LA STORIA / UN LIMONE, MEZZO LIMONE, DUE LIMONI! UN ESEMPIO PRATICO DI NUOVA DEMOCRAZIA DEL FUTURO. MA UN FUTURO CHE E’ GIA’ COMINCIATO

| 23 settembre 2016 | 1 Comment

di Giuseppe Puppo______

Sono due le questioni che più mi stanno a cuore in questo momento, di cui da un po’ discuto con i miei conoscenti: quali siano gli schieramenti ideologici di adesso, e quali siano i modi più opportuni per fare politica, al giorno d’ oggi.

Lasciamo stare la prima, ché è forse più noiosa, almeno a svilupparla; ma sulla seconda questione vorrei confrontarmi anche con tutti gli amici e i lettori di leccecronaca.it, mediamente migliori di me, dai quali imparo sempre molto.

Vorrei farlo, poi, con un esempio pratico, legato proprio a questa mattina.

Da tempo vado sostenendo e cercando di dimostrare che nella nostra identità di contemporanei la vera politica è quella dei cittadini, non quando vanno a votare – e ahimè, sempre in minor numero, una volta ogni quattro/cinque anni – ma quando ogni giorno escono di casa, o vanno a fare la spesa al supermercato, oppure si informano e partecipano alle iniziative sociali.

Perché se escono a piedi, anziché in auto; se comprano legumi, anziché bistecche; se vanno a un incontro del comitato di quartiere, anziché guardare alla tv un telefilm americano; e se si informano su internet in rete, anziché su uno dei tg di Rai/Mediaset/La 7/ Sky, tanto sono tutti uguali, ecco così, in questi quattro casi concreti, nella prima opzione, sì, davvero, che fanno politica!

Ma vi ho promesso un esempio concreto, e adesso lo faccio.

Questa mattina sono andato al supermercato sotto casa (la Conad di via Argento, per la precisione) perché mi era venuta voglia di un tè caldo, in luogo del solito caffè, di cui abuso, e non avevo il limone.

Ci sono andato apposta.

Mi sono stropicciato gli occhi e anche altro, una volta arrivato, quando ho visto al reparto ortofrutta che era in vendita una sola qualità di limoni, neanche troppo attraenti, a vederli, su cui capeggiava un cartello con su scritto: “Provenienza: ARGENTINA” e sotto: “3.99”.

Quindi, senza possibilità di scelta, in vendita solo limoni argentini e al prezzo esorbitante di 4 euro al chilo.

Ora, di limoni abbondano le nostre campagne vicinissime, praticamente parte integrante della città di Lecce.

Poi, volendo andare un po’ più lontano, sappiamo come le eccellenze agroalimentari italiane, anche nei limoni, siano, o, meglio , siano state, perché le liberalizzazioni del mercato e la globalizzazione le hanno fatte fallire, queste come altre, quelle della Sicilia e della Costiera Amalfitana.

Ma già a Frigole, a chilometri 4 o 5 da via Argento, i limoni cadono dagli alberi e nemmeno più nessuno li raccoglie.

Poi, alla Conad, si trovano in vendita a 4 euro al chilo quelli che arrivano dall’ Argentina, chissà da quali operai raccolti e certo con enorme spreco di carburante per trasportarli fin qui.

C’è qualcosa che non quadra, è evidente, in questo mondo meraviglioso del Mulino Bianco, che gli dei del ‘mercato’, della ‘globalizzazione’ e della ‘pubblicità’ ci hanno regalato, senza dubbio con la  nostra supina e altrettanto colpevole complicità.

E c’è qualcosa di terribile, se siamo costretti a non interessarci di queste robe qua, che sono poi invece quelle che interessano davvero i cittadini.

Per la cronaca, io il limone, mezzo limone, due limoni occorrente, non l’ ho comprato, e me ne sono tornato a casa.

Il tè, l’ ho preso senza niente, davanti al pc.

Davanti al pc, aperta la posta, fra le altre mail ho trovata quella che invitava a partecipare a una votazione on line, per scegliere fra centotrentotto proposte di legge formulate direttamente da altrettanti cittadini le cinque che i deputati e i senatori del M5S  presenteranno in parlamento, per l’ iter per l’ approvazione e l’ entrata in vigore.

Trovo che sia una cosa deliziosa, questa: che ci siano parlamentari che prendono ordini dai cittadini elettori, non dalle segreterie dei partiti e dai lobbysti delle multinazionali, e che per di più permettono così una pratica esemplificazione di democrazia diretta.

Bene, fra le centotrentotto proposte dei cittadini, con mia grande sorpresa, perché ero reduce da quello che vi ho appena raccontato, ce n’ era una – e ovviamente io ho votato per quella – così ‘schedata’:

Sviluppo a km 0. 

Proponente: Doriano Blengino Alba 52 anni Professione: Imprenditore 

Obiettivo: Incentivare lo sviluppo del territorio e diminuire il traporto di beni quando inutile o dannoso. Descrizione: 

Ogni Comune determina, secondo le caratteristiche del proprio territorio, alcuni tipi di prodotti, reperibili localmente, e obbliga i supermercati a proporli in vendita (in una certa percentuale). Ad esempio, una delibera comunale può imporre che il 30% degli ortaggi freschi debbano essere di origine locale (acquistati a non più di 15 km). I prodotti agricoli sono i candidati più ovvi, ma si pensi per esempio alle acque in bottiglia. 

Stato della legislazione:

Assente. 

Comparazione: 

Una legge simile è in corso di approvazione in Romania”.

Insomma, si può fare davvero! Con grande vantaggio per tutti, oltre che per il territorio e per l’ ambiente.

E la politica, la vera politica, oggi si può fare così, direttamente, con scelte solo apparentemente banali, ma in realtà, se condivise, decisive.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Luciano Foresta - tramite Facebook ha detto:

    Bravo Giuseppe, io rivoglio i limoni del mio giardino che dopo l’attacco di cocciniglia di qualche anno fa sono spariti. Ma voglio pure le cozze di Taranto non inquinate al posto di quelle spagnole o greche. E che cacchio Giuseppe!!! I moniceddhri sono marocchini e pare pure li pampasciuni…..! Li pampasciuni Giuseppe !!! Non riusciamo ad avere neanche li pampasciuni !!! Va bene che mo che arrivano quelli che dice Brigliadoro…
    sai quelli che ci lasciano 10/20 mila , mila Giuseppe …mila, euro al giorno mica gli possiamo dare li pampasciuni locali…
    Ci vorranno prodotti che hanno fatto il giro del mondo non so quante volte, esattamente come Brigliadoro che prende sempre l’aereo per sapere tante cose….e se no come cacchio le sai le cose se non prendi l’aereo?! Pampasciuni presi in Marocco, lavorati in Cina, lasciati insaporire nel caviale del baltico elaborato in Giappone e inscatolato in Israele…. Insomma roba che a furia di girare come Brigliadoro assume valore aggiunto, sale di prezzo e poi viene servito ed apprezzato qui da noi. Insomma dei pampasciuni che una volta serviti uno possa dire “cacchio questo sì che è un pampascilo di valore”!!

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