ISTANTI DI VIAGGIO ROCK IN UN SOGNO ERASMUS

| 22 marzo 2016 | 0 Comments

di Annibale Gagliani______

Cari genitori, quando vostro figlio tra una carezza eterna e uno sgrido fulmineo vi chiede in regalo ruote motorizzate, capi firmati o optional ghirlandati, stoppatelo. L’unico dono inestimabile che un padre o una madre può indovinare ha sette lettere: viaggio.

Ma voi vi rendere conto quanto cazzo è bello l’eterno movimento di Formentera? Oppure avete mai pensato che brivido nell’anima può regalare l’aurora ad Olso? O meglio perché non immaginate la mezzanotte in laguna ad Amsterdam a commentare i brillori di Van Gogh su un letto di street music? Seduti tra le rughe di una poltrona sabbiosa tutto ciò può sembrare fantascienza, ma credetemi, non c’è niente d’impossibile nella generazione Erasmus.

Le culture si mescolano come fossero sputi di vita sulla tavolozza di Picasso, creando un unico popolo giovanile che non si azzarda minimamente ad escludere l’altro. La filosofia olistica dell’unica società “senza frontiere” produce ragazzi dinamici, curiosi e desiderosi di gustare tradizioni differenti.

Sono proprio questi i pilastri di una nouvelle histoire in totale trasformazione. Riparati da un tetto stellato vivono nella macro-famiglia blue and yellow. Al ritorno poi nel proprio paese i “forever young” danno enormi spunti di crescita a familiari sbiaditi e a vicini taccagni.

Può capitare ai primi vagiti di una primavera superbamente poetica, che tredici splendide sorelle vengano prese per mano da forze sovrannaturali e portate in angoli granitici del cielo. Quel francesino dalla penna d’argento conosciuto come Arthur Rimbaud le avrebbe salutate cosi:

“La stella è pianto rosa al cuore delle tue orecchie,

l’infinito è rotolato bianco dalla tua nuca ai reni,

il mare ha imperlato di rosso le tue vermiglie mammelle

e l’uomo ha senguinato mero al tuo sovrano fianco…”.

Emozione solonne tratta da “Opere in versi e in prosa”. Erano piccole, immense e sbarazzine, anche per l’innata intraprendenza di chi scappa di casa con battagliero pugno.

Quanti amori, sapori e dissapori si son concesse correndo per i boulevard del Gaudì e cantando sotto la Sagrada Familia. Ti perdi nei loro occhi incrociando lo sguardo di uno studente straniero all’ombra del barocco. Ti mostri disperso come i loro passi quando tenti di afferrare con le bacchette il sushi.Ti senti parte di una magnifica gioia bevendo una birra durante Juve-Barça o ascoltando accordi svedesi vincere l’Eurovision song.

È difficile comprendere il percorso avverso di un arcobaleno di rose colte troppo presto. Di sicuro verranno costantemente innaffiate dai pensieri frenetici dell’universo Erasmus, che oggi stringe le mani in fila dall’Atlantico all’Uzbekistan.

E a quei teneri genitori, autori del regalo piú bello del mondo, le tredici sorelle gli sussurreranno prafasando Jim Morrison: “Non piangere per me che parto, ma pensa che se domani piove me ne sono andato a cercare il sole…”.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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