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XYLELLA / L’ INCHIESTA DELLA PROCURA DI LECCE VA AVANTI E APRE UN NUOVO FRONTE: L’ ABUSO DI PRODOTTI CHIMICI. LO RIVELA IN UN’ INTERVISTA CONCESSA A leccecronaca.it IL PROCURATORE CATALDO MOTTA. CHE SPERA DI RESTARE ANCORA UN ANNO AL SUO POSTO: “Non voglio andare via!”

| 19 novembre 2016 | 6 Comments

(g.p.)______”Non voglio andare via!”. Il viso del procuratore capo della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, si illumina di un sorriso, e le labbra pronunciano lievi una serena confessione, quando gli chiedo: “Andrà in pensione a fine dicembre?”. Lui, dice no. E spiega: “Il governo ha promesso che subito dopo il referendum estenderà anche a tutti i magistrati il provvedimento, emanato per decreto la scorsa estate, che concedeva la proroga ai pensionamenti solamente ai vertici della Suprema Corte, del Consiglio di Stato, e della Corte dei conti“.

D.) – Procuratore, è passato più o meno un anno dal clamoroso annuncio delle dieci persone indagate per vari e pesanti reati, sul fronte della questione, tanto dibattuta e tanto al centro dell’ attenzione di tutti i Salentini, così detta della ‘Xylella’. Perdoni l’ ignoranza, ma quanto tempo avete, per chiudere un’ inchiesta, in un senso o nell’ altro?

R.) – Sei mesi, rinnovabili per due volte. Avevamo già chiesto i primi sei mesi, e ne abbiamo chiesto adesso altri sei.

D.) – E, mi permetta, perché?

R.) – Perché c’è una novità. Stiamo puntando l’ attenzione sulle situazioni di cui siamo venuti a conoscenza attraverso l’ elaborato di una ricercatrice universitaria, che ha segnalato un uso abnorme di pesticidi, insetticidi, diserbanti in provincia di Lecce, nettamente superiore alla media nazionale e pugliese.

D.) – Quindi l’ inchiesta sulla ‘Xylella’ non si è arenata, ma va avanti e anzi apre un nuovo fronte. Ho capito bene?

R.) – Sì, l’ inchiesta continua. Adesso stiamo accertando la corrispondenza dei dati contenuti nella ricerca universitaria…

D.) – Scusi, ci può dire qual è e chi ne è l’ autrice?

R.) – No.

D.) – Va bene. Prego, ci faccia capire che cosa state facendo adesso, alla luce di questi dati…

R.) – Stiamo accertando presso i singoli Comuni l’ uso effettivo di questi prodotti, presso i registri che ogni amministrazione deve avere e dove sono annotati i consumi nei campi.

L’ ipotesi su cui ci muoviamo è che l’ uso abnorme di questi prodotti abbia depauperato i terreni delle loro caratteristiche essenziali, incidendo così sulla dispersione delle difese immunitarie degli ulivi. Perché le piante hanno lo stesso meccanismo immunitario degli esseri umani.

La situazione, nelle zone verso Gallipoli e Ugento, è disastrata. Va meglio a Nord di Lecce e in provincia di Brindisi, e dove gli agricoltori hanno ripristinato le buone pratiche agricole con sistemi naturali. Gli ulivi poi spesso sono stati abbandonati a sé stessi..

Poi vorrei evidenziare un altro elemento…

D.) – Prego…

R.) – Questo filone di indagine sull’ uso dei prodotti chimici è molto complesso, perché, al di là della loro influenza sugli ulivi, sicuramente si innesca un intervento della Xylella, però noi crediamo che le condizioni perché attecchisca il batterio siano determinate dalle modalità di coltivazione degli alberi.

Poi, abbiamo notato che alcuni alberi presentano il fenomeno del così detto disseccamento rapido pur non avendo il batterio; e altri che, pur avendo il batterio, non hanno il disseccamento.

