DIARIO DEL GIORNO PRIMA / IL TAM TAM DI ANNIBALE

| 12 marzo 2016 | 0 Comments

ITALIA ______

Roma – Luca Varani, il giovane ucciso venerdì scorso nella capitale, è stato colpito da ben trenta coltellate e altrettante martellate al cranio. Questi i risultati dell’autopsia svolta ieri l’altro. Il ragazzo romano sarebbe morto per dissanguamento  dopo le coltellate al torace. La lama ritrovata nel petto di Varani non avrebbe toccato il cuore, ma avrebbe trafitto il polmone sinistro. Clamorosamente si è presentata dai carabinieri la donna che avrebbe incontrato la vittima su un treno regionale la mattina di venerdì 4 marzo, poche ore prima dell’omicidio. La testimone ha raccontato agli inquirenti che conosceva bene Varani perché ci chiacchierava sul treno che da Viterbo porta a Roma. Gli investigatori stanno valutando la sua testimonianza per capire se effettivamente è lei la donna che per ultima ha parlato con la vittima prima del massacro al Collatino.

 

ITALIA ______

Napoli – Tutte le cardiochirurgie campane pubbliche e quattro private non disponevano di una sala operatoria libera nella notte tra l’8 e il 9 marzo. Risultato la morte di Francesca Napolitano, una donna di 42 anni originaria di Bagnoli, che in gravissime condizioni, è stata ricoverata all’ospedale San Paolo di Napoli per una miocardite in stato avanzato. La degente è spirata dopo un’attesa interminabile di tre ore e un trasferimento disperato alle 6 del mattino all’ospedale Monaldi. Il polo cardiochirurgico di quest’ultimo centro, allertato con urgenza dal 118 e dall’ospedale San Paolo, aveva dato parere negativo per il ricovero poiché le due sale chirurgiche in dote erano entrambe impegnate, una per un trapianto di cuore e l’altra attivata per un aneurisma. La sanità campana è in condizioni disastrose e l’ennesima vita spezzata ne è la prova.

 

MONDO ______

Sudan – Il governo del Sudan esorta i propri soldati e le milizie alleate agli stupri di gruppo, favorendo questi crimini di guerra e contro l’umanità. Ecco la denuncia choc delle Nazioni Unite contro le autorità dello Stato africano, il più acerbo del mondo, tra l’altro. La legittimazione degli stupri come forma di compenso per i militari è provata e addirittura circola la voce di bambini bruciati vivi. L’ alto commissario per i diritti umani, Zeid Raad al Hussein, sostiene di avere in mano prove certe. Nel rapporto che va dal periodo dell’ottobre 2015 fino a gennaio 2016, si nota come gran parte dei giovani miliziani rubano bestiame e proprietà  private, rapiscono e stuprano donne e ragazzine come forma simbolica di retribuzione. E non è tutto, molti civili che si oppongono a tale prassi vengono impiccati agli alberi e poi tagliati a pezzi come carne da macello. È una strategia del governo sudanese per favorire una pulizia etnica la tortura e il sentimento di terrore da diffondere ai civili contrari.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca

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