LA SINISTRA VIOLENTA TAPPA LA BOCCA AGLI AVVERSARI

| 3 Giugno 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di un nostro lettore che si firma Spartaco________Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo. Quante volte a scuola, e non solo, ci è stata ripetuta questa frase attribuita a Voltaire?
Ora non si tratta di essere schierati con l’una o con l’altra parte politica, ma si tratta che non possiamo parlare tutti i giorni di rispetto delle regole, di democrazia, di convivenza civile, di tolleranza, solo per puro conformismo, solo per metter in riga belle parole. Abbiamo il dovere di denunciare le intimidazioni sia quando ci riguardano direttamente sia quando riguardano altri, sopratutto, anzi, se gli altri sono nostri avversari politici, o comunque persone o gruppi dai quali ci dividono tante cose. Altrimenti siamo solo dei grandi ipocriti.

Invece cè chi in Italia ha sempre avuto due facce, e una vecchia storia ed è la storia della sinistra italiana, e per essere precisi della sinistra comunista.

La sinistra delle doppie verità.
La sinistra dai due volti. Una volta c’era quella che veniva definita l’estrema sinistra, quella che praticava quotidianamente la violenza fisica che impediva agli avversari di parlare, e quando lo riteneva necessario giungeva sino all’eliminazione fisica dell’avversario, e dall’altra il PCI che raccoglieva i voti, prendeva le distanze dalla sinistra extraparlamentare ma poi quando questa era in difficoltà gli forniva mezzi, l’assistenza e le giustificazioni.
E’ un po’ quello che succede oggi, a farne le spese è sopratutto La Lega, ed il suo leader Matteo Salvini, che dice pane al pane e vino al vino senza paura di ledere il verbo che la sinistra ha imposto a tutti, persino agli avversari che hanno paura di non uscire fuori dal politicamente corretto.
Salvini dice quello che la maggior parte degli italiani pensano, per questo è pericoloso e la sinistra lo sa e gli scaglia contro cosiddetti  centri sociali, che cercano di tappare la bocca al leader del Carroccio che è l’unico insieme al Movimento 5 Stelle, che possono far cadere questo governo.
Ecco perché a Matteo Salvini anche durante questa campagna elettorale viene impedito di parlare nelle piazze.

Non ci dimentichiamo che anche  a Lecce la sinistra antagonista assediò la sede dove parlava Salvini, la sede durante la notte fu distrutta da ignoti (noti), e ciliegina sulla torta poi arrivò quando l’Arci e l’Anpi ( associazioni finanziate dallo Stato)   denunciarono i partecipanti al convegno perché fascisti.

Ovviamente poi ci sono i giornali vicino al Governo come la Stampa, che giustificano l’ingiustificabile.
Questi episodi non sono iniziati ora e non hanno riguardato solo questa campagna elettorale, ma nessuno interviene, ricordiamo per esempio cosa e successo pochi mesi fa durante l’ultima campagna delle regionali. Ciò nonostante i Centri sociali ricevono finanziamenti e protezione politica, così come è avvenuto anche a Lecce, in occasione dell’occupazione di Binario 68, dell’occupazione dell’asilo Terra Rossa, delle scritte sulle chiese del centro storico.

Ecco il diario dell’intolleranza, fatto di intimidazioni, manifestazioni per impedire a Salvini di parlare in pubblico, aggressioni, pur abbracciando un lasso di tempo ridotto abbonda (purtroppo) di episodi, tra i quali abbiamo selezionato i più significativi. La data di inizio, per motivi di spazio, è fissata al fatto più eclatante accaduto durante la campagna elettorale per le elezioni regionali in Emilia Romagna, nello scorso novembre.

 

8 NOVEMBRE 2014, BOLOGNA

Matteo Salvini, in procinto di visitare un campo nomadi, viene raggiunto da un gruppo di attivisti dei centri sociali. Per evitare l’aggressione, il leader della Lega è costretto a salire in automobile, poi circondata e presa a cinghiate. Un manifestante lancia addirittura un casco da moto contro il lunotto posteriore, sfondandolo. Nelle ore successive, un antagonista incappucciato, affiderà la sua minaccia ai microfoni di Sky Tg 24: «Se Salvini torna a Bologna lo aspettiamo».

 

9 NOVEMBRE, PARMA

Su una parete esterna della sede della Lega Nord di Parma, città dove Salvini avrebbe dovuto svolgere un comizio nei giorni successivi, viene disegnata una stella a cinque punte.

 

10 NOVEMBRE, IMOLA

Un gruppo di attivisti dei centri sociali blocca l’ingresso del leader della Lega ad una struttura che ospita immigrati.

 

14 NOVEMBRE, FORLÌ

Continua la campagna elettorale, e continuano le contestazioni. Salvini viene accolto da un nutrito gruppo di manifestanti. Sui quali spicca uno striscione, sgradevole, che ironizza sul vetro dell’auto sfondato a Bologna qualche giorni prima.

