EX ASILO NIDO OCCUPATO IN VIA CASAVOLA

| 12 marzo 2016 | 5 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato della ‘Rete Territoriale dei Conflitti’______

Questa notte la Rete Territoriale dei Conflitti (nella foto, l’ immagine scelta per la loro assemblea costitutiva, ndr) ha occupato un ex asilo nido comunale a via Franco Casavola (inizio via Monteroni, angolo viale Grassi) a Lecce.

Finalmente restituiamo al territorio uno spazio sociale in cui si generi conflitto e si promuovano pratiche di mutualismo e di autogestione. Intendiamo restituire al territorio uno spazio pubblico lasciato da anni al degrado sociale.

Sarà un laboratorio collettivo di progettazione territoriale e formazione.

Il nuovo centro sociale occupato e autogestito (CSOA) prenderà il nome di TERRA ROSSA espressione che sintetizza le nostre idee di trasformazione sociale e difesa del territorio.

L’asiletto occupato diverrà tra l’altro sede dell’Università Popolare Asylum recentemente costituita ad opera di alcuni attivisti, intellettuali e docenti universitari che si riconoscono nella RTC e la cui missione risiede nella formazione permanente di adulti e bambini

Il CENTRO SOCIALE TERRA ROSSA sarà punto di riferimento per tutte e tutti coloro che vorranno condividere il nostro progetto.

Sarà uno spazio sociale aperto e inclusivo a disposizione di movimenti, associazioni e collettivi.

Invitiamo dunque tutta la cittadinanza a partecipare con noi a tale progetto di intervento sociale, rivalutazione territoriale e formazione politica.

Accorrete in massa oggi, sabato 12 Marzo alle ore 16:30 alla prima assemblea generale della RETE TERRITORIALE DEI CONFLITTI all’interno del Centro Sociale TERRA ROSSA. Sarà l’occasione giusta per conoscerci e costruire insieme questo percorso.

ECCO ALCUNE DELLE ATTIVITÀ che verranno svolte nel TERRA ROSSA in collaborazione con la UNIPOP ASYLUM:

Laboratorio Psicomotorio per bambini

Conservatorio popolare (vari strumenti)

Lezioni di italiano per migranti

Lezioni di lingua (inglese, spagnolo, arabo)

Corsi di formazione politica ed economica

Corsi di teatro e dizione

Laboratorio di scrittura

Corso teorico-pratico di cucina salentina

Orto sociale

Corsi di agricoltura biologica, organica e biodinamica

Servizio ludoteca popolare

Servizio biblioteca sociale

Servizio doposcuola

Corso di lavorazione della pietra leccese

Mensa popolare

Sportello legale per migranti

Sportello di consulenza sindacale (patronato)

Iniziative di Sport popolare

Osservatorio sulla repressione

Laboratorio di street art

Computer trashing

Centro studi geopolitici

Presentazioni di libri, esperienze di mutualismo sociale, iniziative culturali, concerti

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (5)

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  1. Pino Ambrosoli ha detto:

    I soliti rivoluzionari da salotto, i compagni di Terra Rossa finanziati dalla Unipol, la più potente e ricca assicurazione italiana, ma Unipol è anche Banca, Unipol è l’Alta Finanza che sta al Governo.

  2. frank ha detto:

    Ma non c’è scritto UNIPOP?

  3. Collettivo Terra Rossa - tramite redazione ha detto:

    Leggiamo dell’intenzione del Sindaco di procedere con l’ordinanza di sgombero del neonato Centro Sociale “Terra Rossa” sito in via Franco Casavola.

    A quanto pare, dopo tre anni di incuria e proprio subito dopo la nostra occupazione, guarda caso sono stati trovati i denari per procedere alla messa a norma della struttura di proprietà dell’Acquedotto Pugliese, il che consentirebbe la riapertura dell’asilo nido.
    Dunque, è necessario occupare ed esporsi alle denunce per porre all’attenzione dell’Amministrazione pubblica disagi e degrado che sono già sotto gli occhi di tutti? Se così fosse, ben vengano le occupazioni e tutti gli atti di disobbedienza civile, peraltro costituzionalmente garantiti. Alla luce di ciò, prendiamo atto che la nostra azione ha ottenuto il grande risultato di svegliare le istituzioni rispetto a una situazione che, a detta delle famiglie che abitano in via Casavola, si era fatta insostenibile.

    E’ indecente che una scuola pensata per bambini fosse ridotta, a causa della malagestione pubblica, a luogo di spaccio, tossicodipendenza e sesso mercenario a due passi tra l’altro da una scuola elementare attiva.
    Non è un caso che in tre giorni di occupazione decine e decine di famiglie e numerose associazioni sono passate a darci sostegno morale e materiale, affermando la loro soddisfazione per quello che stavamo e stiamo facendo e lamentando l’assenza di spazi pubblici che possano accogliere iniziative e attività socio-culturali che partono dal basso.