Comunque, al di là degli ulivi, l’ uso dei prodotti chimici in agricoltura è particolarmente pericoloso per la salute umana, perché essi entrano o direttamente, attraverso frutta o verdura, o indirettamente, contaminando il pascolo degli animali, nel corpo umano.

Adesso vogliamo accertare il loro consumo abnorme in provincia di Lecce, e capirne il perché.

D. ) – Chiarissimo, procuratore, grazie. Se mi concede ancora un minuto, mi permetta di chiederle, in conclusione, ancora una cosa, come mi ripromettevo di poter fare, prima o poi. Mi ero segnato una sua frase, detta qualche mese fa in sede di audizione al consiglio regionale della Puglia, che mi aveva particolarmente colpito. Lei che, da servitore dello Stato, ha dedicato la sua vita alla lotta alla criminalità organizzata, con l’ impegno e gli straordinari risultati che le vengono riconosciuti in maniera unanime, qualche mese fa in quell’ occasione ebbe a dire: ‘Il welfare lo fa solo la Sacra Corona Unita’. Ce la spiega, per favore, sia pur in estrema sintesi? Ci fa una mini-lezione?

R.) – La spiegazione, l’ ambizione, la finalità della criminalità organizzata è quella di prendere il posto dello Stato, di sostituirsi alle istituzioni. Il fenomeno dell’ usura prende il posto del sistema bancario, per esempio; o la richiesta del pizzo, per garantire sicurezza, prende il posto delle attività delle forze di polizia, e così via. La criminalità organizzata crea consenso intorno a sé. La lotta alla criminalità organizzata deve partire dal contrastare ed eliminare proprio questo.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

Comments (6)

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  1. Nicola Epifani ha detto:

    Buongiorno, sono mesi che lo ripeto i terreni devono essere coltivati come si faceva anni fa. Adesso si usa spesso e volentieri il “disserbante” per tenere pulito un terreno, non è il modo giusto! Sono nato in provincia di Brindisi i miei erano “coltivatori diretti” e ho partecipato personalmente, a l’uso dell’aratro e poi del famoso “motozappa” fino all’età dei 25 anni finché il lavoro mi ha portato lontano dall’affetto dei Miei Cari e dai Sapori della Mia Amata Terra. Torniamo a coltivare ad arare i terreni come si faceva quarant’anni fa, in questo modo scompariranno tutti i malanni manifestati dalla nostra Terra!!!!

  2. Abele Lomascolo ha detto:

    voglio solo ricordare un antico proverbio contadino. ( L’ulivo pretende 5 cose: Largo, Pietra; Letame, Ascia e Sole.

  3. cesare de mitri ha detto:

    Giusto per ricordarlo nel nostro dialetto.

    L’arberu te ulia ole cinque cose sule.
    Largu, rumatu, accetta, cute e sule.

    Lo spazio, lo sterco degli animali, l’eliminazione dei rami secchi ma anche la parte secca del tronco, la roccia affiorante ed il sole.

  4. Luigi carluccio ha detto:

    http://mic.microbiologyresearch.org/content/journal/micro/10.1099/mic.0.000388

    in poche parole sono stati individuati 3 ceppi: fastidiosa, multiplex e pauca. E’ arrivata nel sud italia attraverso l’importazione di caffè proveniente dall’america latina centrale soprattutto dal costa rica… non da piante ornamentali come si leggeva sui nostri giornali locali all’inizio

  5. ROBERTO MIGLIACCIO ha detto:

    Tutte concause. L’epidemia si è sviluppata da una zona ben precisa per poi lentamente avanzare nella provincia. Invece l’uso delle sostanze chimiche è generalizzato per cui ci sarebbe dovuta essere una epidemia generalizzata, cioè tanti focolai in tante zone diverse. Le buone pratiche aiutano la pianta ma non illudetevi che possano da sole fermare l’epidemia di xilella.

  6. Salva ha detto:

    Sinceramente conosco terreni che da anni l’erba viene tirata con le mani…non conoscono alcun diserbante….ricordo mio nonno buttava solo calce a polvere e ofni tanto concimi….il batterio gli alberi gli ha ridotti ugualmente al 30%

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