IL ‘MEDIOEVO QUASI INCONSUETO’ NEL SAGGIO STORICO DI GIORGIO RAVAGNANI E DEDO DI FRANCESCO

| 18 novembre 2017 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Appena stampato con i tipi della Edizioni Robin, lo studio che ci viene presentato con il titolo sbarazzino di ‘Medioevo (quasi) inconsueto’ è frutto della affiatata collaborazione di Giorgio Ravegnani, docente di Storia Medievale e Bizantina alla Ca’ Foscari di Venezia e Dedo di Francesco, scrittore pugliese nativo di Barletta ma residente da tempo a Lecce.

Molto ben amalgamati, gli stili e le preferenze dei due autori, realizzano un testo di ottima fattura, che riesce risolutivo per una quaestio che non finisce di tener banco fra tutti coloro che si occupano di storia: ma il Medio Evo fu veramente un periodo negativo, definito a suo tempo, nella Storia d’Italia di Montanelli come ‘l’età dei secoli bui’?

Il pronunciamento di Ravegnani e di Francesco è cristallino: assolutamente no.

E ce lo dimostrano con un excursus che affronta un po’ tutti gli argomenti più importanti: si va dalle Streghe all’alchimia, dai Templari alla gastronomia, dalle figure femminili ai ‘miti. Leggende e sciocchezze del Medioevo’ affrontando ogni argomento con leggerezza e leggibilità, senza però trascurare una minuziosa e documentata testimonianza di fonti, confermata dalla ricca bibliografia posta alla fine del volume.

Viene fuori un affresco di Medioevo che certamente non è fatto di ‘secoli bui’, ma di avvenimenti e persone che hanno realizzato una società viva e vivace, nonostante le avversità, in una evoluzione che ha rimosso le macerie di quello che fu il glorioso impero romano, caduto quando ormai di romano aveva ben poco….

Da notare l’ottimo connubio tra uno storico, docente universitario, e uno scrittore che ama particolarmente questo periodo: di Francesco, infatti, ha ambientato numerosi suoi scritti proprio in questa parentesi di storia dell’umanità che si rivela decisamente ‘inconsueta’, grazie alla sapida analisi dei due bravi autori.

Ricchissimo di informazioni e storie interessanti e poco note, il libro mantiene un tono discorsivo che è di piacevole lettura. Ecco, ad esempio, come viene spiegata una superstizione rimasta fino ai nostri tempi:

I predicatori che percorrevano le contrade insistevano molto sulla figura del diavolo, raccontandone anche l’aspetto esteriore; ed è divertente, ai giorni nostri, osservare le fantasiose incisioni e xilografie che lo riproducevano in vari aspetti, prevalentemente simile ad un caprone, ma talvolta con la testa di lupo. In comune, però, le raffigurazioni di Satana avevano gli occhi allungati e descritti di colore giallo (come lo zolfo di cui era intriso e puzzolente). Orbene, prevalentemente i gatti neri hanno gli occhi gialli, e col taglio oblungo; come tutti i felini prediligono cacciare di notte, e così capitava che qualcuno, nel buio delle notti, vedesse solo brillare gli occhi gialli e non il gatto, che il suo colore nero si mimetizzava nella notte; e se qualcuno si accorgeva, alla fine, quando l’animale fuggiva spaventato, che si trattava di un gatto nero, la semplice spiegazione era che Satana ingannatore ne avesse preso le sembianze. Superstizione stupida, che alligna ancora ai giorni nostri, con grave danno per gli incolpevoli gatti neri!’

Nel testo sono inserite pregevoli riproduzioni a colori di documenti e immagini medioevali; un ulteriore pregio per questo libro che consigliamo vivamente per una lettura distensiva e interessante, ricca di notizie, spunti e informazioni per un millennio che ci sorprenderà di scoprire, a poco a poco, ricco di luce e di umanità…

Category: Cultura, Libri

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