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Comunque Vada… / C’ ERA UNA VOLTA CAROSELLO

| 12 febbraio 2017 | 0 Comments

di Elena Vada______

Raccontare Carosello, per coloro che non l’hanno conosciuto o vissuto solo negli ultimi anni (finisce nel 1977), è un pezzo di cronaca qualsiasi, una rimembranza obbligatoria senza sentimento. Per i nostri figli, non rappresenta che un parte di storia RAI, vissuta dai propri genitori e rivista come un pezzo di repertorio, con la nostalgia della fanciullezza, forse come risentire “Grazie dei Fior..” di Nilla Pizzi. CAROSELLO è stato ben di più!

Scandiva la fine serata dei bimbi d’Italia. Era il diktat, predicato da maestri e genitori: “ A letto dopo Carosello!”, consiglio seguito da tutti… quasi tutti, i bambini delle elementari, anche perché, i programmi televisivi successivi, erano definiti, per i canoni d’allora, quasi scabrosi anche per gli adulti. Faccio un esempio : mia madre, mia nonna, mia zia, spegnevano la TV o giravano il canale, (notate bene, MANUALMENTE, perché non esisteva il telecomando) quando c’era un bacio appassionato, ballerine troppo scosciate, situazioni compromettenti e, SOPRATTUTTO le Gemelle Kessler (Il programma in cui si esibivano era: Studio Uno). In pratica si poteva vedere liberamente: il Telegiornale (preso come Vangelo!) lo Sport, Tribuna Elettorale, TV SETTE, e i grandi capolavori a puntate (detti:teleromanzi), scritti da grandi autori di prosa, quali: Dostoevskij, Dumas, Hugo, Tolstoj, Twain, Manzoni, e con eccelsi attori, gli unici esistenti, (la televisione non aveva ancora COSTRUITO I SUOI) i professionsti del Teatro di Prosa: Calindri, Tieri, Tedeschi, Turi Ferro, Lojodice, Orsini, Volpi, Albertazzi, Foà, Chiari, Stoppa, Scotti, Campanini, Zoppelli, Dapporto, Morelli, Cervi, Vianello-Mondaini, Panelli-Valori, Manfredi, Gassman, De Filippo, Macario, Arbore e Boncompagni e perfino Frank Sinatra e Jerry Lewis, eccetera…

Il paese non è ancora organizzato in ritmi televisivi, ma la televisione si adattava ai ritmi del paese tenendo conto delle tradizioni.Per la televisione di oggi il 25 aprile, è un giorno come un altro, ma una volta era celebrato anche dal palinsesto. A parte i discorsi del Presidente della Repubblica e del Papa, in alcune occasioni, oggi ci si occupa poco di feste tradizionali come il Patrono d’Italia: San Francesco, eccetera…

Secondo JeanLuc Godard: “Carosello” è stata la migliore espressione del cinema italiano”. (Francesi spocchiosi e sarcastici!!!)

Da noi Italiani, venne considerata una trasmissione sciocca e di poco conto, allora! Ma, in realtà, è stata l’emblema della modernizzazione. È l’Italia che conosce il boom economico, la migrazione dal Sud al Nord con le valigie di cartone, per le grandi fabbriche. E’ l’Italia che passa dalla società tradizionale (anche rurale) a quella moderna in cui si compra di tutto: gli elettrodomestici, primo fra i quali, appunto, il televisore.

Carosello nasce da una serie di polemiche, dall’esigenza di fare pubblicità, e una televisione pubblica, con un senso rigoroso della sua missione che non vuole mischiarsi agli interessi privati. In cambio della pubblicità le aziende devevano dare uno spettacolo (su un totale di 1:40 minuti, 35 secondi erano dedicati al codino, ovvero alla pubblicità effettiva del prodotto).

Ma, per noi bambini, in pigiama, denti puliti, patonfoline, vestaglia (se l’avevi o golfino da notte),

seduti davanti allo schermo, (mamma suggeriva:”sei troppo vicino, ti rovinerai gli occhi!) Carosello era una GIOIA, una FELICITA’, l’ultima boccata di libertà e un divertimento incredibile per alcuni sketch particolarmente spiritosi.

Ancora oggi, mia sorella ed io, facciamo a gara a chi si ricorda più ritornelli, più battute, refrain e ci sfidiamo litigando: “ e MO, e MO MOPLEN! – Se c’è la goccia è G… – Muchacha tu sei mia, chiudi il gas e vieni via! -Se ci resta ancora un dubbio, tanto semplice provar, Jo Condor, pensaci tu!….. eccetera… “potrei andare avanti ore, perché sono stati tanti gli anni di questa bella abitudine (venti, per la precisione) e negli ultimi di essa, ormai non avevamo più il pigiamino e stavamo lavando i piatti.

Certo, il mondo va avanti, nessuno rimpiange la trasmissione di per sé, ma quell’atmosfera speciale, che ti faceva sentire buono/a accanto, vicino, dentro, la famiglia, SI’… MANCA!

Forse solo a me? Credo che le cose semplici dell’infanzia, manchino a tutti coloro che le hanno vissute. Oggi è un -:”Ciao, vado in camera mia (dove esiste un televisore personale)” telefonino perennemente in mano, qualche canna, i libri di scuola (si spera) e ”Il Grande Cinema Tridimensionale” quello che si vede nelle grandi sale sale.

Dove sta ancora, un CAROSELLO, con tutta la famiglia riunita, dopo cena!? Quella specie di collante spirituale, che è quasi una benedizione prima delle preghiere della sera, prima di dormire?….

Spero ci siano molte altre cose, come Carosello, che salutino la serata degli Italiani, diciamo “casalinghi”…e poi, tutti a nanna bimbi, che domani la maestra interroga!

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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