MARINETTI E’ TORNATO A COMBATTERE ANCORA A NOVOLI

| 10 Gennaio 2018 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Abbiamo assistito ieri sera con interesse e piacevole coinvolgimento allo spettacolo presentato al Teatro di Novoli (intrigante contenitore, molto simile al Paisiello di Lecce, nell’ occasione gremito da un pubblico partecipe), con un Giuseppe Puppo mattatore, affiancato da Stefano Donno, Chiara Evangelista, Sandra Maggio (che fa fatto magistralmente ‘sentire’ la poesia futurista), e con la regia di Eliana Masulli.

L’argomento era certamente coinvolgente: Marinetti, il Futurismo e lo sviluppo del movimento nel Salento…Con interventi in voce e in azione dei citati protagonisti che hanno vivacizzato un tema altrimenti molto ostico e ricco di tante sfaccettature, difficilmente assimilabili in poco tempo….

Puppo è stato molto bravo a rivisitare la difficile tematica, creando un ponte con l’attualità e, con misura e senza sbavature, lanciando un messaggio che, tra le righe, incita ad una neanche tanto silenziosa rivolta contro il rilassato coesistere dell’attuale stato delle Arti e della Cultura con lo squallido tran-tran voluto dalla politica e dall’interesse spicciolo.

Come non essere d’accordo con Marinetti, quando s’indigna e vuole distruggere i luoghi della cultura ‘ufficiale’ e soprattutto le Accademie? Come non sentirsi al suo fianco quando invita a trascurare schemi, paludamenti, costrizioni, ipocrisie, privilegiando la ‘libertà’, sinanco nelle parole?

Come non sorridere all’ascolto della’ battaglia di Adrianopoli’ che, peraltro, ci catapulta in un mondo molto vicino agli attuali hip-hop e rap? (E la brava Evangelista, con naturale grazia, ha fornito tangibile esempio di un ’futurismo’ tuttora vivo e vegeto nelle sue locuzioni poetiche…)

E come non rimanere impressionati dalla bravura non solo affabulativa ma anche pittorica dell’ottimo Stefano Donno, futurista tot-court e gradevole estensore di un ‘regolamento’ marinettiano denso di humour e ironia?

Insomma, una serata che, con un minimo ausilio della scenografia e un paio di inserti cinematografici, ha costruito una positiva considerazione sulla mai doma sperimentazione futurista che, soprattutto nel nostro territorio, è particolarmente sentita.

Bravi, bravissimi tutti. E attento e ben disposto il numeroso pubblico che ha gradito il lavoro di Puppo, superbo conduttore ed animatore sul palcoscenico, gratificando con consensi ed applausi il susseguirsi delle testimonianze e dei documenti.

Non è teatro, certamente. Ma, forse, è qualcosa di più: fuori dagli schemi e dai testi prefabbricati, far giungere il proprio pensiero alla partecipazione attiva di chi guarda ed ascolta.

Proprio come avrebbe voluto Filippo Tommaso Marinetti.

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