, preparata per il piano per un sedicente “risanamento di Torchiarolo”, che annulla e sostituisce la precedente, di cui non rimane più traccia, sarebbe del 92%.

Insomma, mi stropiccio gli occhi e pure altro, la salubrità dell’ aria di Torchiarolo e dintorni sarebbe avvelenata dai camini delle case private degli abitanti. E che diamine ci mettono i Torchiarolesi, quando d’ inverno accendono il fuoco a casa, nei loro camini? E che, non fanno altro che fare fuochi e scaricare in cielo componenti di biomassa fresca, con i quali si auto avvelenano? Poi, sciagurati, in quanto non ci sono variazioni stagionali, pure in questi giorni freschi e frizzantini, bisogna credere, i meschini si mettono di fronte alle braci, per riscaldarsi un po’, stante le rigide temperature?

Ora, si ride un po’ per non morire, è proprio il caso di dirlo, il bello è che sono mesi che, di fronte a tali dati, i tribunali sono alle prese con la contesa fra comune, Regione ed Enel, bontà sua coinvolta, solamente in questo coinvolta, su chi debba pagare l’ installazione dei filtri nei camini, insomma chi debba sganciare i quarantamila euro circa necessari all’ operazione.

Notizia del giorno, pare che adesso l’ Enel si voglia accollare la spesa, con un atto di munifica liberalità, riferito, annunciato, salutato con simpatia, dalle notizie del “clamore mediatico” di cui dicevo prima.

A qualcuno è venuto in mente che forse, forse, dico, caso mai, qualche responsabilità dell’ inquinamento sia dovuto alla centrale a carbone di Cerano (nella foto), che sovrasta Torchiarolo e dintorni, e diffonde fino a trenta chilometri a sud est, proprio la zona di Lecce cioè, le sue polveri mortali?

Mortali nel senso letterale del termine.

Lo scorso 10 luglio (l’ abbiamo lasciato là, è ancora sulla home page, in evidenza) leccecronaca.it ha scoperto e pubblicato integralmente uno studio indipendente, di scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche, cioè non del centro studi dell’ Enel (che invece l’ ha liquidato come “infondato”, frutto di mera astrazione teorica, senza però minimamente spigare le ragioni di tale giudizio), che stima in fino a 44 all’ anno le morti causate dalle emissioni. Quelle della centrale, non quelle dei camini.

E che cosa hanno pubblicato i mass media del clamore mediatico? La smentita dell’ Enel senza uno straccio di argomentazione, non le pagine della ricerca indipendente fitte di dati e di prove.

E di che cosa hanno parlato sempre essi? Della vicenda giudiziaria relativa a chi debba pagare le spese per l installazione dei filtri sui camini delle abitazioni di Torchiarolo. Mica della possibilità, anzi, della necessità, a questo punto, di chiudere una volta e per sempre la entrale a carbone, che anzi non doveva proprio mai essere costruita.

Lo so che sembrano cronache di un marziano a Torchiarolo, ma neanche il buon Ennio Flaiano avrebbe saputo inventare storie così.

Lo so che ai lettori più raffinati sembrerà un racconto di Franz Kafka e a quelli più sofisticati una rappresentazione di Eugene Ionesco.

Però è tutto vero, purtroppo.

 

 

 

 

Category: Cronaca

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