IL LAPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO

| 29 Novembre 2016 | 0 Comments

(g.p.)______Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Gli Agnelli, la più importante, la vera famiglia reale dell’ Italia repubblicana, però non assomiglia a nessuno, e trova sempre il modo estremo di dannarsi.

Da generazioni, funestate da scandali, e passi quelli dei rotocalchi, ma soprattutto dei sussurri e delle grida; da vizi privati e da pubbliche virtù; dalle lotte di successione al trono, che è poi il posto di comando dell’ impero multinazionale; da torbide manovre finanziarie; da speculazioni dell’ alta finanza internazionale; da rapporti occulti quanto decisivi con la politica; e da morti misteriose.

Come quella del povero Edoardo, che in tutto questo guazzabuglio inquietante avrebbe voluto fare almeno un po’ di chiarezza prima, e di ordine poi, invertendo radicalmente la tendenza, sognando un’ azienda al servizio dei cittadini, e non dei cittadini al servizio dell’ azienda, in un anelito di un capitalismo diverso, senza più sfruttati e sfruttatori, in un mondo migliore, in pace, come gli veniva dai suoi studi continui di filosofia e religioni. Lui, la canzone di John Lennon, non solo l’ aveva ascoltata seriamente, ma aveva pure immaginato per davvero, e per quel che tanto poteva, che avrebbe potuto, per meglio dire, aveva pure cercato di passare dall’ immaginazione alla realtà. E invece…

Lapo Elkann, 39 anni, e a 39 anni uno non è più certo di primo pelo, secondogenito di Margherita Agnelli e dello scrittore Alain Elkann, e fratello di John Elkann, attuale presidente del gruppo Fiat, cugino del povero Edoardo, nipote di Gianni, l’ “avvocato”, ecco lui, Lapo, ha invece sentito “Vita spericolata” e “Coca (cola)” di Vasco Rossi, e non le nemmeno mai capite. Però si ci è messo d’ impegno, con una costanza e una abnegazione degne di miglior causa.

‘Stamattina i media americani ( e la notizia sta rimbalzando con grande enfasi sui media di tutto il mondo, specie i social in italiano, in queste ore letteralmente scatenati al riguardo) hanno dato notizia dell’ ultima delle sue imprese. Completamente fatto, a New York (egli è cittadino americano, dal momento che era consuetudine della famiglia far nascere nella metropoli i nuovi pargoli) ha tentato un’ estorsione di diecimila dollari ai suoi famigliari, che evidentemente lo tengono a stecchetto, quanto a liquidità, ben conoscendolo, e ha simulato un rapimento, dopo aver finito soldi e droga in un prolungato festino durato due giorni con una escort, e per giunta trans.

Ma fossero le scelte sessuali, no, ché non c’ entrano niente, ché ognuno ha le sue. E’ la cocaina il vero problema. Ecco, Lapo è l’ icastica rappresentazione della realtà vera, per quanto misconosciuta, e insondata, di come la droga rovini le persone e le famiglie, di come ti rincoglionisca in maniera pressoché irreversibile, di come sia facile entrarci e difficilissimo, quasi impossibile, venirne fuori.

Di come distrugga le esistenze, anche quelle dei ricchi e famosi, che in tanti modi potrebbero essere ‘felici’, e diventano invece così ‘infelici’.

Nell’ autunno del 2005 Lapo fu ricoverato d’urgenza, in coma, per abuso di cocaina, all’ alba di un festino. Gli salvò la vita, portandolo di peso al pronto soccorso del vicino ospedale ‘Mauriziano’, il transessuale, di origine pugliese, una presenza storica su corso Massimo D’ Azeglio, con il quale si era accompagnato. Nessuno gli disse mai nemmeno grazie.

Da là, tutta una serie di sregolatezze e stravaganze, su cui è meglio stendere quel pietoso velo.

La stampa, quella stampa che aveva nascosto i particolari più scabrosi della prima bruttissima avventura, per autocensura, eh?!? Che non c’è bisogno di censurare: la Fiat, o come si chiama adesso, controlla giornali, banche, finanziarie, concessionarie di pubblicità, e tutti sono sempre ben attenti a parlare dell’ azienda, si è data sempre un gran da fare, a favore di Lapo.

E gli uffici – stampa dell’ azienda, i manager, i consulenti vari, si sono sempre dati da fare per lui ancor di più. Gli hanno inventato fidanzate strafighe, altro che trans…Gli hanno inventato capacità manageriali, a produrre felpe e occhiali, di cui gli han pure trovato i clienti eccellenti…

Niente da fare. Lui, sempre dietro alle stravaganze, alle bravate, alle cazzate.

Ora, all’ ultima della serie, lo hanno pure arrestato: ma è già libero, dietro cauzione.

Fino alla prossima, perché purtroppo spesso al peggio non c’è mai fine.

 

 

 

Category: Cronaca

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