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ALTERNANZA SCUOLA / LAVORO. E SFRUTTAMENTO. leccecronaca.it PUBBLICA IN ANTEPRIMA ALCUNE TESTIMONIANZE ALLUCINANTI DALLE SCUOLE SALENTINE DI UN’ INDAGINE NAZIONALE DELL’ UNIONE DEGLI STUDENTI: “Esperienze spesso poco formative, nei peggiori dei casi esempi di manovalanza gratuita”

| 29 marzo 2017 | 1 Comment

di Giuseppe Puppo_______

L’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, anche nei licei, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta“, così recita solennemente il sito del ministero, che così prosegue: “La scuola deve, infatti, diventare la più efficace politica strutturale a favore della crescita e della formazione di nuove competenze, contro la disoccupazione e il disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Per questo, deve aprirsi al territorio, chiedendo alla società di rendere tutti gli studenti protagonisti consapevoli delle scelte per il proprio futuro.  Con l’alternanza scuola-lavoro, viene introdotto in maniera universale un metodo didattico e di apprendimento sintonizzato con le esigenze del mondo esterno …”e via di questo passo.

Ma stanno davvero così, come pomposamente tracciato dal ministero, le cose?

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Nei mesi scorsi c’ erano state segnalazione di presunti favoritismi nella scelta delle aziende cui mandare a ‘formarsi’ i ragazzi, sia di natura ‘politica’, perché considerate vicine al Pd, quindi amichevolmente avvantaggiate, sia di natura sostanziale, perché considerate inadeguate e controproducenti, come la multinazionale dell’ alimentazione nociva Mc Donald. Quanto basta per cercare di capirne di più, nella sostanza dei fatti.

Ci ha pensato il sindacato studentesco Unione Degli Studenti, che in Puglia ha condotto un’ indagine capillare, con questionari compilati direttamente dagli interessati, e che ne sta ricavando dossier, da presentare il mese prossimo all’Ufficio scolastico regionale.

L’ esempio è stato già seguito dai loro colleghi di tutta Italia, che si sono messi al lavoro nelle loro regioni di competenza. Per quanto riguarda le risposte giunte dal Salento, leccecronaca.it è entrata in possesso di alcune di esse, che pubblichiamo in anteprima.

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I così detti percorsi di alternanza non sono retribuiti, in quanto dovrebbe essere un’ ‘attività formativa’ al pari delle lezioni in classe

