NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA / NON BASTAVA L’ ASPARAGO DAVANTI SANTA CROCE, ORA ABBIAMO PURE UNA PENSILINA DELL’ AUTOBUS NELL’ ANFITEATRO ROMANO. LECCE PROSEGUE LA SUA COLLEZIONE DI ‘OPERE D’ARTE’ CHE FINISCONO NEI SERVIZI SCANDALISTICI DELLE TELEVISIONI NAZIONALI

| 11 marzo 2016 | 4 Comments

di Luca Fiocca * (architetto, nella foto, per leccecronaca.it)______

Questo breve sproloquio è dedicato al vuoto e al nulla, che, come ricordava Lucrezio, per il solo fatto d’esistere, sono sostanza dell’Essere. Fosse stata in legno, del tipo di quella di Mimmo Paladino di fronte alla chiesa di Santa Croce, si sarebbe pure potuto pensare ad un altro utilizzo, per esempio come legna da ardere. Peccato invece che sia di vetro ed alluminio.

“L’artista Raffaele Quida(1969; vive e lavora a Lecce) decide di installare all’interno dell’Anfiteatro romano, monumento simbolo della città, una classica pensilina per la fermata di un autobus cittadino in disuso. Un “oggetto” sarà pertanto prelevato dal suo attuale luogo di “conservazione” – un deposito dell’azienda dei trasporti urbani della città – e decontestualizzato all’interno di uno scenario dall’alto valore metaforico e culturale”…

Leggo divertito il comunicato stampa in cui si parla, per l’appunto, di un voluto ‘cortocircuito tra epoche’. Mai paragone fu più azzeccato!

Se pur l’idea è degna di nota, mi piace sottolineare il pittoresco contrasto tra antico e moderno, quella tipologia di pensilina, rappresenta, ahimè, uno dei peggiori esempi di arredo urbano mai realizzati nella storia della nostra nazione. Di per se incapace d’esprimere emozioni, accostata poi ad un’opera d’arte come l’anfiteatro romano di Lecce, ne esce sopraffatta. Il paragone ricorda un po’, per così dire, gli spazi di chiaro e di scuro che si creano sulle facciate dei palazzi antichi, tra le modanature, i capitelli, le cornici e le statue. ‘Il problema è di vedere che l’uno sia abbastanza ampio e deciso per non essere inghiottito dal crepuscolo, e l’altro abbastanza profondo da non essere prosciugato come una pozzanghera, dal sole di mezzogiorno’. (J. Ruskin)

Sabato, alle ore 11, quando accadrà, avrà vinto la legge del nulla, la legge che azzera, se la lasciamo fare, tutte le nostre inutilità, in modo che possa sgorgare la felicità del nulla e dello spazio vuoto…

Mi congedo con le parole dell’artista stesso, Raffaele Quida: ‘È un progetto che indaga le esperienze e i coinvolgimenti del corpo umano, nelle sue principali fasi, dalla nascita ai condizionamenti sociali, fino alla morte’. Ecco, la morte appunto!

A Voi il mio grazie.

L’Irriverente

 

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Category: Cultura

Comments (4)

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  1. Pino Ambrosoli ha detto:

    Finalmente un architetto che scrive qualcosa di sensato.

  2. Marco ha detto:

    Bisogna che qualcuno abbia il coraggio di scrivere che le cazzate sono cazzate.
    Altrimenti domattina vado in Piazza Sant’Oronzo prendo una sedia la sfascio sbattendola per terra e poi dico ecco l mia opera d’arte, la mia performance dal titolo: “L’energia non può stare seduta”. Oppure dopo essermi scolati due litri di vino nella stessa piazza, o da qualche altra parte, mi faccio una pisciata, e poi dopo aver documentato il tutto, scrivo l’ultima grande opera d’arte dal titolo: Acquazzone Divino.
    Ringrazio tutti coloro che come Fiocca ci dicono che il re è nudo.

  3. Nicolò Franchini ha detto:

    Di solito gli architetti intervengono su tutto, spesso su materie su cui non hanno titolo per intervenire.
    Ora a parte la competenza personale che ognuno di noi può avere in un campo diverso da quello in cui svolgiamo la professione, per esempio uno può fare l’architetto e magari essere un provetto chitarrista, un altro può essere un bravo pittore, un altro un ottimo cavallerizzo, ma certo non per questo l’ordine degli architetti può pontificare, sulla musica, sulla pittura, o sull’equitazione.
    E’ accaduto per esempio, che quando il Comune di Lecce indisse il concorso per il marchio di Lecce Capitale Europea della Cultura, l’Amministrazione comunale prese tre progetti li mise on-line per far decidere ai leccesi. Per una volta gli amministratori fecero qualcosa di decente.
    Ebbene in quell’occasione il Presidente dell’Ordine degli Architetti, rilasciò una dichiarazione per dire che nessuno dei tre marchi era DEGNO di rappresentare la città di Lecce.
    Ora se lo avesse fatto come singola persona ci poteva pure stare, ma come presidente dell’ordine, mi spiegate quale competenza hanno gli architetti nel campo della Comunicazione?
    Ora dato che tale concorso, non era stato ben pubblicizzato, non partecipò nessuna Agenzia di Comunicazione, infatti arrivarono solo sette progetti grafici.
    Ma la cosa più simpatica, e che uno di quei tre marchi che secondo il Presidente dell’Ordine degli Architetti erano indegno di rappresentare Lecce, era stato realizzato proprio da un architetto.
    Oggi invece, su un’installazione che modifica l’intorno fisico di una parte della città, e che quindi sarebbe compito proprio degli architetti dire la loro non lo fanno, come non lo hanno fatto con quell’obbrobrio posto di fronte a Santa Croce. Quindi rendiamo merito all’architetto Fiocca che ha avuto il merito di dire la sua senza peli sulla lingua.

  4. Antonio spoto ha detto:

    ormai fate intervenire proprio tutti. viva i signori della fuffa. parole parole parole.
    Ai professionisti mi piace prima chiedere… Ma tu cosa hai fatto fino ad oggi ?

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