L’ INTERVENTO / DEVE ESSERE SUD, PER FORZA

| 20 dicembre 2017 | 1 Comment

di Crocifisso Aloisi * (Consigliere Comunale Galatone)______

Dopo che la Magistratura è riuscita a dimostrare che il mito della Lega ‘dura e pura’ era una bella fregatura; che l’antropologica presunta ‘onestà ed efficienza’ dei dirigenti padani era un’autentica bufala e che il loro ‘curriculum’ era né più né meno – (ma spesso anche molto di più, vedi per esempio la storia dei diamanti africani o altre ruberie nelle amministrazioni locali gestite direttamente) – simile a quello di tanti dirigenti e politici terroni che hanno fatto la fortuna elettorale della stessa Lega, dicevo, dopo tutto ciò, la Lega Nord era ormai avviata verso un inarrestabile declino di consensi.

Così sono arrivate le scoppole elettorali alle elezioni politiche del 2013 ed anche quelle alle europee 2014. Per non parlare poi delle tante batostine alle elezioni locali nelle varie città e province padane.

Una Lega ridotta al 4 virgola qualcosina per cento, con un trend negativo inesorabile, significava una Lega ‘innocua’. E questo non poteva andare bene al collaudato sistema trasversale (destra/sinistra/tecnici dei quali la lega rappresenta da oltre trenta anni la testa di ponte) che da sempre, attraverso opportuni provvedimenti normativi forieri di nuove politiche economiche responsabili del consolidamento di un paese a due velocità, hanno continuamente distratto risorse pubbliche destinate al Sud per dirottarle verso Nord.

Questo è accaduto, e sta ancora accadendo, secondo un principio molto efficace nella sua elementare impostazione: quello che viene dato MENO al Sud lo si dà in PIÙ al Nord, per mantenere vecchi privilegi territoriali o crearne di nuovi. Stiamo parlando anche di risorse pubbliche previste da precisi princìpi costituzionali per tutti i cittadini ma che, per i meridionali, sono rimasti e dovranno rimanere solo sulla Carta, secondo questo meccanismo che affonda le sue antiche radici nella notte (per noi ‘suddisti’) dei tempi, vecchio di oltre centocinquanta anni.

Oggi la politica nazionale usa lo spauracchio della Lega per far passare tantissimi provvedimenti subdoli e confezionati ad arte con opportune paroline nei vari testi normativi, funzionali per continuare a distrarre risorse destinate al Sud. Da una parte la Lega è stata usata come clava mediatica contro i meridionali, praticamente fa il ‘lavoro sporco’, dall’altra parte i politici nazionali fanno trasversalmente e ‘moderatamente’ il lavoro soft.

Soft nei toni, ma molto hard nei risultati concreti ai danni dei meridionali.

“Meglio accettare questi provvedimenti piuttosto che quelli proposti dai cattivi leghisti”, è la formula magica con la quale procedono spediti. Praticamente il gioco delle tre carte: e indovinate chi è il pollo da spennare?

Ecco perché è stato creato il personaggio mediatico Salvini (lui o un altro simile non faceva differenza), invitato in tutte la trasmissioni televisive e radiofoniche quando ancora lo conoscevano in pochi. È iniziato ad apparire improvvisamente e ovunque: in tv, pubblica e private, sui giornali, in radio, in tutte le salse televisive e SEMPRE IN FASCIA ALTA DI ASCOLTI. Gli hanno steso un bel tappetino verde mediatico.

Successivamente, quando la spinta propulsiva dei media ha iniziato a dare i suoi frutti, Salvini è diventato il personaggio politico del momento che “tira in Tv” e che per questo viene invitato, perché “fa audience”. Avessimo avuto anche noi (cioè io e te, caro amico che stai leggendo questa mia riflessione) le stesse opportunità di Salvini, avremmo avuto il nostro bel movimento con almeno il 10% dei consensi.

Oggi Matteo lo vogliono esportare ovunque, anche e addirittura direttamente nelle colonie meridionali, per fare proselitismo. Hanno fatto un buon lavoro questa volta, si sono proprio superati. Ma a Sud di questa specie di Nazione, a parte ‘quelli con Salvini’, il vento è cambiato ed il processo culturale intrapreso è irreversibile.
Se ne accorgeranno presto.

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. tina vadrucci ha detto:

    Ma la disaffezione nei confronti della politica parla chiaro.
    Vestire a nuovo un leghista serve a poco,e certamente non aiuterà alla costruzione di una corrente di destra in grado di programmi e progetti costruttivi per il paese.

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