CIRCOLO DI IDEE ALLA BRINDISINA / IL PARTITO, UNA SPECIE IN VIA D’ESTINZIONE / LA NEW SOCIOLOGY E LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA CON LUIGI SPEDICATO

| 12 marzo 2016 | 0 Comments

di Annibale Gagliani______

“E voi che pretendete che tutto vi sia dovuto con la scusa infantile che nessuno vi ha mai capito, siete così velleitari come artisti improvvisati con quella finta libertà dei giovani viziati, è un gran vuoto che vi circonda e vi blocca come se fosse un grido in cerca di una bocca…”. Se non l’avete riconosciuto è “Il grido” dell’anticonformista per eccellenza Giorgio Gaber. Ideologia, partito o tessera, cercate questi lemmi in un vocabolario qualunque e sicuramente troverete una spiegazione soddisfacente. Affrettatevi però, perché tali dogmi dell’altro ieri stanno diventando celermente fuori moda. Non solo per un mero discorso di disaffezione verso l’attivismo da parte delle jeunes générations, ma altresì per un indomabile evoluzione sociologica che ci investe senza appello. Ne abbiamo discusso con tenacia assieme a Luigi Spedicato, 62 anni (nella foto), eccelso professore di Sociologia e New Media all’Università del Salento, che la serata dell’11 marzo scorso è stato al centro di un debate space per il “Corso di Comunicazione Politica” andato in scena al palazzo della provincia di Brindisi.

L’iniziativa è accattivamente e ambiziosa, poiché punta a sviluppare una coscienza politica (spesso carente) tra i giovani del brindisino. Alfieri dell’iniziativa, arrivata già al giro di boa del suo percorso, sono l’associazione culturale “Democrazia partecipata”, gli atenei di Bari e Lecce, l’ordine degli avvocati di Brindisi e la provincia stessa. Salpati dalle rivoluzioni industriali e navigando verso lo spirito tecno-collettivista della Russia di Lenin, si è poi indagato sulla metamorfosi di una macro-massa, prima credente nell’uguaglianza omologata e poi difendente delle succulente differenze. L’operaio post-modernista si è visto incatenare dalle corde d’oro del taylorismo e del fordismo, che pian piano soffocavano quell’illusoria evasione di sfera pubblica tanto decantata da Habermas.

Si ma la middle class non era fessa, ci si è riuniti nelle trade unions per rompere il culo ai capitalisti, che continuando a fare gli indiani per il gusto del plusvalore, hanno dato sfogo alle teorie marxiste, motore della prima internazionale. I partiti socialisti e quelli avversi di matrice liberare son divenuti poi lo strumento associativo e velatamente gerarchizzato con cui l’uomo ha cercato di conquistarsi un posto nella sovrastruttura economica. Assemblee, scioperi in piazza e molto più in là compromessi storici. Giovane che leggi quest’articolo, io lo so che per te è naturale vedere riforme che vengono ufficializzate su Twitter o streaming in diretta da paesaggi deturpati, però sappi che un tempo tutto ciò era molto più materiale e non liquido come adesso.

Spedicato ha citato studiosi poderosi del panorama internazionale per far comprendere ai presenti l’evoluzione delle masse, sempre più capaci di adattarsi al panorama contemporaneo come mezza bottiglia d’acqua versata in un bicchiere lungo e rozzo. Parliamo della società liquida del maestro Zygmunt Bauman, osservatore acuto di processi culturali che portano a un cieco individualismo. Il docente salentino, oltre a citare l’amore operaio di Primo Levi, ha tessuto l’arazzo intellettuale di Nicolas Negro Ponte, che ci ricorda il passaggio progressivo contemporaneo di una “società pesante” composta da atomi (industriale), a una “società leggera” formata da bit (post-industriale). Adesso l’apparato sociale è fortemente culturalizzato e invece di scambiare oggetti materiali si sofferma ad esigere quelli simbolici valoriali.

L’esempio lampante nella politica internazionale è il movimento ispanico “Podemos”, che ha stravolto le regole di governance da sempre poco malleabili. Ora è l’indignazione a farla da padrone e quel sentimento “anti-casta” che in Italia è capeggiato dal m5s. La struttura dell’organizzazione poggia le sue fondamenta on line ed è aperta a tutti coloro che vogliono partecipare, mantenendo una certa trasparenza di fondo. Si richiede una militanza spinta, quasi da soviet, con una continua stimolazione verso gli adepti, che potranno creare gruppi di lavoro dal modello orizzontale. La loro direzione non può che essere le vetta della leadership, differenziata di molto da quella elitista proclamata dai Pareto e dai Mosca. Ovviamente il timone di comando deve essere nelle mani di un condottiero carismatico alla Pablo Iglesias Turrión, che inverta la rotta quando ce n’è bisogno. Ognuno può partecipare al “cambiamento” iscrivendosi sul sito o scaricando l’iper-tecnologica app per rimanere sempre aggiornati sugli ultimi programmi del gruppo e per proporre delle iniziative reali.

Altro che scanni nelle sezioni e insulti a pugno chiuso urlati in faccia agli avversari, adesso ci si evolve a portata di clic tralasciando quella vecchia ingessatura chiamata partito. Certo il rituale simbolico delle narrazioni rimane comunque pulsante e rappresenta poi il parametro di giudizio degli elettori. Spedicato dice bene, invitando i presenti (che amano cliccare più del tesseramento) a difendersi dal messaggio obliquo del politichese: “On line o su una tribunetta, nessuna buona narrazione può essere tanto potente da veicolare un cattivo prodotto…”. Il mondo è in continua rotazione, in perenne trasformazione, le coppie saranno anche dello stesso sesso, innumerevoli le religioni e le culture di un paese, ma probabilmente scompariranno i partiti. A parte la commozione non preoccupatevi, l’uomo sarà sempre al suo posto, e vi posso assicurare che si inventerà altre diavolerie per sfuggire al rattrappito collettivismo.

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