FORUM TERZO SETTORE, LECCE: SOLIDARIETA’ AI QUARANTASEI INDAGATI DEL POPOLO DEGLI ULIVI

| 6 maggio 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa comunicazione che ci scrive il Forum Terzo Settore di Lecce______

E’ noto a tutti quello che è accaduto nel Salento a partire dall’inizio del 2015, quando il Piano Silletti aveva deciso di contrastare l’avanzata del CoDiRO con l’abbattimento di un milione di alberi di ulivo secolari e con trattamenti chimici che avrebbero provocato seri danni alla Salute.

Da subito un movimento spontaneo di cittadini, sostenuto dalle associazioni di volontariato, ha contrastato con tutti i mezzi democratici questo piano, collaborando fattivamente con le autorità giudiziarie attraverso circostanziati esposti, studi, ricerche, conferenze, incontri pubblici informativi, consulenze gratuite, crownfounding.

La Procura di Lecce il 19 dicembre 2015 ha bloccato quel piano emettendo un decreto di sequestro di tutti gli ulivi del Salento e inviando 10 avvisi di garanzia ai vertici che hanno scritto e gestito quel piano: molte e gravi le ipotesi di reato contestate.
I cittadini attivi nei mesi precedenti si sono sempre opposti ai tagli di quegli ulivi, organizzando manifestazioni spontanee e pacifiche a Oria, Veglie, Torchiarolo, Trepuzzi, Squinzano, Cellino San Marco, salvando così il Salento dalla mattanza degli ulivi.

Anche il 10 novembre, mentre le ruspe del Piano Silletti nelle campagne salentine distruggevano irrimediabilmente il patrimonio paesaggistico, senza alcuna ragione scientifica e tecnica, i cittadini attivi hanno continuato la loro protesta pacifica presso la Stazione di San Pietro Vernotico a difesa dei beni tutelati dalla Costituzione: paesaggio, salute, proprietà privata.

E’ del tutto evidente che questa protesta aveva come finalità quella di richiamare l’attenzione dell’intero Paese su un “delitto” che si stava compiendo nel Salento, contrastato solo dai cittadini attivi e dalla Magistratura inquirente.

Occupando i binari i volontari non hanno solo difeso il nostro territorio, ma hanno contribuito a fermare un treno molto più veloce e distruttivo di quello che attraversava in quelle ore i binari: hanno bloccato il treno delle illegalità, della mancanza di un disegno scientifico che potesse definirsi tale, difendendo un diritto costituzionale e soprattutto difendendo il futuro del Salento e dei salentini.

Apprendiamo che la Procura di Brindisi, su segnalazione della Digos, ha notificato un avviso di garanzia a 46 volontari, degli oltre 200 presenti a San Pietro Vernotico la sera del 10 novembre.

Tra questi 46 tanti semplici cittadini, ma anche presidenti di importanti associazioni e perfino esponenti del Forum Terzo Settore che hanno collaborato fattivamente con le autorità quella sera, e poi disabili, non vedenti, pensionati, contadini, casalinghe, avvocati, giornalisti, artisti. Auspichiamo che la Procura di Brindisi concluda questo iter con l’archiviazione dell’accusa, per non danneggiare ulteriormente persone che a mani nude hanno contribuito a bloccare la chiarissima consumazione di un grave delitto ai danni del Salento e dei suoi abitanti, esercitando in pieno i loro doveri di cittadini, come previsto dalla Costituzione italiana.

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