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FIDEL CASTRO, IL DITTATORE, E’ MORTO “FINALMENTE”: LA DISSIDENZA CUBANA FESTEGGIA

| 26 novembre 2016 | 0 Comments

 

 

gm_______”Finalmente” Fidel Castro muore. Lo scrive la nota dissidente Yoani Sanchez  in un tweet, commentando la morte dell’ex presidente cubano. Allo stesso modo un altro media, Diario de Cuba, commenta la notizia del decesso del “dittatore che aveva ceduto il potere al fratello Raul Castro nel luglio del 2006”. 
 Festeggiano gli “esiliati”, costretti a fuggire da Cuba dal 1959, continua a twittare Sanchez mentre la televisione cubana inizia la sua programmazione speciale sulla vita del Lider Maximo.
Centinaia di loro infatti si sono riuniti oggi al Caffé Versailles a Miami, luogo di incontro in occasione di notizie riguardanti Cuba e il suo presidente, con le bandiere del loro paese e quelle degli Stati Uniti. E hanno festeggiato.

Castro non è stato soltanto uno spietato dittatore,  eliminando tutti coloro che dissentivano, ma dopo che la Russia ha smesso di sostenerlo finanziariamente ha portato alla fame il popolo cubano. 
Infatti non è un caso che Cuba è diventato negli ultimi decenni il paradiso del turismo sessuale. In tutti questi anni buona parte dell’economia del paese si è fondata sulle “fidanzatine”. 

Ossia quelle signorine che si fidanzano per una settimana o poco più con dei vecchi signori occidentali che ricambiano con contante o regali che a Cuba è impossibile procurasi. Naturalmente gli occidentali, italiani in testa,  fanno finta di non capire che quelle ragazzine si prostituiscono per fame,  secondo loro lo fanno in virtù di una maggiore emancipazione, e così si mettono la coscienza a posto. Del resto, la cultura italiana è sempre stata pesantemente condizionata  dalla presenza dall’aver avuto il più forte Partito Comunista d’Europa,  che Mosca sino a non molti anni fa finanziava il PCI, sino e compresa la segreteria Berlinguer, con nove miliardi delle vecchie lire ogni anno.
Ma torniamo alle signorine.
A Cuba tutti si sentono latin lover, con un paio di calze di nylon, con un aperitivo ti porti a letto una bellissima ragazza.

Gli amici che ci sono andati ce l’hanno raccontata la Cuba di Castro, quella che l’ipocrisia della sinistra non ha voluto mai vedere coprendola con la maglietta o la spilla del Che, o con la retorica castrista del “El pueblo unido, avanzerà vencido””.
Per capire la miseria di quel paese basti pensare che un signore salentino alle tre di notte, stando in compagnia della ragazza con la quale si era fidanzato appena sbarcato dall’aereo qualche giorno prima, volendo passare una notte d’amore, chiese alla ragazza dove si poteva andare. Lei si fece dare 20 euro e poco dopo una coppia uscire di casa e lasciare il loro letto caldo ai due colombi in amore.
Quando l’italiano chiese alla ragazza a cui si accompagnava chi fossero quei due signori che gli avevano ceduto la casa in cambio di pochi spiccioli e dove fossero andati a dormire, si sentì rispondere che erano un professore universitario e la propria moglie che per 20 euro erano stati ben felici di dormire in auto.

Castro, fu un grande opportunista, che prima affermò che lui e la sua rivoluzione non erano né comunista né anticomunista, e poi dichiarò che era marxista-lenista, e alla faccia dell’autonomia, fece di Cuba un paese satellite dell’Unione Sovietica, pur di restare al potere.

 

Category: Costume e società, Politica

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