banner ad

ERBACCE PERICOLOSE NEL CENTRO DI NARDO’

| 18 aprile 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Nardò, Graziano De Tuglie, responsabile dell’ associazione ‘Fare verde’, ci scrive______

Le foto allegate sono di strade semicentrali di Nardò, come via Pisanelli, via De Viti De Marco, Via Chiesa, via Gentile, Via Balilla. Erbacce infestanti in pieno rigoglioso sviluppo. E non è solo una questione di decoro urbano. In questa epoca di xilella e di zanzare zika, del rischio febbre dengue, stiamo parlando di profilassi sanitaria. Come al solito la incartapecorita burocrazia e l’incapace amministrazione comunale non pongono alcuna attenzione ai mutamenti climatici e alle conseguenze che possono avere sullo sviluppo delle larve.

Gli esperti stimano che, per le elevate temperature riscontrate quest’inverno, le uova degli insetti hanno raggiunto una maturità anticipata, di circa un mese, rispetto agli standard abituali. L’intero ciclo larvale ne ha risentito e gli insetti sono già attivi. Situazioni come quelle raffigurate nelle foto hanno rappresentato un ottimo luogo di incubazione per gli insetti come la sputacchina e le zanzare con relativi rischi di infezione ma la pigrizia burocratica ha fatto si che il calendario delle disinfestazioni venisse reso noto come al solito a fine marzo – inizio aprile ( e senza indicare nello specifico la natura degli interventi, quali anti larvali e quali anti alati) quando gli insetti sono già adulti ed attivi.

Queste condizioni favorevoli allo sviluppo degli insetti non sarebbero dovute crearsi minimamente e gli interventi di disinfestazione sarebbero dovuti essere attivi con molto anticipo rispetto alle date degli anni precedenti. Ancora si sarebbero dovuti attivare interventi di lotta biologica efficaci. E magari dovrebbe essere fornita la massima trasparenza sulle sostanze usate per la disinfestazione. Il Comune di Nardò, peraltro possiede numerosi appezzamenti di terreni agricoli che non osiamo neanche pensare in quale stato si trovino se quanto vediamo in foto si riferisce a zone urbane. Se dovesse essere simile la cura con cui si mantengono i terreni agricoli allora abbiamo paura che la xilella possa avere ulteriore diffusione.

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Lascia un commento

banner ad
banner ad