L’ ADOC LECCE PRENDE POSIZIONE CONTRO IL TWIGA DI OTRANTO, “svendita del territorio e della funzionalizzazione della bellezza naturale pubblica a fini di profitto privato”

| 18 aprile 2017 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Learta Gurma dell’ Adoc Lecce ci manda il seguente comunicato______

TURISMO E TERRITORIO: DUE MODELLI DI APPROCCIO OPPOSTI

I consumatori chiedono più qualità e più cura del territorio

In questo periodo sono compresenti e agli onori delle cronache due significativi esempi di modi di intendere il turismo e lo sviluppo del territorio.

Da un lato il progetto di pedonalizzazione e ciclabilità del litorale sud di Gallipoli da Lido San Giovanni al Canale dei Samari e dall’altro i lavori per la costruzione del cosiddetto Lido “Twiga”, che, sotto le spoglie di un intervento di miglioramento della fruibilità ed accessibilità della scogliera, produrrà la costruzione di un vero e proprio insediamento turistico in una insenatura vergine del nostro Salento.

Sono due modelli diversi che ci portano in direzione opposta. Da un lato abbiamo un opportuno risarcimento dell’ecosistema costiero mediante un indifferibile ripensamento della mobilità nella zona. Se negli anni 50-60, con una scarsissima sensibilità ambientale, le meravigliose dune di Gallipoli sono state spianate e distrutte dalla costruzione della strada litoranea, oggi quel tratto viene finalmente restituito alla naturalità e alla fruizione dei cittadini. Esattamente come è avvenuto a Manduria, nella zona di Salina dei Monaci, ove lo svellimento dell’asfalto e la rinaturalizzazione della zona ha ricreato le condizioni per il ripristino di uno straordinario ecosistema, una zona umida con una meravigliosa avifauna.

La pedonalizzazione del litorale sud di Gallipoli sino al canale dei Samari è un intervento urgente ed opportuno, che ridarà qualità ambientale ad un intero territorio, che peraltro non aveva peraltro brillato negli ultimi anni per tutela ambientale a causa del troppo intenso sfruttamento a fini turistici della zona e alla forte pressione antropica della zona in periodo estivo.

L’intervento voluto dal Commissario prefettizio e proseguito dall’attuale Sindaco di Gallipoli va nella direzione della riqualificazione del territorio secondo standard europei, conferisce qualità e vivibilità alla zona e, di conseguenza, diventerà un fiore all’occhiello per tutto il contesto turistico.

L’altro intervento, quello a Otranto, va nella direzione della svendita del territorio e della funzionalizzazione della bellezza naturale pubblica a fini di profitto privato. Non a caso, appena iniziati i lavori, sono cominciate le contestazioni di abusi e di difformità rispetto ai progetti depositati. In attesa che le Autorità facciano chiarezza, non si può però non esprimere un senso di frustrazione rispetto a scelte delle Amministrazioni miopi ed irreversibili.

Quale modello scegliere? Come orientare le scelte per il Salento del futuro? I consumatori locali ed internazionali chiedono attenzione, valutano le scelte dei territori, amano raggiungere territori preservati e dove risulta evidente che esiste un pensiero forte di tutela ed una filosofia di gestione attenta all’ambiente. Non amano sentirsi corresponsabili, con la loro stessa presenza, di scelte irrispettose da territorio.

Occorre pensarci bene. Adoc invita le Amministrazioni a una maggiore attenzione, ad avere più coraggio nel compiere scelte risarcitorie verso i territori, a non pensare solo agli imprenditori, ma anche ai cittadini e ai fruitori dei servizi e al territorio, unico soggetto che non strepita e non ha voce.

 

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