DURO INTERVENTO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DOPO LE POLEMICHE / I MEDICI CHE SCONSIGLIANO LE VACCINAZIONI POTRANNO ESSERE RADIATI

| 22 luglio 2016 | 0 Comments

di Stefania Isola * (avvocato – per leccecronaca.it)______

Sulla presunta pericolosità dei vaccini (peraltro incredibilmente “certificata”, in via giurisprudenziale, da singole attestazioni mediche alterate di proposito), tanto, e forse fin troppo, si è detto.

Per dire la parola fine basterebbe citare l’inchiesta di Brian Deer del 2004 che evidenziò la condotta fraudolenta dell’ex medico A. Wakefield il quale sosteneva la correlazione tra il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) e la comparsa di autismo e malattie intestinali.

Per porre fine a queste tendenze irrazionali, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) sta cercando di invertire il calo progressivo delle vaccinazioni cui si è assistito negli ultimi anni.

Siamo di fronte a un quadro preoccupante – si legge in un documento pubblicato di recente – in cui la scienza medica e la politica debbono reagire insieme a tutela della collettività. Occorre muoversi non solo sul piano del richiamo ai risultati veri e concreti della medicina ma anche rivolgersi all’immaginario collettivo per superare l’endemico disinteresse per la scienza che, per inciso, si manifesta anche con il sottofinanziamento della ricerca, con la fuga dei cervelli e con il successo di improvvisati guaritori”.

Il consiglio di non vaccinarsi in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo – ribadisce la Fnomceo – costituisce infrazione deontologica“.

I medici che sconsigliano le vaccinazioni andrebbero incontro alle sanzioni previste dal codice deontologico che potrebbero portare anche ad essere radiati dall’albo. Unica eccezione la presenza di condizioni specifiche (come ad esempio alcuni stati di deficit immunitario), in cui il medico potrà sconsigliare un intervento vaccinale.

I vaccini, ribadisce la Fnomceo, “sono tra i farmaci più severamente controllati e garantiti riguardo ai profili di sicurezza, proprio perché predisposti per la somministrazione di massa a popolazioni sane o potenzialmente fragili come i neonati e gli anziani“.

Le quindici proposte inserite nel documento, al fine di realizzare lo scopo per cui è stato emanato, iniziano dall’intensificazione delle campagne per l’adesione del personale sanitario alla vaccinazione, passando per la valorizzazione del ruolo del medico nella promozione e nella collaborazione all’attuazione dei provvedimenti di sanità pubblica.

Viene ribadita l’idea di “garantire l’omogeneità delle campagne vaccinali a livello nazionale” e di dare il “massimo impulso alla vaccinazione nei primi mesi di vita al fine di prevenire patologie potenzialmente gravissime e di assicurare un efficiente sistema di avviso e di richiamo degli appuntamenti vaccinali per diminuire i casi di incompleta vaccinazione“.

Un punto sostanziale si riferisce al sostegno, da parte dei medici, alle norme, regionali e nazionali, che tendano a riaffermare la necessità della vaccinazione, “attraverso provvedimenti che accertino validamente il dissenso dei genitori, l’assunzione di responsabilità rispetto ai rischi dei figli, la impossibilità dei figli a frequentare la scuola durante i periodi epidemici, la non iscrivibilità all’asilo nido, ed eventualmente l’assicurazione contro danni da mancata vaccinazione”.

E per finire, una tirata di orecchie ad alcuni giudici troppo protagonisti. Infatti, si ribadisce che “di fronte al possibile ripetersi di sentenze che stabiliscono per giurisprudenza la correlazione tra vaccini e autismo fondate su singole attestazioni mediche” viene chiesto al ministero della salute e alle autorità competenti “a presentarsi in giudizio in collaborazione con il Pubblico Ministero e ad impugnare siffatti provvedimenti con effetto immediato fin dal primo grado di giudizio”.

 

 

Category: Costume e società, Cronaca

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