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XYLELLA: PIANO DEGLI INTERVENTI. MANGIAFUOCO È TORNATO

| 10 aprile 2016 | 1 Comment

                                                                                                                                                                                                                                                                                          di di Eleonora Ciminiello________Ricordate queste parole: SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE E DEGLI OLIVI MONUMENTALI” e “INTERVENTI CHE MINIMIZZANO L’IMPATTO AMBIENTALE E TUTELANO IL PAESAGGIO”.

E’ questo che si legge al principio del comunicato stampa rilasciato alle 19:25 dell’8 aprile 2016 sul portale ufficiale della Regione Puglia. Leggendo il comunicato sembra che le misure previste nel nuovo piano degli interventi intitolato “Xylella: misure fitosanitarie per contrastarne la diffusione” intendano rispettare il Decreto di conferma dell’Ordinanza di sequestro emesso dalla Procura di Lecce.

Contemporaneamente, l’8 aprile al medesimo orario, presso l’Istituto Pantanelli – Monnet di Ostuni, la funzionaria dell’Osservatorio fitosanitario Regionale, Anna Percoco, presenta ad un pubblico di dottori agronomi e di comuni cittadini il medesimo piano,  durante il convegno su “Philaenus Spumarius il vettore di Xylella fastidiosa”. Il suo punto di vista sembra però differente dalle affermazioni del comunicato regionale, lontano dalla salvaguardia, molto lontano da ciò che si può definire come poco invasivo nei confronti dell’ambiente e del paesaggio. Più che avere un punto di vista differente Anna Percoco approfondisce, e le sue parole si rivelano un  vero incubo.

Secondo il comunicato stampa trasmesso dalla Regione Puglia gli interventi si differenziano in 6 aree: 1) Zona Infetta della provincia di Lecce ad eccezione della Zona di Contenimento 2) Altre Zone Infette: Zona di Contenimento della provincia di Lecce, intero territorio comunale di Torchiarolo, Cellino S. Marco, S. Pietro Vernotico, focolai puntiformi delle provincie di Brindisi e Taranto 3) Eventuali Nuovi Focolai Puntiformi 4) Zona Cuscinetto 5) Zona Sorveglianza 6) Zona Indenne.

In ciascuna area secondo il comunicato stampa regionale gli interventi si basano sulle sfalcio delle erbe, le potature e le arature. “In particolare: Nella zona infetta c’è l’obbligo di potare le piante. Nelle zone indenni, laddove troveremo una pianta infetta, quella pianta va espiantata e gli ulivi che le sono intorno nei 100 metri dovranno essere potati, per evitare l’espansione dell’infezione”.

Potare? Sembra una buona cosa. ESPIANTARE GLI ULIVI INFETTI NELLE ZONE INDENNI??? Ma la Regione non aveva detto che intendeva rispettare il Decreto di sequestro emesso dalla Procura di Lecce? E la Procura di Lecce non riteneva inutili e LESIVI per il paesaggio gli espianti? Non riteneva lo sradicamento di ogni ulivi UN DANNO IRREPARABILE ALL’AMBIENTE tanto da richiedere il sequestro di tutti quelli indicati come da eliminare?

A questo dato, per nulla trascurabile, si aggiungono le parole proferite da Anna Percoco, che, in qualità di funzionario dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia ha presentato il piano in piena regola. A differenza di quanto scritto nel breve comunicato stampa della Regione la funzionaria ha spiegato nei particolari cosa il piano intende quando parla di POTATURE.

Nella provincia di Lecce, definita zona infetta, Anna Percoco sostiene che gli olivi con sintomi di Co.di.Ro. DEVONO essere potati recidendo i rami sintomatici a 60 cm; su questi olivi si deve effettuare una potatura straordinaria quindi, arrivare coi tagli alla branca secondaria dell’ulivo ritenuto infetto. Prima di continuare, una domanda: l’analisi che stabilisce che l’albero presenti o meno xylella, sarà sempre visiva? Sarà sempre effettuata in maniera approssimativa dai medesimi uomini dell’Osservatorio dotati di buste della spesa?

Ma andiamo avanti. Negli ulivi fortemente infetti si DEVE effettuare una potatura straordinaria severa. La Percoco afferma: “questa deve essere molto molto radicale, perché deve lasciare il meno possibile la vegetazione su cui potrebbe andare phileanus, perché la pianta ha il batterio nel suo interno, e soprattutto questa potatura deve essere mantenuta nel tempo”. Vale a dire: SCHELETRI, NON ULIVI. Tale soluzione non è solo obbligatoria nella provincia di Lecce ma anche in tutta la zona di contenimento, quindi nelle provincie di Brindisi e Taranto dove sono stati individuati i focolai puntiformi, ovvero, per ora, San Pietro Vernotico, Cellino, Oria e Avetrana.

Gli ulivi monumentali devono essere sottoposti a potatura conservativa, nonostante siano infetti.

