PENSIONI D’ ORO E VITALIZI PARLAMENTARI. SEI IN MENO, ALMENO QUESTO, PER I CONDANNATI. QUANDO LA RIDUZIONE PER TUTTI I POLITICI?

| 4 Ottobre 2016 | 0 Comments

(Rdl)______Nel maggio del 2015 ci fu la proposta di interrompere il vitalizio agli ex parlamentari condannati in via definitiva per reati gravi e “a pene superiori a due anni di reclusione per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la reclusione fino a un massimo di sei anni“.

Dopo un primo provvedimento di qualche mese dopo, ce n’è stato un altro oggi.

L’Ufficio di presidenza della Camera ha revocato i vitalizi a sei ex deputati ultraottantenni. Si tratta di Giuseppe Astone, Giuseppe Del Barone, Luigi Farace, Antonio Negri, Cesare Previti e Luigi Sidoti.

Fra di essi, il pugliese Luigi Farace, ex sottosegretario, ex sindaco di Bari, ex Dc (dobbiamo risalire ai tempi della così detta ‘prima Repubblica), condannato in appello nel 2012 a tre anni per bancarotta fraudolenta.

Simone Baldelli, vicepresidente FI della Camera, non ha partecipato al voto insieme ai colleghi Adornato, Fontana e Vignali, perchè, a suo giudizio, l’Ufficio di presidenza non ha titolo per una tale decisione

Con i sei tagliati oggi, sono in tutto ventiquattro (fatti salvi i ricorsi presentati) gli ex parlamentari che dal luglio del 2015 si sono visti revocare la ‘pensione’ perché condannati in via definitiva a pene superiori a due anni.

Nell’estate dello scorso anno furono colpiti in diciotto dalla delibera degli Uffici di presidenza di Montecitorio e di Palazzo Madama: gli ex deputati Massimo Abbatangelo, Giancarlo Cito, Robinio Costi, Massimo De Carolis, Francesco De Lorenzo, Giulio Di Donato, Pietro Longo, Raffaele Mastrantuono, Gianstefano Milani e Gianmario Pellizzari, e gli ex senatori Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, Vittorio Cecchi Gori, Pasquale Squitieri, Antonio Franco Girfatti, Giorgio Moschetti, Vincenzo Inzerillo e Franco Righetti.

A questi si sono aggiunti sei ex inquilini di Montecitorio (Giuseppe Astone, Giuseppe Del Barone, Luigi Farace, Toni Negri, Cesare Previti e Luigi Sidoti), le cui posizioni non comparivano più nel Casellario giudiziario perché il sistema, cancella automaticamente le condanne inflitte a chi ha superato gli ottanta anni di eta’. Per certificare la loro posizione e’ stato dunque necessario interpellare (sempre a luglio dello scorso anno) la Corte di Cassazione, che nelle scorse settimane ha inviato alla Camera tutta la documentazione richiesta.

Nei mesi scorsi sia il Parlamento nazionale, sia il consiglio regionale della Puglia, hanno respinto, o negato, le proposte presentate di ridurre le ‘pensioni d’oro’ di deputati, senatori e consiglieri regionali, di decine di migliaia di euro, a fronte di pochi anni di ‘lavoro’, mentre, per fare un raffronto di cui vergognarsi, la pensione per gli invalidi civili al 100% è di trecento euro al mese.

LA RICERCA nel nostro articolo del 26 maggio scorso

http://www.leccecronaca.it/index.php/2016/05/26/ringraziamo-la-regione-puglia-per-averci-fornito-i-privilegiati-e-pubblichiamo-l-elenco-degli-ex-consiglieri-che-da-anni-percepiscono-il-loro-lauto-vitalizio-somme-precise-comprese/

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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