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LECCECRONACHE / DO YOU REMEMBER “fanfullicchie” ?

| 26 ottobre 2017 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Grandi preparativi per ‘il ponte dei morti’. No, Halloween no, lasciamo perdere, per carità. Ci mancherebbe. Il Salento, le visite ai cimiteri, le fanfullicchie, cioè le caramelle, i riccioli di zucchero, destinati un tempo ai bambini poveri…Quell’ aria, poi, nonostante tutto, di festa e di pace non si conciliano con le brutte facce e l’oscurità dei mostriciattoli che, purtroppo, vengono pubblicizzati in tutte le salse e finiscono per diventare simboli negativi di tradizioni che non sono le nostre.

Perciò, apprestiamoci a vivere questo periodo con lo spirito di sempre. Quello, per intenderci, che ci hanno insegnato e testimoniato da bambini i nostri genitori, quando andavamo in religioso silenzio a visitare i nonni che non c’erano più, e gli ampi viali, le cappelle e tutti quei volti effigiati in vecchie immagini in bianco e nero, ci parevano un mondo diverso da quello dei supermercati e delle lunghe soste ai semafori…

E abbiamo sempre osservato con curiosità le simbologie apposte sulle edicole funerarie: l’Alfa e l’Omega, le fiaccole rovesciate, il pellicano, le mani che si stringono, le iscrizioni spesso incomprensibili e corrose dagli anni. E tutta quella gente che sta silenziosa a predisporre i fiori, ad accendere i lumini, a spolverare la foto dei propri cari, con gli occhi lucidi.

Altro che Halloween, altro che ‘dolcetto o scherzetto’, alle nostre generazioni veniva insegnato, con la testimonianza unanime, che la pace eterna è argomento misterioso e degno di grande rispetto, e che il ricordo per chi non c’è più è tra i sentimenti più nobili e intimi che ci toccano profondamente.

Poi, c’erano le fanfullicche, ovvero dolci particolari che erano offerti con garbo da un venditore ambulante, proprio all’uscita dal cimitero. E anche lui aveva una dignità, non era semplicemente ‘uno’ che doveva vendere degli articoli commestibili. No, pareva proprio una figurina indispensabile in quel variegato presepe che si costruiva il 2 novembre, il giorno della Commemorazione dei Defunti.

Ecco, non il giorno dei Morti, che evoca zombi e terrifici avvenimenti, degni di Halloween.

Ma il giorno della Commemorazione, del Ricordo per chi ci ha voluto bene e non c’è più…

I tempi sono cambiati, è vero.

Non è più la stessa cosa, anche le cappelle sono diverse.

Pure i fiori sembrano non avere gli stessi colori, le stesse sembianze di quelli che portavamo al nonno che se n’era andato da poco…

Ma, fate attenzione: proprio fuori dall’ingresso monumentale del cimitero, dove in alto c’è scolpito ‘Per la pace della umane ossa resorgiture’, seminascosto sulla destra, c’è.

C’è il venditore con le fanfullicchie.

Lui c’è sempre.

A impersonificare lo spirito salentino, leccese, che non vuole morire.

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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