LA VIGNETTA: 10 FEBBRAIO…LA STORIA CHE NON C’E’ SUI LIBRI DI STORIA

| 10 febbraio 2016 | 1 Comment

 

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Category: Io la vedo così

Comments (1)

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  1. Antonella ha detto:

    Visto che sulle Foibe non avete scritto una riga approfitto dello spazio che ho a disposizione.
    Il massacro delle Foibe ha interessato anche citati salentini.
    “Una violenza di Stato”, la definisce Salvatore Coppola, storico locale e per decenni insegnante di storia nei licei della provincia, dove, anche in tempi di dimenticanza, ai suoi studenti ha fatto conoscere quello che è stato. E che ha toccato da vicino anche il Salento.

    Ancora nessun risarcimento ai familiari dell’esodo forzato, nonostante un accordo firmato con la Slovenia. Ma cosa è stato davvero quanto è accaduto in quegli anni? La Giornata del Ricordo, da quando istituita, ha contribuito a dare risposta. Sono tre le posizioni della storiografia: la prima ha voluto che si trattasse di controffensiva contro i fascisti, ma è una tesi che non regge perché vennero uccisi anche antifascisti, socialisti, addirittura comunisti che si opposero all’espansione jugoslava a cui Tito mirava. La seconda tesi è quella della pulizia etnica degli italiani, ma comunque è ritenuta debole, perché vennero uccisi solo uomini e soprattutto intellettuali, non anche donne e bambini. La terza tesi, condivisa dalla storiografia croata, slovena e italiana e contenuta in un documento del 2001, invece, dice che si è trattato in parte di vendetta contro i fascisti e in gran parte di “epurazione politica” contro quanti si opponevano al disegno annessionistico di Tito e all’instaurazione del regime comunista in Jugoslavia.

    Di seguito, i nomi dei leccesi morti nelle foibe, con relativo Comune di provenienza:

    Lecce: Micalella Carlo, Caputo Giuseppe Raffaele, Citi Giovanni, Michele Bruno, Leone Quintiliano, Mannino Vittorio, Persico Pasquale, Rubino Italo Cosimo, Mastropietro Cosimo, Nascè Francesco.
    Alliste: Piscopello Amleto

    Bagnolo del Salento: Magurano Antonio
    Botrugno: Pedone Giovanni
    Calimera: Tommasi Donato
    Caprarica: Centonze Giuseppe, Turco Giuseppe
    Carmiano: Zoccali Angelo Francesco
    Casarano: Addelico Pino, Pino Adelino
    Castrì di Lecce: Raho Paolo
    Castrignano del Capo: Giacca Michele
    Corigliano d’Otranto: Romano Antonio
    Corsano: Chiarello Rocco Nicola
    Galatina: Tundo Francesco Domenico, Rollo Rocco, Pano Tommaso Galatone: Centolanze Pompeo Biagio, De Paolo Antonio
    Gallipoli: Gabellone Vittorio Mario, Liaci Antonio, Monsellato Italo, Antonacci Nicola, Maggio Augusto, Misciali Emanuele, Zucchini Franco, Diaferia Achille
    Maglie: Donno Tancredi Rocco
    Matino: Rosetto Carlo
    Monteroni: Torsello Amedeo, Manfreda Gino
    Nardò: De Benedictis Torquato, Olmo Giuseppe, De Carolis Luigi
    Nociglia: Pedone Giovanni
    Poggiardo: Paiano Raffaele Luigi
    Racale: Basurto Benvenuto Antonio, Culiersi Tommaso
    Ruffano: Corsini Angelo
    San Cesario: Armentano Cosimo, Antonio Zilli, Cosimo Serra Salvatore, Gigante Vincenzo, Gigante Antonio, Palmieri Armando

    Squinzano: Marzo Giulio
    Surbo: Malatesta Angelo
    Taviano: Cataldo Settimio, Perrone Cosimo

    Tricase: Morciano Salomone, Caloro Giuseppe
    Uggiano la Chiesa: De Benedetto Ernesto

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