LA POLEMICA / ‘LA VIA FRANCIGENA SI FERMAVA A BRINDISI’, PAROLA DI ANGELA CARLUCCIO, CHE SE LA PIGLIA CON EMILIANO E CON LA CAPONE: “Falsificano la storia”

| 20 maggio 2016 | 0 Comments

(g.p.)______Si è tenuta questa mattina presso la sede della Regione Puglia a Roma una conferenza stampa con cui è stato presentato il primo ‘Parco Culturale Ecclesiale’ italiano, denominato “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”.

L’ iniziativa è stata voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana, cioè i vescovi italiani, per “la valorizzazione dei beni culturali ecclesiali, nel più ampio contesto dell’attrattività territoriale e come veicolo di evangelizzazione, di incontro, di dialogo e di pace per un’ecologia integrale della persona umana”, come ha informato l’ ufficio – stampa della Regione

Alla presenza dell’ assessore Loredana Capone, e del vescovo di Ugento Vito Angiuli, è stato inoltre presentato il marchio collettivo territoriale “Cammini di Leuca” , che, come ha scritto il quotidiano (dei vescovi italiani) “Avvenire” è stato “lanciato per indicare i percorsi di senso verso nel territorio del Capo di Leuca e oltre.  Un marchio che contraddistinguerà le tre direttrici degli antichi cammini che portavano i pellegrini al Santuario di Leuca, ma anche tutti i servizi e le iniziative a cui il viandante del terzo millennio può accedere, perché possa vivere un’esperienza che vada oltre il turismo religioso e che diventi un turismo di senso”.

E’ stato il riferimento sostanziale al “cammino” che ha fatto andare su tutte le furie Angela Carluccio (nella foto), 42 anni, di Brindisi, avvocato, candidata a sindaco alle amministrative del 5 giugno, sostenuta da una coalizione di centro, e dai Conservatori e riformisti.

“Emiliano arriva a falsare la storia, prolungando la via Francigena sino a Santa Maria di Leuca, pur di dirottare verso la provincia di Lecce, terra del suo assessore Loredana Capone, i riconoscimenti geografici, e i benefici economici, che la valorizzazione dell’antico tracciato porteranno al porto considerato terminale.

Recentemente, dopo un lavoro di studi e approfondimenti durato più di dieci anni, effettuato da illustri luminari e coordinato dalla prestigiosa Società Geografica Italiana si è definito, con criteri oggettivi, il tracciato della Via Francigena nel Sud che allunga sino a Brindisi il tratto originariamente riconosciuto in sede europea che va, come noto, da Canterbury a Roma.

I nuovi tratti della Via Francigena nel Sud attraversano le regioni del Sud Italia ma convergono tutti a Brindisi in quanto unico porto che all’epoca veniva utilizzato dai pellegrini per raggiungere Gerusalemme. Questo nuovo tracciato che riconosce a Brindisi il ruolo che la Storia gli ha assegnato, è stato recentemente approvato dall’Assemblea generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, rete portante della Via Francigena per delega del Consiglio d’Europa.

Ma Emiliano consente all’assessore Loredana Capone, ai parlamentari e senatori leccesi e a rappresentanti del clero leccese di modificare arbitrariamente il tracciato sino a Santa Maria di Leuca”.

La via Francigena, come è noto, segnava il percorso di pellegrini e soldati dall’ Inghilterra, verso Roma, capitale del cattolicesimo, e poi pure con il proseguimento verso la Terra Santa, fino a Brindisi, principale città di imbarco per Gerusalemme.

Secondo Wikipedia, “la Via Francigena, Franchigena, Francisca o Romea, è parte di un fascio di vie, dette anche vie Romee, che conducevano dall’Europa centrale, in particolare dalla Francia, a Roma. Nel meridione d’Italia, in particolare in Puglia, è attestata inoltre una via Francesca, legata alla pratica dei pellegrinaggi, che taluni accostano alla via Francigena sostenendo esserne la prosecuzione a sud, verso Gerusalemme, benché non esistano prove storiche di tale affermazione”.

Costituisce una chiara esperienza storica di dimensione europea, ma pure occasione di attualità per la valorizzazione del territorio.

Cioè occasione di marketing turistico, e gestione di fondi pubblici.

Lo sanno benissimo i vescovi italiani, che hanno situato a Santa Maria di Leuca la loro iniziativa, col pretesto del “cammino”.

Ma che c’ entra Santa Maria di Leuca con la via Francigena? Niente, appunto.

Solo che solamente oggi capiamo il senso di alcune iniziative salentine, promosse un anno fa circa, dalle associazioni ‘Valori e rinnovamento’ e ‘ Speleotrekkingsalento’, tese ad ottenere il riconoscimento ‘ufficiale’ del percorso della via Francigena fino a Santa Maria di Leuca, da dove, secondo quanto sostennero, ci sarebbe stato “il tratto terminale salentino, indiscusso punto naturale, geografico e spirituale di convergenza delle Vie Francigene del Sud fino a Leuca, dato che gli antichi pellegrini spesso preferirono salpare da Leuca, anzichè dal porto di Brindisi, per la maggiore vicinanza di tale scalo alla Terrasanta e per ricevere la benedizione della Vergine de Finibus Terrae”.

Una tesi che non ha nessun elemento concreto a suo sostegno.

Se, insomma, il ‘proseguimento’ ideale fino a Brindisi è un elemento storico concreto, l’ ipotetico ed ipotizzato ‘proseguimento’ fino a Santa Maria di Leuca serve solamente per dare una presunta legittimità culturale all’ iniziativa turistico-religiosa salentina dei vescovi, con elativi fondi pubblici dirottati dalla Regione, come sostiene l’ infuriatissima Carluccio. E all’ assessore Loredana Capone per fare qualche conferenza – stampa spettacolo in più.

Al di là dell’ ambito ristretto della campagna elettorale amministrativa brindisina, questa è una polemica indicativa di come suggestioni culturali preziose vengano disinvoltamente adoperate senza criterio, e di cosa ci sia dietro, spesso, a certe battaglie nient’ affatto ideali di presunta valorizzazione del territorio, che celano in realtà interessi economici, politici e commerciali assai meno nobili.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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