LA STORIA / SFRATTATI, DA TRE ANNI DORMONO NELL’ AUTO. IL SINDACO SI DIMENTICA DELL’ IMPEGNO ASSUNTO PER AIUTARLI, E ORA LI HA CANCELLATI DALL’ ANAGRAFE

| 10 Febbraio 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il segretario dell’ associazione ‘Codici’ Stefano Gallotta ha diffuso il seguente commento______

“Questo Comune ha seguito con scrupolo la normativa in materia di residenza ed è stata avviata la procedura di cancellazione per irreperibilità dei signori sul territorio comunale”: questa è la risposta fornita, in data 8 febbraio u.s. dal Sindaco di San Cesario di Lecce, dott. Romano, alla richiesta di intervento urgente inviata dalla Prefettura di Lecce su denunzia di Codici Lecce.

Ma riepiloghiamo in breve i fatti che hanno portato a questa incredibile presa di posizione del primo cittadino per meglio comprenderne la portata paradossale: ci sarebbe davvero da ridere se la vicenda non fosse così tragica!

Nel 2013 i signori Paolo Miggiano e Francesca Astro, a seguito dello sfratto per morosità dall’immobile occupato a San Cesario, erano costretti a dormire nella propria autovettura, non trovando altra dimora, pur trovandosi al sesto posto nella graduatoria degli alloggi di ERP del Comune di San Cesario di Lecce.

Il signor Paolo è affetto da gravi patologie invalidanti che ne mettono a serio repentaglio la salute e lo espongono a pericolo di vita. E’ un soggetto plurinfartuato, affetto da diabete e da altre gravi patologie ben note al Sindaco, che necessita di utilizzo notturno del respiratore artificiale.

Lo scorso luglio il suo stato di salute si è ulteriormente aggravato a seguito di una coronopatia ostruttiva che lo ha costretto a sottoporsi a un intervento cardiochirurgico d’urgenza, con applicazione di quattro by pass e successive complicazioni. Le compromesse condizioni di salute imporrebbero al signor Paolo l’osservanza di terapie mediche e farmacologiche con modalità ben scandite durante le 24h, terapie evidentemente incompatibili con la sua condizione di “senza tetto”: basti pensare, ad esempio, che il respiratore artificiale indispensabile per garantire il riposo notturno funziona a corrente elettrica.

A completare questo drammatico quadro sociale (nel nucleo familiare vi è una minore di anni 10 che, dall’epoca dello sfratto, dimora presso i nonni materni), economico(entrambi sono disoccupati e alla ricerca da tempo di un lavoro, potendo oggi contare solo sulla pensione di invalidità del signor Paolo) e clinico, mancava solo questa iniziativa del Comune di San Cesario, fuori da ogni logica giuridica e umana.

Peraltro, nel febbraio 2015 il Sindaco di San Cesario, dinanzi alle telecamere di Telerama, li aveva rassicurati che avrebbe entro pochi giorni trovato per loro “una soluzione abitativa definitiva, non una soluzione temporanea”. A un anno di distanza, il Comune non solo non ha ottemperato a questo preciso impegno, ancor più imperativo e vincolante perché assunto nei confronti di una famiglia in grave difficoltà psico-fisica e sociale, ma pochi giorni or sono ha provveduto addirittura alla cancellazione della famiglia dal registro anagrafico della popolazione residente!

E’ bene rammentare  che gli effetti della perdita della residenza anagrafica sono devastanti. Nel caso dei signori Miggiano – Astro ciò comporta, tra l’altro, l’immediata cancellazione dalle graduatorie per l’assegnazione di un alloggio di Edilizia Residenziale, sulla quale la famiglia faceva affidamento per poter riprendere a condurre un’esistenza dignitosa; e il non poter godere appieno dell’assistenza sanitaria nazionale, con la perdita del medico curante e ogni relativa conseguenza circa la prescrizione degli indispensabili medicinali salvavita che il signor Miggiano deve assumere quotidianamente.

Quella posta in essere dal Comune di San Cesario è una iniziativa utile solo a sbarazzarsi di questa famiglia e degli impegni assunti. Mi sono recato personalmente dal Sindaco per chiarire la vicenda e mi sembrava che ci fosse una disponibilità a porre rimedio alla situazione con il ricorso al buon senso, anche a seguito dell’interessamento della Prefettura di Lecce ma, evidentemente, non è così. Come se non bastasse, nella lettera del 8 febbraio u.s. il Sindaco minaccia l’intervento dei servizi sociali per la minore, che vive tranquillamente a casa dei nonni, sebbene non veda l’ora di ricongiungersi con i genitori sotto uno stesso tetto.

Codici Lecce intraprenderà ogni iniziativa, anche giudiziaria a tutela di questa famiglia, nella consapevolezza, in ogni caso, che per questo “primo cittadino” l’assunzione di un impegno pubblico nei confronti di una famiglia che si ritrova, proprio malgrado, in uno stato di grave disagio, non è una cosa seria!

 

 

Avv. Stefano Gallotta

Segretario CODICI Lecce – Centro per i Diritti del Cittadino

 

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Lascia un commento