UN CASO CLINICO / LA SCHIZOFRENIA TRIVELLA LA TESTA DI MICHELE EMILIANO

| 17 marzo 2016 | 1 Comment

di Giuseppe Puppo______

Certo, il record insuperato e forse insuperabile, rimane quello delle elezioni regionali dell’ anno scorso, quando condusse tutta quanta la campagna elettorale all’ insegna delle critiche, spesso circostanziate e sempre pungenti, all’ amministrazione uscente di Nichi Vendola, e poi, a pochi giorni dal voto, andò alla riunione della lista del leader di Sel, che intanto si era alleata con lui, e, facendolo commuovere fino alle lacrime, gli disse: “I tuoi sono stati dieci anni di governo straordinari…Non saremo mai in discontinuità con quella che è stata la tua amministrazione e la tua guida politica…Nichi, io non sarò mai un presidente di Regione come te, perché non sarò in grado di cambiare la storia come hai fatto tu».

E va beh, amen.

Poi però, insomma, diventato presidente della Regione, l’ affabulazione di Michele Emiliano, nel forzoso esercizio quotidiano, da politica, è diventata di giorno in giorno sempre di più patologica: da un caso politico, è diventata cioè un caso clinico.

Le ultime manifestazioni, appunto oramai patologiche, sono recentissime.

Ieri, come abbiamo riferito e commentato, aveva dato il peggio di sé sul gasdotto, cambiando per l’ ennesima volta posizione.

Oggi, fra delirio di onnipotenza e sdoppiamento della personalità, la schizofrenia politica di Michele Emiliano si è manifestata sulla questione delle trivelle.

Tre sue dichiarazioni sul social network Twitter fanno pensare, e molto, e molto male.

Io e Barack Obama siamo contro le trivellazioni petrolifere marine. Il Pd italiano che fa? Il 17 aprile vota SI“.  E’ la prima.

Obama vieta le trivellazioni petrolifere nell’Atlantico. E noi in Italia dobbiamo fare un referendum! Il Pd siamo noi che lottiamo per l’ambiente non gli altri”. E’ la seconda.

E sempre sul tema, recentemente aveva scritto ancora, e in peggio: “Non dimenticare che senza il Pd non ci sarebbe stato il referendum: l’opposizione impotente si sarebbe divertita di più. Nel mio partito siamo quasi tutti contro le trivellazioni ed abbiamo chiesto e ottenuto il referendum“.

Ora, il Pd discusse delle trivelle in una relazione del segretario, nonché premier, in direzione nazionale lo scorso autunno. Relazione che passò con la stragrande maggioranza dei voti favorevoli dei presenti. Quindi il Pd ha deciso di fare le trivelle.

Ancora, sempre il Pd, cioè i suoi deputati e senatori, parlamentari pugliesi compresi, votarono a favore del decreto così detto “Sblocca Italia”, provvedimento che conteneva – sostanzialmente – il via libera alle trivellazioni.

Per giunta, è il segretario del Pd Matteo Renzi, che è anche presidente del consiglio in carica, che fa la linea politica: segretario che all’ ultimo congresso del partito, che lo elesse, fu sostenuto anche da Michele Emiliano, il quale ora finge di litigare con lui, o di dissentire.

Ma mentre gli altri lo fanno di mestiere, con consumata abilità, per essere sempre sia da una parte, sia dall’ altra, quindi, cioè, per portare poi alla fine sempre tutto all’ incasso, lui, l’ Emiliano, lo deve fare meglio degli altri, e quindi si è messo a fingere bene a tal punto, che forse oramai ci crede: cioè, si è dimenticato che stava fingendo, e ha finito per crederci davvero. Sulle trivelle, come sul gasdotto, come sull’ Ilva, come su Cerano, come sugli ulivi, come sui rifiuti, come su tutto quanto, egli è all’ opposizione del suo partito, del suo segretario, e di sé stesso.

 

Category: Politica

Comments (1)

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  1. De Donno Sonia ha detto:

    Non è la prima volta che Emiliano smentisce se stesso ed il suo partito. In una trasmissione televisiva di qualche tempo fa, a cui partecipava anche il segretario della Lega Matteo Salvini, ebbe a dire: “Salvini sull’immigrazione ha ragione…”.

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