ORIA, TRE ULIVI MONUMENTALI VANNO GIÙ CONTRO OGNI LEGGE VIGENTE. COSA POSSONO FARE I CITTADINI PER IMPEDIRE ALTRI SCEMPI? MUOVERSI E SORVEGLIARE

| 3 maggio 2017 | 1 Comment

di Eleonora Ciminiello________La situazione nel Salento, in Puglia, ha raggiunto l’abominio. Una terra di nessuno all’interno della quale non vi sono amministratori, dirigenti specialisti e cittadini consapevoli, ma semplicemente riproduzioni clonate delle tre scimmie siciliane: quella che non vede, quella che non sente e quella che non parla, alla quale potremmo volentieri aggiungerne un’altra: l’inerme.

Da qualche giorno, pochi, pochissimi cittadini attivi ed informati hanno denunciato con esposti presso il comando dei Carabinieri di Oria l’abbattimento e le notifiche di abbattimento, emanate dall’Osservatorio Fitosanitario regionale, nei confronti di alcuni ulivi monumentali siti nell’agro del medesimo comune.

Ma gli ulivi monumentali non sono protetti da più e più leggi? Chi pagherà per il loro abbattimento?

Gli ispettori e i dirigenti dell’Osservatorio Fitosanitario regionale, che non “si sono accorti” della monumentalità dell’ulivo segnalato come da abbattere, mentre facevano i prelievi? Oppure pagheranno i sindaci per non aver provveduto al loro censimento? O la Regione Puglia perché magari non ha ancora inviato ai comuni la notifica di provvedere immediatamente ai censimenti? Oppure ancora i proprietari di questi ulivi, per non aver preteso il loro censimento e non aver fatto rispettare la Legge, subendo il ricatto della notifica di abbattimento?

Qualcuno di certo dovrà pagare per aver abbattuto degli ulivi plurisecolari che non esistono più: di certo per ora chi sta pagando il prezzo più alto, con la scusa del batterio xylella, è il territorio, il paesaggio, il Salento, nell’indifferenza generale.

Le leggi che proteggono gli esemplari monumentali sono innumerevoli, la più recente delle quali è la Legge Regionale del 29 marzo 2017, alla quale fanno eco la Legge Regionale del 4 giugno 2007 n.14 sulla “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali di Puglia” ed infine alla Legge ministeriale del 14 gennaio 2013 n. 10, sulle “Norme per lo sviluppo degli spazi urbani”.

Partiamo quindi dalla definizione di monumentalità previsto nella Legge Regionale del 2007:

“Il carattere di monumentalità viene attribuito quando la pianta di olivo possiede età plurisecolare deducibile da: a) dimensioni del tronco della pianta, con diametro uguale o superiore a centimetri 100, misurato all’altezza di centimetri 130 dal suolo; nel caso di alberi con tronco frammentato il diametro è quello complessivo ottenuto ricostruendo la forma teorica del tronco intero; b) oppure accertato valore storico-antropologico per citazione o rappresentazione in documenti o rappresentazioni iconiche-storiche.

Può prescindersi dai caratteri definiti al comma (precedente) nel caso di alberi con diametro compreso tra i centimetri 70 e 100 misurato ricostruendo, nel caso di tronco frammentato, la forma teorica del tronco intero nei seguenti casi: a) forma scultorea del tronco (forma spiralata, alveolare, cavata, portamento a bandiera, presenza di formazioni mammellonari); b) riconosciuto valore simbolico attribuito da una comunità; c)localizzazioni in adiacenza a beni di interesse storico-artistico, architettonico, archeologico riconosciuti ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.42.”.

Una volta compreso cosa si intende per ulivo monumentale, vediamo cosa, secondo l’ultima Legge Regionale è necessario fare per proteggere questi patriarchi della storia e della cultura pugliese. L’articolo 8 della Legge del 29 marzo 2017, all’articolo 8 comma 5, dispone che:

“Poiché la Regione Puglia intende proteggere l’inestimabile pregio culturale e paesaggistico dei propri ulivi monumentali, in deroga a quanto disposto nella presente legge, non si procede alla rimozione degli alberi di cui all’articolo 2 della legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 (Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia) bensì si adottano misure di isolamento delle piante dal relativo contesto. La Giunta regionale promuove tutte le iniziative volte ad aggiornare l’elenco degli ulivi e degli uliveti monumentali di cui all’articolo 5 della l.r. 14/2007; a tal fine provvederà a inviare, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un’apposita richiesta a tutti i comuni della Regione contenente l’invito a segnalare l’elenco di tutti gli ulivi monumentali presenti sul territorio comunale. I comuni sono tenuti a dare risposta entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito. In caso di mancata risposta o di risposta incompleta, la Regione provvederà in via sostitutiva al rilevamento degli ulivi monumentali presenti sul territorio del comune inottemperante, addebitando al comune stesso le spese sostenute.”

