DIARIO DEL GIORNO PRIMA / IL TAM TAM DI ANNIBALE

| 30 novembre 2016 | 0 Comments

ITALIA______
GENOVA – È stata condannata a cinque anni l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi, per i tragici fatti dell’alluvione del 4 novembre 2011, in cui persero la vita quattro donne e due bambine. Il pm Luca Scorza Azzarà aveva chiesto sei anni e un mese. La decisione è stata presa dopo sette ore di Camera di Consiglio. La Vincenzi era accusata di omicidio plurimo, disastro colposo plurimo, falso e calunnia. Per quest’ultima accusa è stata assolta. Secondo l’accusa, i politici e i tecnici non chiusero le scuole nonostante fosse stata diramata l’allerta 2 e, la mattina della tragedia, non chiusero con tempestività le strade. Dalle indagini era emerso che “gli uffici comunali di protezione civile avevano ricevuto notizie allarmanti già alle 11 mentre il rio Fereggiano esondò intorno all’una”. In quelle due ore c’era la possibilità di evitare la tragedia con alcuni accorgimenti che “non vennero messi in atto”, aveva scritto il pm. I vertici della macchina comunale “non solo non fecero quello che andava fatto” ma, secondo l’accusa, “falsificarono il verbale alterando l’orario dell’esondazione”. Quel documento secondo gli inquirenti venne alterato per sostenere la tesi secondo cui quel giorno sulla città si abbattè una “bomba d’acqua” di per sé imprevedibile. All’indomani della tragica alluvione, venne aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo plurimo contro ignoti. Grazie alle testimonianze dei cittadini, alle loro foto e video, gli investigatori hanno scoperto che la verità raccontata dai verbali presentati dagli uffici comunali era ben diversa da quanto veramente accaduto. Vennero così ipotizzate le accuse relative al verbale ‘taroccato’: il falso, appunto, e la calunnia perché gli imputati scrissero nel documento che il volontario di protezione civile risultava presente sul rio a monitorare l’andamento dell’acqua quando invece non arrivò mai sul posto.

ITALIA______
MESSINA – Un cadavere è stato trovato dalla Guardia costiera al largo della spiaggia di Isolabella, a Letojanni (Messina). I resti sono irriconoscibili. I carabinieri non escludono che possa trattarsi di Roberto Saccà, 74 anni, scomparso da venerdì scorso durante un nubifragio, ma sarà la prova del Dna a stabilire l’identità della vittima.

MONDO______
OHIO – L’assalitore all’Ohio State University era un rifugiato somalo, legalmente residente negli Stati Uniti. La notizia è stata data dalla Nbc, che cita fonti investigative. L’uomo è stato ucciso dalla polizia. L’assalitore si è lanciato con la propria auto contro un gruppo di persone e, una volta sceso, ha colpito chi aveva di fronte con un coltello da macellaio. Il bilancio è di dieci feriti, uno sarebbe in condizioni critiche. Per la polizia, al momento non ci sono informazioni circa legami con gruppi terroristici, anche non si esclude la pista. L’area del campus dell’Ohio State University è ora al sicuro, riferisce il dipartimento di pubblica sicurezza dell’università su Twitter, dopo due ore di allerta. La richiesta delle forze dell’ordine di restare al sicuro è stata revocata. Uno studente ha raccontato alla Cnn di aver sentito dei colpi di arma da fuoco provenire da un edificio dell’università. “Il mio compagno di stanza e io abbiano sentito tre o quattro colpi e, poco dopo, l’arrivo della polizia e di ambulanze” ha detto Wyatt Crosher, 19 anni. Su Twitter, il dipartimento di pubblica sicurezza dell’università aveva chiesto agli studenti di rimanere nascosti e di evitare le aree del college, chiedendo di “correre, nascondersi, combattere”.

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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