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TAP: LA LEGALITÀ ANCORA UNA VOLTA CALPESTATA. “MI SPIEGATE PERCHÉ DIFENDETE LORO?”

| 20 marzo 2017 | 7 Comments

di Eleonora Ciminiello_______«Mi spiegate perché state difendendo loro? Mi dovete spiegare perché state difendendo loro!» 

Le parole di un giovane salentino rivolte agli agenti della Digos, alle forze dell’ordine e ai celerini che hanno raggiunto il cantiere di San Basilio riecheggiano, mentre nell’aria l’urlo «No Tap, No Tap» continua a predominare quasi sulle voci. I salentini che si sono seduti per terra, in maniera assolutamente pacifica, a manifestare la loro determinazione e ad impedire il perpetrarsi dello scempio che TAP sta producendo, vengono sollevati a forza dagli agenti, che li tengono per braccia e gambe, e li “spostano in là” con fare poco cortese e senza mezzi termini, per liberare il passaggio.

Questa è solo una delle immagini che resteranno di questa mattinata, che ha il sapore di un film costruito ad arte in cui atmosfere criminal-mafiose e illegalità alla luce del sole, aleggiano indisturbate e stringono i personaggi principali e le comparse in una morsa raggelante.

I lavori di espianto degli ulivi sono partiti stamattina all’alba: già intorno alle 6 le immagini dei camion che portavano via dal cantiere gli ulivi imbustati rimbalzavano ovunque sul web. Intorno alle 7 e 30 è stata diramata dal sindaco di Melendugno, Marco Potì una nuova diffida completamente ignorata da TAP.

Ore di rabbia e delusione, quelle di stamattina, alla vista dell’ennesimo sopruso che prende vita in terra salentina, ma anche ore di coraggio e forza, quella tipica di uomini e donne capaci di fermare con il proprio corpo, disteso sull’asfalto, un camion, di porre le auto a bloccare i passaggi fra gli ulivi, di restare seduti in terra, con fermezza e determinazione, dinanzi a decine di celerini e uomini della Digos accorsi per mantenere l’ordine in nome e per conto dello Stato.

La Legge era lì per ripristinare l’ordine: scriverlo sembra quasi una battuta di cattivo gusto.

Mentre era in atto un’azione illegale e totalmente illegittima, mentre giorni fa le radici degli ulivi da espiantare venivano recise, mentre 211 ulivi venivano lasciati lì a marcire, tutti questi uomini dov’erano? Dov’era la voglia di mantenere l’ordine, dov’era il senso di legalità, dov’era la Legge dello Stato?

“Non abbiamo auto da inviare sul posto!” questa la risposta delle autorità alla chiamata di un salentino accorso venerdì scorso sul posto, che intendeva denunciare il taglio abusivo delle radici degli ulivi.

Stamattina invece, le auto, le camionette, i bus carichi di agenti c’erano, necessari a mantenere l’ordine, necessari a non far raggiungere ai salentini un luogo in cui stava prendendo vita un’oggettiva illegalità, necessari a impedire al Salento di difendersi, ancora una volta, da un stupro del suo territorio.

L’ordine, le legalità, le autorità, la Legge. Il sindaco Marco Potì e il sindaco di Vernole Luca De Carlo, assieme ai ai consiglieri del M5S Antonella Laricchia e Antonio Trevisi ed al deputato pentastellato Diego De Lorenzis,  si sono recati in Procura per presentare un esposto e sollecitare il sequestro del cantiere di San Basilio.

I punti oscuri sono troppi a partire dal diniego del Servizio Ecologia della Puglia, risalente al 15 marzo scorso, riguardo la possibilità di espiantare gli ulivi dal cantiere, al quale segue la mancata verifica di assogettabilità per l’impatto ambientale, e l’impossibilità di risolvere i problemi con la La conformazione geologica” che “non riesce a sostenere l’enorme struttura in cemento del “pozzo di spinta”con annessi 1540 metri di conci di cemento di 3 metri di diametro del microtunnel”, come scrive il comitato No TAP. A questo si aggiunge il sito di stoccaggio, dove i 33 ulivi espiantati sono stati condotti stamane, distante circa 8 km dal cantiere, di cui non si conoscono le condizioni di conformità né le autorizzazioni urbanistiche.

Dinanzi al perpetuarsi di tante illegalità ed incongruenze, ed a parte un comunicato lanciato dalla Regione Puglia in cui il Presidente Emiliano fa sapere che “continua, nel rispetto della legge, a compiere qualunque atto necessario per salvaguardare un tratto di costa tra i più belli d’Italia. Purtroppo non posso non constatare che, come sempre accaduto nella vicenda Tap, il Governo continua ad espropriare il territorio della sacrosanta possibilità di concorrere a determinare le scelte che lo riguardano. Soprattutto quelle che rischiano di avere un impatto definitivo e devastante sul territorio stesso”, c’è un silenzio ed un’assenza tangibili da parte della massima autorità Pugliese.