 

19 NOVEMBRE, SALERNO

Anche nella città campana, Salvini viene accolto da un gruppo di aficionados dei centri sociali al grido di «Fascisti, carogne, tornate nelle fogne».

 

6 FEBBRAIO 2015, ROSETO

Poco prima dell’inizio del comizio di Salvini in provincia di Teramo, sei attivisti anarchici vengono intercettati dalla Digos con uno striscione contro la Lega Nord e allontanati dalla città.

 

8 FEBBRAIO, PALERMO

Il benvenuto per Salvini, di fronte all’hotel che lo ospita nel capoluogo siciliano, è dato da un centinaio di persone che al suo arrivo lo bersagliano di uova e ortaggi.

 

20 FEBBRAIO, MILANO

«Fai schifo». È questo che grida a Salvini un gruppo di antagonisti, accorsi a manifestare contro la visita del leader della Lega al campo rom di via Negrotto.

 

25 FEBBRAIO, ROMA

Salvini contestato a Piazza del Campidoglio. «Vai via fascista, vai via razzista» gli grida uno sparuto gruppo di manifestanti capeggiati dal capogruppo di Sel Gianluca Peciola.

 

27 FEBBRAIO, ROMA

Alla vigilia della manifestazione organizzata da Lega e Fratelli d’Italia in Piazza del popolo, i centri sociali, organizzatisi nel comitato #MaiconSalvini, protestano in zona Flaminio. Il corteo degenera in scontri con le Forze dell’ordine, lanci di bottiglie e bombe carta, e persino l’occupazione della Basilica di Santa Maria.

 

7 MARZO, GENOVA

Ancora contestazioni da parte dei centri sociali prima di un comizio. «Sono stufo di comizi blindati», dice Salvini.

 

26 MARZO, MILANO

Uscendo da uno stabile degradato, Salvini viene seguito da un gruppo di antagonisti che lo «accompagnano» fino all’automobile ricoprendolo di insulti.

 

1 APRILE, ROMA

Il leader della Lega annuncia di voler fare visita al quartiere Garbatella. «Roma non ti ha mai voluto e il 27 febbraio te lo ha dimostrato – scrivono sui social gli attivisti del Centro Sociale La Strada – ma noi non vediamo l’ora di accoglierti». Il capogruppo di Sel in Comune, Gianluca Peciola, sconsiglia «vivamente» a Salvini di recarsi nel quartiere.

 

22 APRILE, LIVORNO

Arrivato in città per sostenere il candidato governatore in Toscana Claudio Borghi, Salvini viene bersagliato con uova e pomodori.

 

24 APRILE, TORINO

Alla vigilia della Liberazione, in città appaiono fantocci con la faccia di Salvini impiccati a testa all’ingiù per rievocare la macabra esposizione del corpo del Duce a piazzale Loreto.

 

27 APRILE, MARCHE

Tappa marchigiana davvero infausta per il leader del Carroccio. La mattina, ad Ancona, gli toccano insulti, lanci di uova, pomodori e bottiglie, da parte di giovani antagonisti radunatisi tramite i social. Nel primo pomeriggio, Salvini si sposta a Porto Recanati, dove ha intenzione di compiere il sopralluogo all’Hotel House, condominio multietnico di 400 appartamenti, zona franca dove regnano spaccio, prostituzione e microcriminalità. A sbarrargli l’ingresso, però, trova esponenti locali del Pd e della Cgil, oltre che i soliti antagonisti ed alcuni abusivi che abitano nel palazzo. Più tardi, anche a Macerata Salvini sarà bersagliato da un fitto lancio di uova. Nascono scontri tra i manifestanti e le Forze dell’Ordine, che caricano dopo ripetuti tentativi di sfondare il cordone di sicurezza.
12 MAGGIO, MARSALA

Trecento contestatori attendono l’arrivo del leader del Carroccio, che avrebbe dovuto tenere un comizio a sostegno del candidato sindaco di «Noi con Salvini». All’arrivo del Segretario leghista, una ragazza sfonda il cordone e prende a calci la sua auto. A quel punto, le forze dell’ordine ritengono che non ci sono le condizioni di sicurezza per lo svolgimento del comizio, che viene annullato.
13 MAGGIO, VILLABATE

Anche in Provincia di Palermo, lancio di uova e pomodori.

Anche durante queste amministrative la musica è sempre la stessa, la sceneggiata anche. L’ultima andata in onda ieri a Bologna dove la sinistra antagonista si è scontrata con al polizia. Domanda uno stato civile permetterebbe che gli uomini delle forze dell’ordine fossero continuamente sotto attacco da parte dei balordi centri sociali se questi ultimi non fossero protetti e potessero contare su protezioni altolocate?

EVVIVA LA DEMOCRAZIA ED IL CONFRONTO DEMOCRATICO…..

Category: Politica

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