La piccola proletaria si è già mossa / LA GUERRA DI MATTEO

| 2 marzo 2016 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Sostenevano gli antichi che la storia sia maestra di vita. Ne dubito fortemente. Di solito, delle sue testimonianze, non se ne fa tesoro, e i suoi insegnamenti finiscono nel dimenticatoio. Invece, sempre gli stessi errori, sempre-gli-stessi-errori.

A che è servita, per esempio, la recente e sconvolgente ammissione dell’ ex leader inglese Tony Blair a proposito della ‘missione’ internazionale in Iraq, che ha provocato soltanto morte e distruzione e, anziché risolvere i problemi, li ha aggravati a dismisura?
A niente. Come in Jugoslavia. Come in Afghanistan. Come in Siria. Come in Libia.

In Libia ci siamo andati già tante di quelle volte, che la metà basta.

In altre epoche, non c’erano però – almeno quello – le consapevolezze nel frattempo acquisite e ci si muoveva con riferimenti culturali e sociali diversi, il che non vuol essere una giustificazione, ma un modo di comprendere, sì.

Adesso, non c’è niente da capire più.

In ultimo, a Gheddafi abbiamo baciato le mani, tramite il nostro ex presidente Silvio Berlusconi, e poi subito dopo abbiamo contribuito a toglierlo di mezzo, e ad assassinarlo, contro i nostri stessi interessi.

Così come contro i nostri stessi interessi nazionali, poco prima andammo in Iraq, in Afghanistan, in Jugoslavia.

Dico: interessi del popolo, e dell’ economia social popolare.

Poi, lo so bene che abbiamo fatto gli interessi delle nostre imprese, e delle nostre fabbriche di armi.

Ma soprattutto, abbiamo fatto gli interessi degli Americani.

Siamo servi degli Americani. Loro non hanno nemmeno bisogno di ordinare, basta un sussurro di un qualunque Ash Carter, e Matteo Renzi esegue.

Chissà se non è pure contento, ora che ci daranno la guida della missione.

Ha rottamato Massimo D’ Alema, che ci rese complici della distruzione della Jugoslavia, ma ora si comporta esattamente come lui, andando alla distruzione della Libia, di quel che ne è rimasta ancora.

Con la benedizione del suo, mica il nostro, presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che di Massimo era ministro della Difesa, e di Matteo è il protettore, mentre il suo predecessore Giorgio Napolitano, in uno straordinario ribaltamento anagrafico, continua a esserne il badante, al servizio degli interessi americani e dell’ alta finanza internazionale.

Siamo già in guerra in Libia. Abbiamo ceduto la nostra sovranità agli Usa, e dal nostro territorio, riempito di bombe atomiche e di basi militari pericolose di radiazioni letali per i cittadini che vivono nei paraggi, li serviamo riverenti, per qualche briciola di affari dei neocapitalisti delle nostre multinazionali.

Sono partiti già i nostri soldati, i primi. Pare che ne andranno poi, alla testa della missione – sai che bel primato di cui essere orgogliosi – internazionale, molte migliaia.

Ufficialmente, a combattere l’ Isis. L’ Isis creato, incoraggiato, aiutato, voluto dagli Usa e dall’ Arabia Saudita. In realtà, a compiacere i mercanti di armi e di morte. A perpetrare la vergogna degli esseri umani che continua a essere la guerra.

Lo Stato italiano in pratica sta facendo gli interessi dei gruppi industriali a capitale pubblico che operano in Libia, in Egitto o in Iraq, e dei produttori e dei mercanti di armamenti, e con ciò si comporta come gli Stati Uniti, di cui è il servo sciocco.

Che fare?

Parliamone, almeno. Informiamoci, condividiamo, protestiamo.  La storia non sono loro, che non l’ hanno mai imparata. La storia siamo noi cittadini italiani, e del villaggio globale, che vogliono vivere in pace e soprattutto per le giovani generazioni costruire la cultura della pace.

***

Ha scritto oggi Marinella a leccecronaca.it: “Carissimi amici e gruppi di pace con i quali ci siamo già incrociati, qui e là…siete sparsi fra Lecce, Genova, Pisa, Radda in Chianti, Asti, Mestre, Lucca, Camaldoli, Montopoli, Faenza, Ravenna, Torino, Iglesias;Bologna, Milano; Napoli; Brescia; Frosinone; Firenze, Montebelluna, Padova, Lecco, Fano, Roma, Viterbo…Spero che tutti voi, in pochi o tanti, riusciate a dar vita tutti insieme, nelle forme preferite – manifestazioni, presidi, incontri con amministratori locali, biciclettate, sit-in, striscioni – a una  giornata contro la guerra il 12 marzo che potrebbe essere un segnale importante se sarà dappertutto e se avrà visibili le parole d’ordine che secondo noi sono di estrema urgenza: no a una nuova spedizione in Libia, stop aggressione e sanzioni in Siria, stop invio di armi italiane ai Saud per bombardare lo Yemen, stop Nato”.

Uscire subito senza se e senza ma dalla Nato, specifico io. E mi permetto di suggerire di andare subito nelle piazze a protestare contro la guerra di Matteo, mobilitandoci contro la propaganda del circo mediatico di regime.

Le loro guerre producono miseria, morte e sconvolgimenti sociali che sono la causa dell’esodo migratorio, di cui subiamo le conseguenze dirette

Adesso la decisione del governo Renzi  di andare di nuovo – e in posizione di comando – a fare la guerra in Libia è di una follia unica.

Non c’è bisogno di essere stratega, o veggente, per sapere già che sarà il nostro Vietnam, che ci ritroveremo altre decine di migliaia di disperati sulle nostre coste, che tanti giovani italiani moriranno senza motivo.

C’è un ultima speranza: una mobilitazione pacifica e non violenta popolare, il prossimo 12 marzo, che cerchi di ottenere l’ inversione della decisione già presa.

 

 

 

 

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Category: Politica

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