Un cittadino scrive sulla pagina Facebook del Presidente Emiliano:

“Lei ha sempre sostenuto pubblicamente che l’ottemperanza a.44 non è ottemperata. I suoi uffici da ultimo con nota del 15.3. Eppure come ente vigilante la Regione non interviene nello scempio di ulivi che Tap sta facendo ora in barba alle parole sue e degli uffici regionale. Ma se l’ente vigilante non interviene, da magistrato come la vede la cosa? Si è responsabili sia per azione che per omissione. E se c’è un giudice a Berlino qualcuno ne dovrà rispondere. Di sicuro dovrà rispondere alla sua coscienza, sempre ne abbia una. Dottore faccia una volta tanto il Presidente! E se no si ritiri”

Il Presidente Emiliano risponde:

“La attività di espianto è illegale come ho detto più volte. Ma le Forze dell’Ordine su disposizione del Governo non intervengono. Abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica i fatti e i magistrati sono gli unici ad avere il potere di fermare l’abbattimento.”

Le Forze dell’Ordine su disposizione del Governo non intervengono?

Come deve essere quindi interpretata la copertura da parte delle Forze dell’Ordine delle operazioni in atto nel cantiere TAP? Come deve essere interpretato l’invio da parte degli organi governativi di uomini in antisommossa contro cittadini che difendono la Legge? Possibile che la Giustizia e la Legalità sono state svuotate e svilite fino a questo punto, fino al punto di lanciare centinaia di agenti contro semplici cittadini che intendono SOLO far valere la GIUSTIZIA? Sdegno e vergogna, sono gli unici sentimenti che si avvertano oggi, verso uno Stato che non solo non è più Stato ma è il peggior speculatore arrivato a svendere tutto, anche la dignità della Legge. Si comporta come il supervisore di una rapina, pronto ad inviare le sue “guardie del corpo” ad assicurarsi che tutto proceda senza intoppi e senza troppi fastidiosi inconvenienti.

Il Presidente Emiliano dov’è rintanato? Scrive sulla sua pagina che ritiene questo scempio illegale: se è così si comporti da Autorità vigilante, denunci alla Procura ogni autorizzazione mancante, ogni atto illegittimo commesso da TAP e sostenga chi presidia il cantiere: in fondo è lui il rappresentante del popolo Pugliese e il popolo Pugliese la TAP non la vuole, né a Melendugno né altrove.

Domani il cantiere rimetterà sicuramente in moto i camion: come in tante altre occasioni i salentini dovrebbero essere lì, ad assumere le legittime vesti di Stato ed a proteggere quella Legalità violata, fino a quando ancora una volta non interverrà la Magistratura, perché in questo “Stato di Governo” mercenario non ci crede più nessuno.

Category: Cronaca, Politica

Comments (7)

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  1. Michele Elia, Tap - tramite redazione ha detto:

    In una nota diffusa in serata, firmata dal Country Manager Michele Elia, la Tap informa che “nel corso della giornata 33 ulivi (circa il 15% del totale) sono stati messi a dimora provvisoria nel sito di Masseria del Capitano”.

    Aggiunge poi di aver ricevuto la nuova diffida da parte del Comune di Melendugno, che però considera priva di “significativi elementi nuovi”; e ribadisce pertanto di voler “proseguire anche nei prossimi giorni le attività” di espianto.

  2. Michele Elia, Tap - tramite redazione ha detto:

    “L’aggressione di cui è stato vittima l’operatore tv che era impegnato questa mattina in una diretta dal cantiere del microtunnel di TAP è un episodio grave per il quale voglio prima di tutto esprimere solidarietà e vicinanza all’operatore colpito, a Telenorba e a tutto il sistema dei media pugliesi.
    Ci auguriamo che una condanna unanime e senza ipocrisie isoli davvero i violenti e garantisca che il confronto si svolga in un alveo di civiltà, di correttezza, di tutela del diritto e di rispetto del lavoro di ognuno, compreso quello di quanti nelle amministrazioni centrali e periferiche hanno vigilato e vigilano sul rispetto delle procedure e sull’ottemperanza delle prescrizioni”.

  3. Gruppo M5S Regione Puglia - tramite redazione ha detto:

    Una delegazione di portavoce del Movimento 5 Stelle composta dai consiglieri regionali M5S Antonio Trevisi, Antonella Laricchia e dal deputato M5S salentino Diego De Lorenzis questa mattina si è recata sul cantiere nel quale TAP sta procedendo con gli espianti di ulivi portati avanti nonostante proteste del territorio e nonostante il parere contrario della stessa Regione Puglia.
    I cinquestelle hanno accompagnato il sindaco di Melendugno in procura e annunciano la presentazione di un ordine del giorno urgente da discutere domani in Consiglio regionale.

    “Si tratta di una situazione inaccettabile. – tuonano i cinquestelle che proseguono -Domani presenteremo un ordine del giorno urgente in Consiglio regionale per chiedere alla Regione Puglia di dare mandato all’avvocatura regionale di valutare la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica nonchè l’impugnabilità della nota del Ministeronella quale quest’ultimo conferma la legittimità della procedura di espianto e l’avvenuta ottemperanza alle prescrizioni di Via, con ciò svilendo ancora una volta il ruolo della Regione anche quale ente vigilante.
    Peraltro allo stato non risulta ancora concluso il procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA del progetto di variante del microtunnel.

