LA GIOVANE CANTANTE SALENTINA TRANSGENDER RACCONTA A leccecronaca.it LA SUA PASSIONE PER LA LIRICA. EMILY DE SALVE: “Sogno il palcoscenico del Petruzzelli, intanto continuo a studiare. E nel mio cuore c’è…Giuseppe Verdi!”

| 16 dicembre 2015 | 0 Comments

di Carlo Infante______

Incontriamo Emily De Salve, 35 anni, romanticissima cantante lirica salentina, baritono, la prima transgender in assoluto ad essere ammessa in un conservatorio di musica italiano, proprio la sera in cui in tv, su Rai 1, è andato in onda uno spettacolo sulla grande Maria Callas.

– ..Forse, Emily ha qualcosa da dirci in merito: qual è stata la Sua impressione?

«Mah, non mi ha entusiasmata più di tanto…La vita della Callas non la si può recitare, né spiegare, perchè credo sia stata unica, in tutto il suo successo musicale, come nelle sue sfortunate vicende amorose».

– Visto che abbiamo cominciato con una Stella assoluta della Lirica e, visto che anche Lei è salentina, rimaniamo in zona: che ne pensa della voce di Tito Schipa? Come sa, il 16 dicembre, cadrà il cinquantenario della scomparsa…

«Il grande Tito Schipa è sempre stato, per me, un esempio di emissione vocale, purezza del suono, dizione chiara, non vorrei sembrare esagerata, ma credo sia stato il più grande tenore del Novecento. Visiterò il museo dedicatogli, ne sarei davvero felice!». 

– Lei è nata sotto il segno del Toro, a Nardò, ed ha vissuto a Tuglie, dunque, fu là che sbocciò la Sua grande passione per la musica ed il canto? Vuol parlarci dei Suoi inizi?

«La passione per la musica si manifestò in tenera età, cantando nel coro della Chiesa Madre, per poi intraprendere gli studi pianistici sotto la guida di Antonella Napoli, diventando così organista principale di tre chiese tugliesi». 

– Il 7 luglio dello scorso anno, si è diplomata in Canto Lirico, presso il prestigioso Conservatorio Musicale “Tito Schipa” di Lecce ma, sappiamo, che, a causa della sua transessualità, gli inizi non furono facili…Ce ne vuole parlare?

«Sì, ammetto di aver avuto molte difficoltà, dovute al mio essere transgender; la commissione fu molto imbarazzata, tanto da non ammettermi nel 2006, al primo esame di ammissione, ma la mia testardaggine ha voluto che mi ripresentassi nel 2009, venendo ammessa in esperimento, per poi essere promossa al secondo anno, data la preparazione musicale e gli esiti degli esami ottimi. Ho ottenuto, quindi, un diploma con massimo dei voti e lode!». 

– Nel 2013 Lei ha preso parte al film-documentario “Unique”, del regista barese Gianni Torres, spezzone intitolato “La cantantessa – per lo spettacolo”, presentato, in prima mondiale, come evento speciale, al prestigioso “BIFEST 2014”. Vuole parlarci di questa esperienza?

«Prendere parte al documentario internazionale “Unique” è stata un’esperienza fantastica. Ho ricevuto grandi consensi di pubblico e di critica al BIFEST, con la presenza di Mariela Castro (nipote di Fidel), grande attivista per i diritti LGBT a Cuba. Questo documentario in seguito ha girato l’Italia, in tutti i più importanti festival del cinema». 

– Quali sono le due arie d’Opera che canta con maggiore piacere?

«Il mio repertorio spazia dal Barocco al Novecento e, solitamente, prediligo arie che mettano in mostra il mio legato e registro centrale. Il mio amore è Giuseppe Verdi, infatti il mio debutto è avvenuto con una delle sue opere più rappresentate, il “Nabucco”, cantando il ruolo del Gran Sacerdote, con ottimi risultati». 

– In campo operistico, qual è il Suo cantante preferito? E quale la cantante preferita?

«Sono un po’ restia ad ascoltare cantanti dei giorni nostri, perché credo non ci sia più la tecnica e le voci di una volta. Ora si corre troppo, e si cantano ruoli non adatti alle vocalità pur di cantare, e cio’ fa si che le voci, seppur belle, durino poco. I miei soprani preferiti: Tebaldi, Sutherland, Devia e Gruberova. Per le voci maschili: i grandi baritoni verdiani, Bastianini, Cappuccilli e Nucci. Per i tenori: il già menzionato Schipa, Pavarotti, Luchetti, King, Lauri Volpi e tanti altri!». 

– Sappiamo che ascolta molta Musica Lirica ma, anche Leggera, dunque la domanda si ripete: la cantante ed il cantante preferiti? Ed anche le due canzoni (leggere, pop o rock ecc.) preferite e, possibilmente, perché?

«Come artista italiana amo Laura Pausini, che ha una voce incredibile e una resistenza sconvolgente, non a caso è del segno del Toro anche lei! Ascolto anche cantanti americani e canadesi quali Breason, Céline Dion, Bryan Adams e Mariah Carey: sono molto romantica!». 

– Si è esibita principalmente nel Leccese ma, anche, a Venezia, ci vuol parlare di queste esperienze, ricordandocene le date?

«Il mio debutto a Venezia avvenne il 4 ottobre 2014, nella prima mondiale di “Magen Zeit”, opera di Gabriele Cosmi, commissionata per la Biennale College, la “Biennale di Venezia”, 58° Festival Internazionale di Musica Contemporanea. Interpretai la protagonista, Miss Magen (baritono), al Teatro “Piccolo Arsenale”. Mentre, nel marzo di quest’anno, ho debuttato come Gran Sacerdote, nel “Nabucco” di Verdi. Diretta dal Maestro Francesco Ledda, per la regia di Antonio De Lucia, nella Stagione Lirica Leccese 2015». 

– A Lecce, il 1° dicembre, a Palazzo “Turrisi”, Le è stato conferito il Premio “Donna del Sud” (all’impegno nell’Arte”) – certamente Le avrà fatto piacere. Anche se…

«E’ stato un grande onore per me essere stata chiamata a ricevere questo premio, nonostante i problemi sorti, visto che la persona che avrebbe dovuto premiarmi si è rifiutata perché, a suo dire, non sono una donna e una cantante professionista, e queste parole, dette da una docente del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, non fanno schifo, ma ribrezzo! Sono stata quindi premiata da Linda Coclite, avvocato, nonché presidente del Coro Lirico di Lecce, con la quale ho avuto il piacere di collaborare, in più occasioni». 

– Dal punto di vista artistico, ha un sogno nel cassetto? In caso affermativo, ce lo può svelare?

«Il mio sogno sarebbe quello di calcare i palcoscenici dei maggiori teatri, in Italia ed all’estero, so che è difficile, essendo un caso unico, ma io ci credo, e continuo a studiare per perfezionarmi. Sarebbe un sogno cantare nel mio teatro preferito: il “Petruzzelli”!  Inoltre, intanto, sono in attesa della messa in onda di un programma televisivo cui ho partecipato e di cui, per ora, non posso rivelare il nome. Ma…Mi vedrete presto sul grande schermo!». 

– La domanda che non Le ho fatto?

«Come vivo il rapporto con la mia famiglia? Adesso molto bene, ho una mamma e una sorella meravigliose, che mi sostengono in tutto quello che faccio, e mi ritengo fortunatissima!».

 

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Category: Cultura

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