NOVITA’ DI INCANTO / IL ‘SALENT GIRLS QUARTET’ AGGIUNGE LA BELLEZZA DELLA SUA MUSICA ALLO SPLENDORE DEL CENTRO STORICO DI LECCE

| 21 novembre 2016 | 0 Comments

di Roberta Nardone______

Lecce è un posto magico e passeggiare per le vie del centro è un po’ come trovarsi in un museo a cielo aperto.

Se a questa magia, si aggiunge poi la musica, la città si trasforma in un luogo incantevole: uno di quei posti da film che riescono a trasportare chi  ci passa in un’altra dimensione.

In un angolo tra piazza Duomo e piazza Sant’Oronzo, sono stata rapita dal talento di quattro fanciulle: Laura Tarantini, 18 anni, Noemi Taurisano, 21, Sara Caliandro, 21, e Manuela Nicolì, 22 anni.

Sono le “Salent Girls’ Quartet”: un gruppo nato dall’idea di Oronzo Contaldo, che è loro docente presso il conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.

Sono quattro ragazze pugliesi che suonano diverse tipologie di clarinetto: hanno cominciato con le feste di paese, per poi continuare a suonare sui pullman di città e persino ai matrimoni.

Oggigiorno, con l’industria dell’intrattenimento che indirizza verso forme più istituzionalizzate di svago, prodotte con grandi mezzi e tecnologie anche molto sofisticate, gli artisti di strada sono molto più rari di un tempo, quando non vi erano radio o televisione e gli spettacoli di strada costituivano un’attrattiva immancabile in ogni festività.

Come mi racconta Laura, quella di suonare per le strade del capoluogo salentino, rappresenta per loro un’esperienza nuova, nata con lo scopo di divertirsi. Lo fanno da circa un mese e che si divertano davvero traspare dai loro volti; ma il loro divertimento riescono a trasferirlo anche agli altri: perché divertirsi è far divertire. Che sia per divertimento, ma anche e soprattutto per la loro bravura, le “Salent Girls’ Quartet” vengono accerchiate dalla gente di passaggio che le guarda con meraviglia e decide di dare loro qualche spicciolo in segno di approvazione, di ringraziamento.

Sono quattro ragazze estremamente diverse tra loro, ma c’è un dettaglio che le lega: si chiama musica, grazie al quale riescono a staccare ogni contatto con la realtà per rifugiarsi in un mondo parallelo, quello degli artisti.

Quattro ragazze comuni in grado di regalare attimi di felicità e spensieratezza a chiunque si fosse trovato di passaggio da quelle parti in un sabato pomeriggio, che fino a quel momento, non mi aveva regalato niente di speciale.

Quattro ragazze che hanno sorriso e ringraziato tutti per i complimenti meritatissimi che hanno ricevuto.

Quattro ragazze che se invece di quattro fossero dieci, cento, mille, questo sarebbe di sicuro un mondo migliore.

 

 

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