UNA GIOVANE ARTISTA DI STRADA RACCONTA A LECCECRONACA.IT DI COME ABBIA LASCIATO IL LAVORO DI IMPIEGATA PER SEGUIRE IL SUO SOGNO: “La passione per il teatro è l’ unica cosa che non mi ha mai tradito”

| 5 dicembre 2015 | 0 Comments

di Carlo Infante______

Questa estate, a Lecce, all’imbocco di Piazza Duomo, avevamo già ammirato, circondati da adulti e, soprattutto, da bambini, la performance di una giovane artista, “Fiore di Pietra” (al secolo Concita Brunetti). Avendola nel frattempo di nuovo incrociata, abbiamo pensato di rintracciarla con calma, per poterle fare alcune domande.

“Fiore di Pietra” ha accettato di raccontarsi per i lettori di leccecromaca.it. Ecco quello che ci ha detto.

– Lei vive nella nostra città. Ma quali sono le sue origini?

«Sono nata a Napoli, dove mi sono formata culturalmente e teatralmente».

– Da quanto si esibisce a Lecce?

«Sono arrivata a Lecce in aprile e, dal primo maggio, ho dato vita in maniera completa a “Fiore di Pietra».

– Come e quando nacque questa Sua passione?

«Per il mimo, il travestimento e le performazioni stradali? Fin dalla più tenera età la mia passione è stata il teatro. Credo di essermi ostinata a voler avere a che fare con questa cosa chiamata teatro fin dalle elementari, ovvero quando la mia maestra mi confinava nel coro perché ero troppo timida.

Poi, con gli anni, ho seguito corsi di teatro passando, come tutti, dal teatro vernacolare, per giungere infine al teatro-danza, ed è stato lì che il colpo di fulmine è avvenuto.

Ho cominciato a studiare mimo (in particolare la tecnica Decroux), proprio in quelle cantine malsane che si immaginano quando si pensa al teatro di sperimentazione, e lì ho molto sperimentato. La danza, le discipline orientali. Tutto è servito da humus per la successiva rinascita che mi attendeva.

Dopo l’università, ho deciso di lasciare la compagnia con cui mi esibivo da cinque anni, perché lo spartiacque tra la passione e la professione si stava approfondendo e io non volevo che il teatro diventasse per me un lavoro. Così mi sono occupata di turismo, formazione e organizzazione di eventi per diversi anni, mentre la mia formazione teatrale, a latere, continuava con stage e lezioni. Ho vissuto a lungo a Roma – città che adoro – senza mai perdere di vista il teatro. Infatti sono stata per anni redattrice di una rivista romana, “Vespertilla”, e per un blog, “Sophia dalla notte”.

Ma a gennaio mi vedo costretta a rinunciare a Roma e al mio lavoro, per seguire il mio grande amore, che già da mesi si era trasferito a Lecce. Passano mesi in cui mi muovo tra Londra e Napoli ed è proprio in questi mesi che il progetto “Fiore di Pietra” prende corpo e vita e inizia a creare dei personaggi, la statua bianca in primis e poi la primavera, Mary Poppins, Dorotea (la bambola di pezza) e la prossima sarà Noel.

La strada rappresenta la libertà di esprimersi ed è stata la culla della mia rinascita, chi l’avrebbe mai detto? I miei sogni si stavano trasformando in realtà e solo grazie ad una ferita che credevo incurabile, il mio distacco dalla vita romana. La strada è un cantiere fatto di difficoltà spesso, ma di una enorme quantità di solidarietà, di voglia di condivisione e di crescita continua. Si diventa una famiglia dai confini labili, una famiglia aperta in cui il comune dicitore unisce nell’immediato, qui e ora, di uno scambio di idee o della condivisione di un numero».

– A volte l’accompagna una collega, giusto? Ci vuol parlare di lei?

– «”Fiore di Pietra” sono io, ma anche Nunzia Russo, con cui partecipo a festival su tutto il territorio nazionale. Senza di lei e senza la gestazione napoletana, in cui entrambe ci siamo immerse, “Fiore di Pietra” sarebbe rimasta un’idea, ma per fortuna non è così».

– Sappiamo che si esibisca anche fuori Lecce, per esempio, in ottobre è stata a Cusano Mutri, in provincia di Benevento: quali saranno le sue prossime trasferte?

«Tra poco dovrò partecipare ad una performance a Formia, Latina, mentre il 20 dicembre sarò a Porto Sant’Elpidio, per prendere parte ad un importante festival di arte di strada (n.d.r.: trattasi del 1° “Festival delle Statue Viventi”). Mi sposto spesso, anche perché partecipo volentieri a festival, per ora solo nazionali, ma poi chissà… Inoltre lavoro per feste private di varia natura».

– Nella Sua carriera, sarà venuta in contatto con innumerevoli persone…Ci vuole raccontare due aneddoti, o due incontri, che maggiormente le stanno a cuore?

– «Quest’estate, proprio qui a Lecce, ho conosciuto artisti da tutto il mondo, in particolare una danz-attrice che veniva dal Brasile. Un sorriso enorme, che partiva dalla faccia, fino ad arrivare al cuore, mi ha contaminato facendomi forza e coraggio, proprio quando l’entusiasmo dell’inizio calava e le difficoltà aumentavano.

Non saprei neppure dire come, ma questa persona mi ha dato tutta l’energia di cui necessitavo per giungere quasi intera alla fine della stagione estiva. Ogni giorno è un incontro e Dorotea, per esempio, ha incontrato un mago, Mago Max, con cui è giunta a creare uno spettacolo che esce dalla strada per entrare in teatro, al “Paisiello” per giunta, e così, quasi per gioco, è cominciato un sodalizio artistico che è andato in scena sotto il nome di “Maghi e burattini”. Chissà che da questo casuale incontro non nasca altro…»

– Progetti per il futuro?

– «De Gregori scriveva: il futuro è una palla di cannone accesa e noi lo stiamo quasi raggiungendo. Ed è così che io vedo il futuro: come una grossa palla di cannone che mi spedirà là dove devo andare. Per ora penso a creare nuovi personaggi, ma nell’arco di tre anni, vorrei aprire uno spazio dedicato al teatro di strada, e non, in tutte le sue forme. Uno spazio di supporto ad artisti e compagnie, per provare per condividere e creare, ma anche uno spazio in cui trovare attrezzature e materiali necessari alla messinscena».

– La domanda che non Le ho fatto?

– «Se mi aspettavo che funzionasse? No, per nulla, quando ho dato le dimissioni dal mio lavoro d’ufficio – e farlo con queste congiunture economiche, è stata già una grande prova -, vedevo solo il vuoto davanti a me, non avevo volontà né prospettive e poi, la passione per l’unica cosa che non mi ha mai tradita, che ha sempre continuato, in un modo o nell’altro, a far parte di me, mi ha tirata fuori dal buio, offrendomi un punto di vista del tutto nuovo sulla mia vita, sul futuro e sull’idea stessa di lavoro. No, non credevo che avrebbe funzionato… Eppure, inizio anche ad avere dei fan…».

Infatti, avevamo già notato che l’artista ha una pagina Facebook…Precisiamo che a Lecce è solita esibirsi in via Vittorio Emanuele II, nei pressi della Galleria Maccagnani. dove sarà facile poterla ammirare nelle sue azioni artistiche teatrali, che regalano momenti di emozioni intense agli occasionali passanti.

 

 

Category: Cultura

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