LIBRI / RILETTURE STORICHE / IL RAPPORTO FRA GRAMSCI E TOGLIATTI SECONDO MAURO CANALI

| 5 dicembre 2015 | 0 Comments

(v. m.)______Malgrado i tre quarti di secolo trascorsi ormai dalla sua morte, su Antonio Gramsci (nella foto) si continua a scrivere molto. Fu sempre Togliatti, finché fu in vita, a decidere cosa rendere pubblico dell’opera e della storia del leader sardo. Solo grazie a dirigenti comunisti “eretici” o espulsi qualcosa riuscì a trapelare. Scomparso Togliatti, non fu comunque ancora possibile affermare esplicitamente che nell’ottobre del 1926 la rottura tra Gramsci e Togliatti ci fu e fu radicale.

Si è dovuto attendere oltre settanta anni dalla morte di Gramsci, e molto tempo dopo la caduta del muro di Berlino e lo scioglimento del PCI, per giungere alla verità.

Mauro Canali (“Il tradimento”, Marsilio, 2013, 255 pagg. 19,50 euro) la ricostruisce e fa chiarezza sulle ragioni, le complicità, i tentativi della cognata di Gramsci, Tatiana Schucht, per portare a galla i fatti, i mezzi con cui Togliatti riuscì a legittimarsi come assertore del pensiero gramsciano, e perciò suo naturale erede politico, e a dissimulare, nel contempo, la persistente fedeltà allo stato Sovietico dietro la parola d’ordine, mutuata dalle riflessioni gramsciane, della “via nazionale al socialismo”.

Questo libro scopre le carte e permette di passare dall’immagine del Gramsci “togliattiano” alla realtà che emerge dalla documentazione, in buona parte inedita, proveniente dal fondo Gramsci conservato negli archivi russi. La personalità di Togliatti che affiora dalla vicenda Gramsci è quella di un uomo politico intelligente quanto scaltro.
Il fatto che il Partito Comunista Italiano sia riuscito a nascondere la verità per quasi un secolo sul suo leader, fa pensare quante menzogne hanno raccontato e scritto sulla nostra storia.

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