Obbligatorie le arature, gli interventi fitosanitari invece, solo raccomandati. La Percoco dice: “NON PERCHÉ’ NON SONO DA FARE, MA PERCHÉ’ PURTROPPO NON SI HANNO PRODOTTI AUTORIZZATI PER IL PATOGENO”. Vietata la commercializzazione e la raccolta di materiale vegetale tranne che per scopi scientifici.

Le potature così come sono state presentate da Anna Percoco non appaiono, ma SONO una condanna a morte lenta dell’ulivo: non si è mai sentito di ulivi sbrancati e ridotti ad un tronco mutilato durante il periodo primaverile ed estivo. Non si è mai sentito di potature in un periodo che non fosse il periodo invernale, a meno che a prescriverlo non sia stato uno strenuo sostenitore della MORTE DEGLI ULIVI.

Non potature ma sterminio, questo è quello presentato dalla funzionaria dell’Osservatorio. I fitofarmaci non si utilizzano non perché facciano male, ma solo perché non sono autorizzati, pertanto se ne consiglia caldamente l’uso. Gli ulivi infetti che saranno rilevati durante i monitoraggi che sono già ripartiti, saranno sradicati perché non sottoposti a sequestro. Gli ulivi nel raggio di cento metri dalla pianta ritenuta infetta, o sintomatica, non saranno sradicati non perché sarebbe una devastazione, ma solo perché si attende la pronuncia della Corte di Giustizia Europea: questi ulivi quindi saranno in attesa potati, mentre tutte le piante ospiti saranno eliminate.

Una devastazione per l’habitat, il paesaggio, l’intero microcosmo salentino, presentato con estremo distacco, anzi in maniera un po’ seccata da Anna Percoco, la quale evidentemente ha vissuto il sequestro della Procura come un cambio dei piani fastidioso. Il medesimo piano è presentato come un successo invece da Michele Emiliano, che sul comunicato, così come sul suo profilo Facebook, proclama vicinanza agli agricoltori ed alle associazioni che proteggono gli ulivi.

Noi questa vicinanza, non la vediamo. Dalle poche righe che si leggono nel comunicato è evidente che la Regione continui sulla scia degli sradicamenti, prova ne è la volontà di sradicare gli ulivi infetti esenti da sequestro. Non la vediamo pensando allo sterminio che sarà provocato con le potature straordinarie e straordinarie severe che la Percoco definisce OBBLIGATORIE. Non la vediamo pensando che l’uso dei fitofarmaci non è obbligatorio, non per scelta politica, ma solo, come sostiene la funzionaria dell’Osservatorio, perché non si hanno le autorizzazioni necessarie ad obbligarlo. Non la vediamo perché quando si sostiene una lotta e si mostra vicinanza ad un’idea, quando si intende costruire un mondo migliore è necessario fare delle scelte nette, scelte che si sarebbero dovute opporre a quelle fino ad ora perseguite con i piani “Anti-xylella”, scelte che intendevano ricostruire il paesaggio agrario, restituirgli vigore, nutrimento, forza, e non demolirlo, riducendo gli ulivi a monchi, o a fantasmi inermi.

Alla luce dei fatti la Regione non ha ascoltato gli agricoltori, ma solo le ragioni di chi porta avanti l’idea di un’agricoltura innovativa, quella che verrà quando i contadini sostituiranno gli ulivi monchi ed improduttivi con fantomatiche specie resistenti, lasciando in vita solo i monumentali. Ma questo non era forse l’obiettivo di Boscia, Godini & Co. ?All’inconsapevolezza non ci crede più nessuno, ormai più fastidiosa della xylella.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Tiziana Cicolella - tramite Facebook ha detto:

    Dopo il video di NovArìa

    https://www.facebook.com/NovArianotiziarioAcquaricadelCapo/videos/1006424356118225/

    finalmente anche una testata giornalistica prende atto della gravità del nuovo piano anti-xylella ma soprattutto dell’ingiustificato entusiasmo di Emiliano che firma una condanna per il Salento e la sua olivicoltura.
    E vada per il team scientifico che, tra indagini ed evidenze, continua imperterrito nel percorrere la sua folle via, ma il Governatore di Puglia ha promesso durante la campagna elettorale che sarebbe stato vicino al popolo ed avrebbe contrastato gli impostori per poi ritrattare e negare di averlo detto.

    Ma certe cose non si dimenticano così come si ricorda che gli sono state consegnate delle proposte dal Popolo degli Ulivi a cui non ha mai dato un minimo riscontro.

    Per non parlare della “sua” task force”, in cui sono presenti soggetti ovviamente pro-estirpazione, come Tormaresca la cui presenza non ha alcuna giustificazione, visto che è una nota azienda VINICOLA che ha distrutto l’unico polmone verde di ulivi, colpevole di essere circondato da uliveti.
    Ed ora il suo intollerabile entusiasmo per un piano che, in modo subdolo, vuole raggiungere un solo grande obiettivo: distruggere l’olivicoltura del Salento.
    E se mai il funzionario dell’Ufficio Fitosanitario regionale avesse detto cose non corrispondenti al nuovo piano, il Presidente della Regione Puglia prenda immediatamente provvedimenti perché ha un’ennesima prova di come si sta portando avanti questa assurda tesi.

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