MENSA A SCUOLA O PANINO DA CASA? / – 1 / SULLA QUESTIONE CHE STA DIVIDENDO LE FAMIGLIE ITALIANE, LECCESI OVVIAMENTE COMPRESE, UN REPORTAGE DALLA CITTA’ IN CUI E’ COMINCIATA

| 30 settembre 2016 | 1 Comment

di Elena Vada (inviata a Torino)______

Panino da casa in mensa, solo con le autorizzazione sanitarie: il Comune di Torino scrive ai suoi dirigenti scolastici, tre giorni fa:

L’attuale autorizzazione non ammette una condivisione di spazi da parte di soggetti diversi da coloro che fruiscono della ristorazione scolastica”.

Refettorio della mensa utilizzato per il panino da casa, solo se ci sono le autorizzazioni sanitarie. E’ questo, in sintesi, il contenuto di una lettera inviata dalla città di Torino ai dirigenti scolastici delle scuole elementari e medie.

Il settore dei servizi educativi di Palazzo Civico sarà disponibile a valutare la possibilità di utilizzare anche il refettorio per il consumo del pasto domestico. “Detta valutazione dovrà”, si legge nel documento,”considerare la possibilità di separare l’ambiente refettorio, in quanto l’autorizzazione sanitaria attualmente rilasciata all’operatore del settore alimentare, che svolge le funzioni di ristoratore, non ammette una condivisione di spazi da parte di soggetti diversi da coloro che fruiscono della ristorazione scolastica”.

L’eventuale separazione”, prosegue la lettera, “deve prevedere, necessariamente, anche il parere favorevole dell’operatore del settore alimentare, che dovrà presentare una nuova segnalazione certificata di inizio attività per i soli spazi adibiti a refezione scolastica collettiva”.

Il 14 settembre scorso, intanto, i giudici della prima sezione civile del tribunale di Torino avevano respinto un reclamo del ministero dell’Istruzione e avevano ribadito che tutti gli studenti hanno diritto di consumare a scuola il pasto da casa. Tutti, non solo le 58 famiglie che avevano vinto la causa in Corte d’Appello a giugno.

Perché è un diritto?

Perché l’orario scolastico per chi sceglie il «tempo pieno» va dalle 8,30 alle 16,30. Ed è lo stesso ministero a dire che l’ora del pranzo non è una pausa, ma è un momento educativo a tutti gli effetti. Da questo discende che tutti devono poter partecipare, perché si tratta di garantire il diritto costituzionale all’istruzione. Il servizio mensa è nato per agevolare le famiglie: ma non è obbligatorio, ed è a pagamento, a «domanda individuale». Questo vuol dire che, per iscrivere il figlio al tempo pieno, non è necessario iscriverlo anche alla mensa. Infatti, ci sono genitori che vanno a prendere il figlio per pranzo e lo riportano a scuola nel primo pomeriggio. Ora, i giudici dicono che non sono costretti a farlo.

Ma allora non sarebbe più giusto che i genitori che non vogliono che il figlio mangi in mensa, lo iscrivano al tempo «definito», cioè la sola mattinata, e non al tempo pieno?

No, i genitori devono essere liberi di scegliere l’offerta formativa che prediligono in modo incondizionato, ed è questa una delle principali novità nell’ordinanza di ieri. I giudici osservano che lasciare il figlio a scuola per cinque ore o per otto ore non sempre e non solo è una scelta di carattere educativo, ma dipende spesso da dinamiche famigliari che non consentono ai genitori, normalmente per motivi di lavoro, di andare a prendere i figli a pranzo. Questo vuol dire semplicemente che molte famiglie non hanno scelta. E, invece, devono poterla avere: e il loro diritto non può essere subordinato all’iscrizione a un servizio a pagamento, per giunta non obbligatorio, come la mensa. In altri termini, un genitore deve poter scegliere il tempo pieno e lasciare il figlio a scuola anche all’ora di pranzo, senza essere costretto a pagare.

Ci sono, poi, da garantire adeguate misure igienico-sanitarie?

Come devono organizzarsi allora le scuole?

Come andrà a finire questo dilemma (panino si, panino no, mensa sì, mensa no) visto che “tutti” hanno ragione..L’unica cosa mi che spiacerebbe, è vedere il gruppo dei bimbi del panino ghettizzati in un loculo, per fatti loro.

Mi sembrerebbe davvero un’ ingiustizia…Cose di un altro mondo e un altro tempo.______

L’ APPROFONDIMENTO nel nostro articolo immediatamente successivo

http://www.leccecronaca.it/index.php/2016/09/30/mensa-a-scuola-o-panino-da-casa-2-sulla-questione-che-sta-dividendo-le-famiglie-italiane-leccesi-ovviamente-comprese-un-commento-da-lecce-citta-del-nostro-avvocato/

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Giuseppina Cerbone ha detto:

    brava

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