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PROFESSIONE: 007 (ITALIANO)

| 19 novembre 2016 | 1 Comment

di Stefania Isola * (avvocato – per leccecronaca.it)______

Da oggi diventare uno 007 italiano è quasi un mestiere come un altro. Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica (Sisr), la rete di organi e di autorità che coordina l’intelligence italiana, ha aperto, infatti, sul proprio sito una pagina “Lavora con noi” con la possibilità di inviare un curriculum.

Abbiamo assunto 100 giovani in tre anni, 50 dalle università e 50 con le selezioni delle domande arrivate al nostro sito, al quale sono pervenuti più di 8.000 curricula. Altri ne assumeremo per lavorare con noi, perché il progetto della sinergia Intelligence-atenei non si fermerà”, è quanto detto dal sottosegretario Marco Minniti, autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, agli studenti dell’università Bicocca di Milano.

L’incontro è soltanto uno dei tanti in giro per le università italiane per pubblicizzare una carriera da agente segreto.

Fino al 31 gennaio del 2017 resterà aperta una ricerca per diplomati o laureati informatica. Servono “qualificate competenze“, si legge sul sito e “capacità ed esperienze nei settori della cyber security (ricerca, monitoraggio, analisi e contrasto della minaccia), dello sviluppo applicativo, progettazione, sviluppo e gestione delle infrastrutture di rete, delle architetture informatiche e dei relativi sistemi di sicurezza”.

La tecnologia ha cambiato, infatti, gli scenari bellici ed ora servono nuove competenze.

Le nuove tecnologie hanno cambiato l’idea di guerra” afferma poi Andrea Rossetti, del dipartimento di Giurisprudenza della Bicocca. “La guerra digitale può non provocare danni fisici. La difficoltà è capire chi attacca; rintracciare l’attaccante è una cosa complicata, è il problema”.

Alberto Leporati, del dipartimento di Informatica, sistemistica e comunicazione, aggiunge “Quando si pensa alla cyberguerra si pensa al furto di mail o all’attacco a siti istituzionali ma non si pensa all’attacco a reti di elettricità, a dispositivi di rete come i router o a impianti di produzione”.

Paolo Scotto di Castelbianco, direttore della Scuola di formazione del Comparto Intelligence, ha spiegato che nel Sisr “valutiamo curriculum di persone con studi in informatica, economia, giurisprudenza, psicologi, analisti ed esperti di lingue”. L’economia, ad esempio, risponde ai principi della legge 124 del 2007, che ha riorganizzato il settore dell’intelligence ed ha individuato nella produzione industriale un settore chiave da proteggere.

Nei curriculum si valuterà anche “il senso delle istituzioni, stabilità psicologica, un buon livello di adattabilità e di flessibilità”.

Gli agenti da reclutare, infatti, non opereranno sul campo (ambito lasciato a chi proviene dalle forze di polizia) ma lavorerà come esperto nella ricerca di soggetti ed azioni contro lo stato.

Chiaramente c’è una questione di riservatezza. La stabilità psicologica e la qualità dei rapporti interpersonali sono anche caratteristiche ricercate negli aspiranti 007.

Il compito è proteggere i confini della democrazia.” dichiara Minniti.

Prima nell’intelligence si arrivava solo dalle forze armate o dell’ordine, ma abbiamo bisogno di formazione, preparazione e conoscenza che non ci sono solo in questi mondi. Contro la minaccia del terrorismo islamico ci serve gente che conosce bene l’arabo. Ma se cerco solo in un ambiente prefisato rischio di non trovarla. E in questo caso deve capire bene ciò che ascolta, non ci possiamo permettere errori di interpretazione”.

L’intelligence italiana è alle dipendenze della Presidenza del consiglio, che può interessare la cosiddetta “Autorità delegata”, rappresentata attualmente dal senatore Pd Marco Minniti. Il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr), che ha compiti di indirizzo e consulenza, è composto da Presidenza del consiglio, Autorità delegata e i Ministeri degli Esteri, dell’Interno, della Difesa, della Giustizia, delle Finanze e dello Sviluppo economico.

L’attività è coordinata poi dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), che gestisce il lavoro dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) e dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi), rispettivamente chiamate ad individuare e combattere minacce esterne ed interne. Il controllo sull’operato dei servizi d’intelligence è affidato, in ultima analisi, al Parlamento attraverso il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, la cui presidenza è affidata da statuto a un uomo dell’opposizione, carica attualmente ricoperta dal senatore leghista Giacomo Stucchi.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

Comments (1)

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  1. Luigi ha detto:

    Non riesco a capire se questa apertura sia un bene o una caduta in basso. Voglio solo sperare che nelle alte sfere non siano così disperati.

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