COSTRUZIONI E RISCHIO SISMICO IN PUGLIA

| 27 Agosto 2017 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il consigliere regionale del M5S Cristian Casili ci manda il seguente comunicato______

È il momento di porre fine all’abusivismo e un freno al consumo di suolo. Dispiace constatare che questo tema diventi d’ attualità dopo tragici eventi, come quello di Ischia, sul quale insiste un dibattito politico pieno di retorica. I sindaci si attivino, innanzitutto dotandosi di piani urbanistici seri ed efficaci, che non siano brutte copie di PRG ormai vetusti, e soprattutto tutelino il territorio, troppo spesso usato come merce di scambio, monetizzandolo attraverso gli oneri di urbanizzazione”.

Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle e Vicepresidente della V Commissione Regionale, interviene sull’abusivismo, prendendo spunto dall’ultimo report Ance sulle costruzioni pugliesi, ed in particolare nella Provincia di Lecce, che evidenzia un alto numero di case in degrado e di abusivismo edilizio. “Il report fa riflettere e la crisi economica del settore delle costruzioni, insieme al cattivo stato del nostro patrimonio abitativo, ci impone un repentino cambio di rotta.

La lettura di questi dati se da un lato fa emergere il pessimo stato di salute dell’edilizia, dall’altro apre ad importanti opportunità per rilanciare il settore e garantire nuovi posti di lavoro senza ulteriore utilizzo di cemento e consumo di suolo. In questo ultimo decennio il settore delle costruzioni ha perso il 32% degli investimenti – spiega il consigliere – pari a circa 64 miliardi di euro, di contro gli investimenti di riqualificazione del patrimonio abitativo hanno mostrano un aumento dei livelli produttivi del 18,5%, grazie anche agli effetti positivi derivanti dalla proroga del potenziamento degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico. Su questo aspetto occorre lavorare ancora di più per stimolare il privato a recuperare quelle cubature oggi n stato di degrado e abbandono, attivando misure finanziare, sgravi fiscali ed incentivi. Anche perché lo stato di salute dei nostri edifici pubblici e privati è pessimo.

Penso all’edilizia popolare: in Puglia abbiamo oltre 53mila alloggi, di cui il 40% risalgono a prima degli anni Ottanta e hanno urgentemente bisogno di interventi radicali a tutela dell’incolumità e della salute dei cittadini.

In Puglia le aree a elevato rischio sismico sono circa il 41% della superficie regionale e interessano il 26,4% dei comuni, ben 68, e quelle ad elevata criticità idrogeologica (rischio frana e/o alluvione) rappresentano il 7,1% della superficie della regione e coinvolgono 200 Comuni. Praticamente la quasi totalità dei 258 Comuni pugliesi. Nelle aree ad elevato rischio sismico vivono circa 825.000 persone, per un totale di 301.000 famiglie. La popolazione residente nelle aree ad elevato rischio idrogeologico è, invece, pari a 181mila persone, per un totale di 71mila famiglie.

Infine non dimentichiamo l’edilizia scolastica – conclude Casili – in Puglia sono 750 gli edifici scolastici esposti al rischio sismico, pari al 22% del totale, e 164 quelli esposti al rischio idrogeologico. Ad oggi la Regione Puglia è molto indietro rispetto alla dotazione finanziaria fissata all’interno del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico 2014-2020. Infatti su 436 interventi segnalati, per un importo complessivo di 1.612,3 milioni, solo il 4,7%, pari a circa 76 milioni di euro, è dotato di progetti esecutivi e definitivi. Tutto il resto è ancora fermo allo studio di fattibilità e al progetto preliminare. Il Governo regionale deve prendere contezza del problema e attivarsi rapidamente, la sicurezza dei cittadini è una priorità”.

 

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