    Le attività che abbiamo intenzione di mettere in campo utilizzando gli spazi del Terra Rossa rientrano proprio tra quei servizi sociali al momento assenti.
    Già in questi primissimi giorni è partito il progetto della ludoteca popolare e stiamo lavorando alla creazione di una biblioteca sociale per studenti e cittadini con migliaia di libri che ci stanno donando da tutta Italia. E ancora: doposcuola in collaborazione con gli studenti medi, orto sociale, scuola di lingue e teatro, un patronato con sportello legale, un ambulatorio di strada con medici specialisti, corsi di formazione con il sostegno di docenti universitari e altri servizi che offriremo in forma gratuita.

    Il Comune, prima di censurare un progetto pacifico di crescita culturale e dalla forte funzione sociale, dovrebbe avere il coraggio di ammettere che la città non ha bisogno di tutto questo.
    A sentire la gente che è passata in questi giorni e che ci ha aiutato a bonificare questo spazio, esiste in realtà una domanda forte di tali servizi.
    Se il Terra Rossa deve tornare a essere un asilo, così sia, ma allora chiediamo all’Amministrazione comunale di darci in concessione uno spazio che sia altrettando adatto alle attività di pubblica utilità che già da questa settimana partiranno al Terra Rossa.

    Se l’Amministrazione Comunale, anche grazie alla nostra azione, è seriamente intenzionata a riaprire l’Asilo nido, noi saremo disposti con le giuste garanzie (pubblicazione del bando di gara e documentazione di bilancio e importo destinato alla struttura) a riconsegnare lo spazio alla sua originaria destinazione d’uso, da noi completamente ripulito e bonificato. La scelta di occupare un ex asilo nido non è casuale, ma è stato un atto di denuncia contro la carenza strutturale e ormai insostenibile di tali servizi in città.

    Intanto convochiamo per venerdì 18 alle 18.30 un’assemblea pubblica aperta ai residenti del quartiere e a chiunque fosse interessato a questo progetto per elaborare insieme le nostre attività e per rinnovare la nostra ferma denuncia contro il degrado di tutti gli spazi abbandonati di pertinenza pubblica

  4. Lecce Bene Comune - tramite redazione ha detto:

    Non c’è volta che una domanda di spazi sociali non venga mortificata in
    questa città!

    Sia che si tratti di spazi pubblici apparentemente disponibili ma nei
    fatti accessibili a pochi, sia che si tratti di spazi realizzati col
    denaro del contribuente, vergognosamente abbandonati e dunque liberati
    da una proposta di autogestione dello spazio stesso.

    Neanche 48 ore dopo l’apertura del centro sociale “Terra rossa” e la
    presentazione di intenzioni che il Pubblico trascura o stralcia del
    tutto anche per effetto delle politiche di austerity delle tante destre
    al governo, il Comune di Lecce si sveglia da un lungo, placido sonno e
    mostra la faccia dura.

    Annuncia sgombero e denuncia per occupazione abusiva!

    Così, dopo anni di interruzione incresciosa di un servizio da erogare in
    zona, la pietra dello scandalo diventa la proposta di autogestione di
    uno spazio abbandonato, non il dimenticatoio al quale il Pubblico aveva
    destinato il fabbisogno di servizi e lo spazio stesso.

    “Lecce Bene Comune”, che era presente all’assemblea di apertura del
    centro sociale, esprime invece apprezzamento e incoraggiamento per la
    prospettiva politica di impegno presentata dal CSOA “Terra rossa”.

    E ritiene che sarebbe un errore mortificare sul nascere la spinta dal
    basso che l’iniziativa di autogestione di uno spazio pubblico
    abbandonato rappresenta, per il solo fatto che privarsi di questa
    opportunità equivarrebbe a privarsi di una opportunità di crescita della comunità nonché di rigenerazione urbana della zona di via Monteroni.

  5. Collettivo Terra Rossa - tramite redazione ha detto:

    Come è ormai noto, la notte del 12 Marzo alcune cittadine e cittadini hanno occupato i locali dell’ex asilo comunale “Angeli di Beslan” per denunciare lo stato di degrado sociale a cui quello spazio era stato destinato, ridotto a ricettacolo per tossicodipendenti, spacciatori e sfruttamento della prostituzione.
    Si è trattato di un atto di denuncia forte contro lo stato di degrado a cui sono lasciati innumerevoli spazi di proprietà pubblica che potrebbero essere invece destinati a luoghi di aggregazione sociale gestiti in forma autonoma dai cittadini per il bene comune.
    Gli occupanti dell’ex asilo hanno immediatamente dato inizio ai lavori di bonifica del luogo, facendo così risparmiare migliaia di euro alle casse del Comune di Lecce che aveva la responsabilità gestionale dell’immobile e del terreno circostante. Hanno dato immediatamente vita a uno spazio di aggregazione che ha preso il nome di TERRA ROSSA nella cui organizzazione sono stati coinvolti i residenti della via e del quartiere che da anni denunciavano alle autorità competenti lo stato di degrado a cui era stato abbandonato il loro quartiere.

