INAUGURATA LA ‘PERSONALE’ DI KRISTINE KVITKA A PALAZZO COLUCCIA DI SPECCHIA. A leccecronaca.it LA PITTRICE LETTONE SI RACCONTA. E SI LEVA PURE QUALCHE SASSOLINO DALLA SCARPA

| 6 Settembre 2016 | 0 Comments

di Carlo Infante______

Prosegue, con successo, la mostra della pittrice lettone Kristine Kvitka, intitolata “La pura essenza”. Ad ingresso libero, si sta tenendo, dal primo del mese, a Specchia (presso Palazzo Coluccia, in via Matteotti, 41). Ufficialmente inaugurata sabato, terminerà il 18.

Conoscevamo il valore dell’artista (che, oltreché nel proprio Paese, si formò ed espose in Danimarca, Italia, Belgio, Lituania e Germania) e ne abbiamo approfittato per visitarla e per farle un’intervista. Inoltre vi proponiamo tre opere in mostra: “Mondo verde”, “La custode del bosco” e “Pollini di Platantera”.

D.) – Questa è la Sua terza personale italiana, giusto?

R.) – No, in realtà sono di più. Nel 2009 feci la prima personale italiana, “Bosco pubblico”, nello spazio espositivo della libreria “Ergot”, a Lecce. Dal quel momento il bosco è rimasto il tema principale del mio lavoro artistico.

Oltre ad essere la caratteristica principale del paesaggio lettone, per me rappresenta anche l’amore per la mia terra, i ricordi della mia infanzia.

La seconda mostra personale, “I codici della natura”, fu fatta nel 2012 presso il Palazzo Gallone di Tricase e, in seguito, riproposta nel 2013 a Palazzo Risolo, a Specchia. Nel 2014 feci la terza personale, “Cercando identità”, allestita anche questa a Palazzo Gallone, replicata a Palazzo Risolo.

D.) – Da quante opere è composta questa mostra?

R.) – Da venti tele dipinte ad olio e cinque acquerelli. Comprende tutti i lavori degli ultimi due anni.

D.) – Impressioni e sentimenti sull’inaugurazione ufficiale?

R.) – Generalmente, ad ogni inaugurazione, le sensazioni sono molto simili. Provo soddisfazione per il lavoro fatto, perché la mostra segna la fine di un ciclo pittorico. Inoltre, vedere le opere esposte tutte insieme, mi permette di tirare le somme sul lavoro appena concluso, ma anche di trarre spunti e idee per il prossimo percorso artistico.

Poi, oltre ad essere un giorno di festa da condividere con amici e visitatori, è anche il primo giorno in cui vengono mostrati i lavori al pubblico ed un po’ come mettere a nudo l’anima, o regalare una parte di te.

D.) – E’ un’artista di un certo livello, non avrebbe in programma una mostra a Lecce città?

R.) – Se ce ne fosse la possibilità, mi piacerebbe sicuramente. Devo dire, però, che ho sempre trovato difficoltà a trovare i giusti canali a Lecce. Spesso vengono chieste somme davvero spropositate per fare un’esposizione e non ho mai capito perché. Eppure non ho mai sentito di cantanti e musicisti che pagano per esibirsi, anzi, generalmente avviene il contrario. Dalle mie parti Pittura e Scultura sono tenute più in considerazione. Capisco che ci sono costi di gestione nell’allestimento di una mostra, ma si potrebbe chiedere un obolo irrisorio al visitatore, o cercare sponsorizzazioni, come si fa per qualunque altro evento, ma far pagare l’artista è un controsenso.

D.) – Sappiamo che (per via del Programma “Erasmus”) ebbe modo di formarsi anche presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce, ci vuol parlare di quegli anni?

R.) – Fu un’esperienza indimenticabile. Ero in Italia per la prima volta. Tutto sembrava così bello, interessante, particolare. Per fortuna durante gli studi avevo tanto tempo per fare quello che preferivo: dipingere. Così uscivo per le strade di Lecce, o di qualche città vicina, con il mio cavalletto e lavoravo. Alla conclusione degli studi ebbi anche la possibilità di esporre i quadri in uno spazio dell’Accademia. L’anno successivo, invece, ritornai per un tirocinio presso il laboratorio di restauro di Francesca Romana Melodia. Fu un’esperienza unica, perché ebbi modo di imparare tante cose nuove.

D.) – E’ lettone e vive tra il Suo Paese e Tricase, come si trova a Tricase e nel Salento (e da quanti anni vi abita)?

R.) – Sono in Italia da dieci anni ormai. I primi anni fu uno spostamento continuo tra Lecce, Tricase e Riga (la capitale della Lettonia). Negli ultimi due anni, invece, ho vissuto più stabilmente a Tricase. Certo, non ha le attrattive e la vitalità di una grande città come Riga, ma è un posto tranquillo e rilassante, con un bel mare vicino e sa anche offrire spunti interessanti.

D.) – Come mai scelse Tricase? Per amore?

R.) – Sì, senza dubbio! Vivo qui con il mio compagno e la nostra bellissima bimba.

 

 

Category: Cultura

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