    Ci chiediamo: cosa accadrebbe se un domani a disastro compiuto, questo progetto non dovesse ottenere le autorizzazioni?
    Ecco perché riteniamo che fino a quando non saranno ottenute tutte le autorizzazioni non si debba procedere all’attuazione delle attività di realizzazione del progetto.
    Le fazioni del PD – concludono i pentastellati – giochino la campagna elettorale delle loro primarie su altri campi di battaglia, non in Salento, non sui nostri ulivi e non a spese del nostro territorio.”

  4. Gruppo M5S Regione Puglia - tramite redazione ha detto:

    “Siamo lieti di constatare che anche dalla maggioranza qualcuno abbia deciso di appoggiare una mozione che serva a difendere i nostri ulivi da chi pensa di poter venire qui a distruggere il nostro territorio senza tener conto della volontà dei cittadini e addirittura ignorando il parere contrario delle istituzioni regionali.
    Ai consiglieri di maggioranza dunque chiediamo di lavorare domani uniti per difendere la nostra terra. Le battaglie di giustizia non devono avere colore politico.”

  5. Confindustria Lecce - tramite redazione ha detto:

    Con riferimento al blocco dei lavori del cantiere Tap da parte di un gruppo di manifestanti, Confindustria Lecce, condannando ogni forma di violenza, auspica che ben presto vengano ripristinate le condizioni di sicurezza per tutti i lavoratori coinvolti.

    Desta notevole preoccupazione altresì l’atteggiamento aggressivo e di assurda veemenza perpetrato in danno di una giornalista e di un cameraman di Telenorba, che stavano svolgendo il proprio lavoro, raccontando con professionalità gli avvenimenti della giornata.

    Confindustria Lecce esprime loro solidarietà e vicinanza. Si tratta di gesti assolutamente non condivisibili, che vanno censurati da tutti indistintamente.
    Non è pensabile continuare ad alimentare polemiche sterili che contribuiscono ad innalzare solo il livello di intolleranza.
    Il nostro territorio, da sempre caratterizzato, anche grazie all’impegno delle Forze dell’Ordine, da alti livelli di sicurezza, deve continuare a garantire il rispetto della legalità e delle persone, anche al fine di consentire uno sviluppo economico e sociale sostenibile.

    “Occorre riportare serenità, calma e dialogo sulla vicenda Tap – afferma il presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro – evitando, soprattutto a livello politico-istituzionale, polemiche che non giovano a nessuno. Le regole vanno rispettate da tutti e continuare a demolire a priori il progetto del gasdotto, che è già stato autorizzato e approvato, non fa altro che sviluppare un clima di assoluta diffidenza. Sul condotto occorre ragionare in termini costruttivi, senza pregiudizi e preconcetti che non portano a nulla. Il rispetto delle persone e del lavoro, il no alla violenza devono essere comunque unanimi e indipendenti da qualunque scelta ideologica o di campo”.

  6. Luca Ruberti, Lecce Bene Comune - tramite redazione ha detto:

    Ieri mattina siamo stati sui luoghi del cantiere TAP per unirci alla
    manifestazione di contrarietà all’espianto di 211 ulivi e, più in
    generale, alla realizzazione dell’opera intera.

    Torneremo anche nella giornata odierna, per contribuire al presidio,
    aderendo all’appello del Comitato NoTAP e dei Sindaci di Melendugno,
    Marco Poti’, e Vernole, Luca De Carlo.

    Appello che rilanciamo qui da Lecce: “il gasdotto TAP non è questione
    che riguarda solo Melendugno ma tutti i salentini. E’ il momento di
    mobilitarsi”.

    Torniamo dunque ad opporci a questo espianto di ulivi. Perché un sindaco e la sua comunità non possono essere lasciati soli se, difendendo il territorio di tutti, denunciano lo strapotere prevaricante degli interessi del più forte (TAP e il tiranno azero) e il grave difetto autorizzativo di un’opera fortemente impattante.

    E ci opporremo domani E ancora dopodomani. Anche da Sindaco di Lecce,
    io personalmente, quando altri intendano passare sul territorio leccese
    per la realizzazione delle opere complementari a TAP.

    Ma una domanda in queste ore è doverosa: a quale rispetto della legalità stanno lavorando le autorità preposte dinanzi allo stato di cose esposto dal sindaco di Melendugno?

    Perché dinanzi a un dispiegamento di forze in assetto antisommossa ci
    viene il dubbio che l’obiettivo di un tale impegno non sia quello di
    accertare la legittimità dell’avvio dei lavori ma di assicurare
    l’irregolare svolgimento degli stessi.

  7. Michele Emiliano, presidente Regione Puglia - tramite redazione ha detto:

    La Regione Puglia considera non ottemperata la prescrizione 44, quindi secondo noi lo spostamento degli ulivi è illegittimo.
    Naturalmente voglio specificare che la Regione non ha strumenti per fermare un lavoro per il quale il governo ha dato disposizione alle forze di polizia di favorire questa operazione che il governo stesso considera assolutamente strategica.

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