BUON NATALE! / “Make America Great Again”…MA IL SOGNO AMERICANO STA RAPIDAMENTE DIVENTANDO L’ ILLUSIONE AMERICANA, CAPACE SOLAMENTE DI PRODURRE NUOVI POVERI. E IN ITALIA SIAMO MESSI MALISSIMO

| 22 dicembre 2017 | 0 Comments

(g.p.)_______Guardiamo sempre in spirito di emulazione a quanto accade negli Stati Uniti d’ America. Qui in Italia, periferia dell’ Impero, ci attrezziamo purtroppo da buoni sudditi a imitarli.

Siamo sulla buona strada, specie nel peggio, cui non c’è mai fine.

In Italia sono oltre sette milioni e duecentomila  milioni le persone che vivono in famiglie in gravi difficoltà economiche. Un livello pari all’11,9%, fra i più alti in Europa.

Dieci anni fa gli italiani in povertà assoluta, cioè quelli che non possono permettersi un paniere di beni e servizi essenziali per uno standard di vita accettabile, erano un milione seicento sessantamila. Lo scorso anno l’Istat ne ha contati quattro milioni settecento settantaquattromila: un triste record storico.

In un’ altra comparazione, arrivano in Italia a circa cinque milioni su sessantuno milioni  di abitanti.

Lo scorso anno l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con tre o più figli minori è salita dal 18,3% del 2015 al 26,8%. Così sono saliti dal 10,9% al 12,5%, pari a un milione e duecento novantaduemila i bambini poveri.

FONTE:

DATI ISTAT

Se non interverranno nell’ immediato futuro provvedimenti radicali, i nostri indici di povertà assoluta e di nuovi poveri arriveranno presto ai vergognosi livelli statunitensi.

Nel silenzio più assordante dei grandi media, è uscito nei giorni scorsi un rapporto ONU sulla povertà estrema negli Stati Uniti, uno studio che è il risultato di un viaggio di due settimane, fatto dal relatore ONU sulla povertà estrema e i diritti umani, l’accademico australiano Philip Alston, in quattro stati americani – California, Alabama, Georgia, West Virginia -, nella capitale, Washington DC, e nel “territorio non incorporato” di Porto Rico.

La crescita economica e i profitti crescenti di banche e corporation, la finanza speculativa, le politiche fiscali a vantaggio dei ceti abbienti, aggravano le condizioni di vita spesso da terzo mondo di decine di milioni di persone: “gli Stati Uniti sono uno dei paesi più ricchi, potenti e tecnologicamente innovativi; ma né la loro ricchezza né il potere o la tecnologia sono indirizzati al miglioramento di una situazione che continua a costringere 40 milioni di persone a una vita di povertà”.

Il relatore ONU dipinge il quadro di devastazione sociale da lui osservato direttamente: dalle persone “che sopravvivono a malapena sullo Skid Row a Los Angeles” alle “migliaia di poveri che ricevono multe per infrazioni trascurabili e che sembrano fatte apposta per trasformarsi rapidamente in debiti impossibili da pagare o in detenzioni”; dalle “fognature a cielo aperto in stati dove i governi locali ritengono che le infrastrutture sanitarie non siano una loro responsabilità” alle “persone che hanno perso tutti i loro denti perché l’assistenza dentistica non è coperta dai programmi sanitari destinati ai più poveri”.

Con l’ amministrazione Trump c’è stato “un drammatico cambiamento di direzione delle politiche relative alle disuguaglianze e alla povertà estrema”: la proposta di riforma del sistema fiscale farà i ricchi sempre più ricchi, e con la “liquidazione di una rete di welfare già piena di buchi”, i poveri saranno sempre di più e sempre più poveri.

Il governo americano non riconosce “il diritto a non morire di fame, a non morire per il mancato accesso a cure mediche economicamente sostenibili o a non dovere crescere in un contesto di totale povertà”.

Quarantuno milioni di americani sono costretti a vivere al di sotto della soglia ufficiale di povertà, diciotto milioni e mezzo dei quali in stato di estrema povertà e, addirittura, nove milioni senza un solo dollaro di entrate e con nessun genere di assistenza o sostegno.

FONTE:

http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22533&LangID=E.

http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22546&LangID=E.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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