Molto spesso i ragazzi devono sostenere spese per l’acquisto di materiali, o per il trasporto per raggiungere il luogo in cui svolgere l’alternanza, tutto a carico delle loro famiglie, oppure per pagare i costi delle poche esprienze formative vere, come i laboratori di analisi nelle università.
Per il resto, danno mano d’ opera non retribuita, alle aziende che li ospitano, e per di più pagano di tasca propria le spese di viaggio, vitto e, spesso, di materiali.
Almeno accumuleranno esperienze significative, faranno esperienze preziose per il loro futuro professionale, compiranno un balzo in avani nel loro futuro lavorativo?
Macché..
Sfruttamento, parcellizzazione, precariato cominciano dall’ alternanza scuola lavoro. Una bella formazione, non c’è che dire, proprio una buona scuola…
Vediamo alcune di queste segnalazioni.
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Dall’ Istituto Nautico ‘Vespucci’ di Gallipoli: “Il vuoto di regolamentazione sull’alternanza scuola lavoro porta nella mia scuola ad una situazione di disagio e confusione. Molto spesso infatti non si riesce a garantire progetti di alternanza per tutti gli studenti, o quelli che si svolgono sono poco inerenti con il nostro percorso formativo. Siamo stati mandati in cantieri, molto spesso senza alcun rispetto delle misure di sicurezza, o a fare corsi di vela, anche l’estate, e molto spesso non si verificano essere esperienze molto formative”.
Dall’ Istituto Tecnico ‘Deledda’ di Lecce, indirizzo biologico sanitario: “Dall’approvazione della buona scuola, con l’obbligatorietà di 400 ore di alternanza scuola lavoro, le scuole hanno molta difficoltà ad attivare i progetti. Io per esempio mi sono ritrovata a fare alternanza in un caseificio a fare le mozzarelle, e molti miei compagni in pastifici, attività per nulla inerenti ai nostri studi e formative”.
Dall’ Istituto Tecnico ‘Olivetti’ di Lecce, indirizzo sistemi informativi aziendali: “Sono stato mandato in una scuola elementare ad insegnare nozioni base di informatica ai bambini. Non ritengo la mia esperienza per nulla incline con il mio percorso di studi e le mie ambizioni lavorative, per altro ho dovuto sostenere spese varie e di trasporto per raggiungere l’alternanza senza alcun rimborso”.
Dall’ Istituto Tecnico ‘De Pace’ di Lecce, indirizzo finanza e marketing internazionale: “Mi sono ritrovato nella biblioteca comunale del mio paese. Mi sarei aspettato di svolgere attività formative o inerenti alle materie di studio scolastiche, e invece ho speso tutto il mio tempo a portare caffè ai dipendenti e fare fotocopie, mi sono sentito sfruttato”.
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Su queste e altre incredibili situazioni segnalate, abbiamo sentito Giulio Gazzaneo, 19 anni, matricola a giurisprudenza all’ UniSalento, responsabile Unione Studenti Puglia, che così le ha commentate a leccecronaca.it:  “I risultati dell’indagine che abbiamo portato avanti ci hanno dimostrato la vera natura della nuova alternanza scuola-lavoro targata governo Renzi. In mancanza di qualsiasi regolamentazione e con l’obbligo delle duecento ore nei licei e quattrocento  nei tecnici e professionali, le scuole molto spesso ricorrono a qualsiasi tipo di progetto, definendoli in maniera arbitraria tra docenti e dirigente scolastico.
Ciò che ne deriva –  palesemente confermato dall’indagine – sono in molti casi esperienze poco inclini con il proprio indirizzo e poco formative all’interno del percorso di studi, nei peggiori dei casi veri esempi di manovalanza gratuita e sfruttamento.
Come Unione degli Studenti porremo all’attenzione dell’ Ufficio Scolastico Regionale tutti i casi problematici che ci sono stati segnalati sviluppando vertenze ogni qualvolta vi siano lesioni dei diritti degli studenti.
Inoltre, a partire da ogni scuola ci stiamo mobilitando per l’approvazione di commissioni paritetiche, composte da studenti e docenti, in cui sviluppare democraticamente i progetti di alternanza, e di uno statuto degli studenti e delle studentesse in alternanza scuola lavoro, che garantisca diritti e tutele per gli studenti, sancisca gli obiettivi formativi e stabilisca un “codice etico” delle aziende con cui stipulare accordi, esempio aziende che investono in formazione, che rispettano il territorio e i lavoratori, che non hanno condanne giudiziarie a carico”.

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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  1. Alfonso Pisicchio - tramite redazione ha detto:

    “Convocherò al più presto in audizione i rappresentanti delle associazioni studentesche. Se i fatti denunciati dovessero risultare veri saremmo di fronte a una grave distorsione di una legge nata con altre finalità: formare i nostri giovani al mondo occupazionale e non di certo alla piaga dello sfruttamento”.

    Lo dichiara il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano e presidente della VI Commissione Scuola, Lavoro e Formazione, Alfonso Pisicchio, commentando la denuncia, raccolta da alcuni organi di stampa, delle associazioni studentesche sugli effetti dell’alternanza scuola-lavoro.

    “L’incontro in Regione – spiega – servirà a capire le criticità di questo sistema, a raccogliere le testimonianze dei ragazzi e a porvi delle correzioni visto che anche le istituzioni, in questa vicenda, devono necessariamente assumere una posizione e dare al più presto delle risposte”.

    “Ho apprezzato moltissimo la sensibilità e la disponibilità della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Anna Cammalleri, pronta a far luce su questi casi. Abbiamo letto in queste ore di ragazzi sottoposti a ogni tipo di sfruttamento, anche a mansioni assolutamente distanti dalle finalità di questa legge. Sono convinto che i colleghi della VI Commissione da me presieduta – conclude Pisicchio – vorranno al più presto analizzare e affrontare il tema”.

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