Quindi, secondo questo comma, la Regione si è impegnata ad inviare entro il 13 aprile ai comuni  una richiesta in cui chiede di segnalare l’elenco degli ulivi presenti nei rispettivi territori: la Regione l’avrà fatto? E i comuni avranno risposto all’appello? I censimenti ad opera di comuni e/o Regione sono partiti? Da quello che sta succedendo ad Oria pare di no.

Ovviamente, i cittadini costituiscono una componente attiva che può fare molto per salvaguardare il patrimonio olivicolo: ogni qual volta si ritrovano dinanzi ad un ulivo che suppongono sia monumentale non devono far altro che misurarlo e vedere se, a 130cm d’altezza partendo dalla base dell’albero, il diametro è superiore a 100cm. In questo caso non si dovrà far altro che segnalare l’albero all’ufficio agricoltura della provincia cui l’olivo appartiene. Ovviamente, ed esattamente come è stato fatto dai cittadini che hanno individuato i caratteri di monumentalità per gli ulivi abbattuti e per altri segnalati come da abbattere, è doveroso contestualmente produrre un esposto presso i carabinieri, in cui si denuncia la presenza di un ulivo monumentale non censito.

Se nella Legge  che l’abbattimento di una pianta monumentale secondo la Legge ministeriale del 14 gennaio 2013 n. 10 costituisce reato. All’art. 7, commi 3 e 4 si legge:

“3. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni recepiscono la definizione di albero monumentale di cui al comma 1, effettuano la raccolta dei dati risultanti dal censimento operato dai comuni e, sulla base degli elenchi comunali,redigono gli elenchi regionali e li trasmettono al Corpo forestale dello Stato. L’inottemperanza o la persistente inerzia delle regioni comporta, previa diffida ad adempiere entro un determinato termine, l’attivazione dei poteri sostitutivi da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

4. Salvo che il fatto costituisca reato, per l’abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000.”

Anche la Legge Regionale 14/2007 prevede delle sanzioni amministrative all’articolo 17:

“Dalla data di pubblicazione dell’elenco degli ulivi monumentali di cui all’articolo 5 e fatto salvo il concorso con altre e più gravi violazioni, chiunque violi le norme contenute negli articoli 10, 11, 12, 13 e 15 viene punito con una sanzione amministrativa da un minimo di euro 3 mila a un massimo di euro 30 mila per ogni pianta interessata, sino a un massimo di euro 250 mila. “

 

Ripetiamo la domanda: chi pagherà quindi? Nell’indifferenza delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali e dei tecnici che monitorano il territorio, gli unici veri custodi del patrimonio pugliese devono essere gli stessi cittadini: come?

Informandosi se nel proprio comune sono stati fatti partire i censimenti, e ad ogni olivo non censito è indispensabile segnalarlo alle autorità competenti e ai carabinieri. Dinanzi alla notifica di abbattimento di un ulivo monumentale è indispensabile procedere subito al ricorso e produrre una denuncia: salvare gli olivi non significa solo salvaguardare la nostra memoria e il nostro paesaggio, ma anche il futuro nostro e dei nostri figli.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Salvatore Astro ha detto:

    Non è possibile rimanere inermi!
    Dobbiamo ribellarci! Io non abito più ad Oria, ma non per questo rimmarrò fermo!
    Uniamoci,lottiamo, combattiamo, sono disposto ad adire legalmente con il mio avvocato, parliamone ai senatori e deputati, dicendogli che non andremo a votare se non si occuperanno in modo visibile degli ulivi, se ci uniamo, non saranno in grado di fare nulla!…
    Sono a disposizione di chi vorrà tutelare il futuro del Paese e dei nostri FIGLI!
    Salvatore Astro Brindisi

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