    La risposta popolare è stata dunque più che positiva, testimoniata dalla partecipazione di massa alla prima assemblea pubblica convocata al Terra Rossa da parte di cittadine e cittadini senza alcun passato di militanza politica e sociale che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa portando con sé il proprio impegno e le proprie idee.

    Il Comune, nelle persone del Sindaco e dell’Assessore al Bilancio e al Patrimonio, anziché apprezzare lo spirito civico che ha animato l’azione di protesta e proposta insita nel gruppo di occupanti, ha mostrato rigidità, minacciando di denunciare gli occupanti del Terra Rossa e di far intervenire le forze dell’ordine. Questa reazione dimostra l’imbarazzo di una amministrazione evidentemente impermeabile di fronte alle istanze provenienti dai cittadini che con questa azione tutt’altro che simbolica hanno fatto emergere le contraddizioni profonde del governo municipale.

    Malgrado la minaccia di sgombero e il goffo tentativo da parte del Comune di fare intervenire contro il Terra Rossa quattro associazioni note per essere legate agli ambienti della destra cittadina, il comitato di gestione ha scelto di proseguire nella sua strada avviando subito una serie di attività. Una Ludoteca Popolare è già attiva grazie alla disponibilità gratuita di alcune educatrici specializzate, così come una biblioteca sociale che può contare già sulla disponibilità di centinaia di volumi donati da ex-biblioteche, editori e semplici cittadini che da tutta Italia stanno guardando con interesse all’esperienza inedita del Terra Rossa. Un servizio di doposcuola gestito da studenti del liceo artistico, classico e scientifico di Lecce, corsi di house theatre, lingue straniere e strumenti musicali, un ambulatorio di strada grazie alla disponibilità di alcuni medici, un servizio veterinario, senza contare i corsi dell’Università Popolare che saranno tenuti da un collegio di docenti dell’Università del Salento che hanno aderito a decine al progetto del Terra Rossa con un entusiasmo inaspettato.
    Il 15, 16 e 17 Aprile il Terra Rossa ospiterà anche il IV incontro nazionale di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana in Venezuela. All’incontro, in cui interverranno le rappresentanze diplomatiche di diversi Stati Europei, parteciperanno rappresentanti dei comuni salentini, delle associazioni e sindacati che, raccolti in tavoli tematici ipotizzeranno anche possibilità di gemellaggi e scambi commerciali con alcune municipalità venezuelane. Dunque non solo una importante momento culturale e di solidarietà internazionale, ma anche una opportunità di sviluppo socioeconomico per il nostro territorio.
    Come associazioni democratiche che da anni operano nel Salento nel campo dei diritti civili e sociali, nella promozione culturale e per la difesa del territorio, solidarizziamo con il Terra Rossa e dichiariamo la nostra intenzione di istituire nel centro una nostra sede cittadina o sezione leccese partecipandone alla crescita e allo sviluppo.
    Il problema di una assoluta carenza di spazi sociali a Lecce è stato posto da anni.
    Sono troppe le associazioni legalmente riconosciute che da tempo chiedono senza essere ascoltate uno spazio dove poter agire. Crediamo dunque che il Terra Rossa possa rappresentare un luogo adatto per ospitare un forum delle associazioni democratiche del Salento. Chiediamo dunque l’assegnazione formale dello spazio. A questo riguardo siamo disponibili ad accollarci i costi delle utenze e di farci carico dei lavori di ammodernamento e manutenzione della struttura, sgravando il Comune di una spesa a cui evidentemente non ha potuto fare fronte negli ultimi tre anni. Nel caso in cui il Terra Rossa sia destinato a tornare ad essere asilo nido, siamo altresì disponibili a ragionare su una possibile collocazione alternativa da concordare con la Amministrazione.
    A questo fine chiediamo formalmente un incontro con il Sindaco e l’Assessore al bilancio e al patrimonio per discutere la questione in oggetto.
    Anpi Martano; Antigone – Puglia; ARCI Lecce; Arci KilometroZero; Arci Miele Masseria; Arci Zei; Associazione Meticcia; Cianfrusoteca; Diritti a Sud; Forum Ambiente e Salute; La Città futura; Laici Italia; LEA – Liberamente e Apertamente; Melquiedes; Mujmune; Oikos Sostenibile; reAzione; Rete Caracas Chiama; Rete Kurdistan Italia; RTC Salento; Spartak Lecce; Associazione culturale BeFake; Università Popolare Asylum; Laboratorio Omar Moheissi; Spazi popolari.

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