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C’ ERAVAMO TANTO AMATI / IL GIORNO DOPO LO ‘STRAPPO’ DI ROMA, CHE SI PROIETTERA’ INEVITABILMENTE SULL’ IMMEDIATO FUTURO IN TUTTA ITALIA, LITIGANO IN DIRETTA RADIOFONICA I TRE LEADER DI UN CENTRO – DESTRA CHE PRATICAMENTE GIA’ NON ESISTE PIU’

| 29 aprile 2016 | 1 Comment

(Rdl)______Sei mesi dopo l’ abbraccio sul palco di Bologna che sembrava dovesse rilanciare la coalizione, mattinata vivace di polemiche politiche, sul fronte del centro – destra, spaccato sulla scelta del candidato sindaco a Roma, il giorno dopo la decisione di Forza Italia di appoggiare Alfio Marchini alla corsa al Campidoglio rinunciando a Guido Bertolaso.

Le loro dichiarazioni ai microfoni di Radio 1 Rai sono state ampiamente riprese sul web e sono già al centro di un caso, destinato a cambiare gli scenari politici nell’ immediato futuro, non solamente a Roma.

Se permette, il centro – destra l’ ho inventato io“, ha tenuto a puntualizzare Silvio Berlusconi; e se ciò storicamente è vero, dal 1994, con una fusione a freddo, storicamente figlia di quel momento, poi sopravvissuta sempre più a fatica, fino all’ implosione del Pdl, è altrettanto vero che l’ ha praticamene distrutto nell’ attualità, scegliendo di posizionarsi  sul versante “centrista, moderato, librale”, sostenendo a Roma il candidato “indipendente” appoggiato pure da Casini e Fini, per quel che rimane dei loro partiti, e lasciando spazio autonomo a una destra “lepenista e populista” in cui Fratelli d’ Italia e Lega di Salvini rimangono, perfettamente omogenei, da soli.

In molti hanno visto nella mossa del leader di Forza Italia un favore al Pd, un tentativo di tenersi buono il governo Renzi, che sta per mettere mano a provvedimenti che interessano direttamente e pesantemente le attività imprenditoriali del ‘Cavaliere’, un abbozzo di nuove alleanze, in vista della formazione del tanto chiacchierato ‘Partito della Nazione’.

Ipotesi che ‘stamattina Silvio Berlusconi ha respinto: “Un nuovo patto del Nazareno? Nulla di più lontano dal vero, noi dobbiamo porre fine al governo di Renzi, un governo illegittimo e abusivo che è contro il voto del popolo. Noi dobbiamo mettere fine all’emergenza democratica quindi una decisione su Roma non cambia questo atteggiamento”; e anzi ha lasciato spiragli aperti agli ex alleati: “Divisi perdiamo. Non c’è un centrodestra vincente senza di noi, sarebbe solo di testimonianza e per vincere invece dobbiamo ritrovare i voti dei moderati“.

Agli stessi microfoni, si sono avvicendati sia Giorgia Meloni, sia Matteo Salvini.

La prima ha proclamato: “Noi siamo per il centrodestra moderato non inciucisista. FI vuole andare a rafforzare un governo infame. Io sono convinta che l’unità del centrodestra sia una bella cosa, ci abbiamo lavorato noi in queste settimane, con tutte le nostre energie, i sondaggi dicono che c’è un modo solo per vincere a Roma: se il centrodestra sostenesse Giorgia Meloni…Ma ora loro hanno fatto una scelta con l’obiettivo di tentare di impedire alla Meloni di arrivare al ballottaggio. Si vuole far vincere il candidato di Renzi, che sta un po’ in difficoltà, l’unico obiettivo serio dell’operazione di Berlusconi è questo, Marchini non ci arriva al ballottaggio, poi vedremo, purtroppo lo sapremo troppo tardi“.

Durissimo con l’ ex alleato anche il secondo: “Il tempo passa per tutti, anche per Berlusconi: non puoi raccontare le stesse cose per vent’anni. L’alleanza che sta dietro Marchini è l’alleanza di vent’anni fa: Berlusconi, Fini, Casini. Berlusconi ormai non è moderato, è moderato nelle urne nel senso che prende pochi voti. La divisione è tra chi è libero e chi, invece, ha legami economici. Sicuramente il fatto che Renzi fa leggi che riguardano le sue aziende anche qualunque ascoltatore nei panni di Berlusconi agirebbe nella stessa maniera. Io non divido il centrodestra tra lepenisti e moderati: io direi tra coloro che sono liberi e chi ha legami e vincoli. La divisione tra interessi e politica a questo punto è fondamentale”.

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Paolo Pagliaro, Forza Italia - tramite redazione ha detto:

    La scelta di Alfio Marchini a Roma è sintomo di una rigenerazione forte del centrodestra: un centrodestra liberale aperto alla società civile, che sa dialogare con il centro moderato e vincere.

    A noi piace tanto questa idea di politica, che sa guardare con coraggio e senza paura a chi non è un politico di professione.
    Meloni e Salvini hanno perso un’occasione importante, presi più dalle rivendicazioni personali che dalla voglia di vincere le elezioni.
    Ce la faremo lo stesso, da Roma all’Italia.
    Ma conserviamo la speranza di una ritrovata armonia con i potenziali alleati già dal ballottaggio, per riprenderci la Capitale e per mettere le basi di una grande coalizione che prima vinca al referendum e poi mandi a casa la sinistra dal governo nazionale.

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