I QUINDICI ANNI DI ‘DOLCE VITA’ DEGLI EX AMMINISTRATORI DELLE FERROVIE DEL SUD EST, ANDATE IN BANCAROTTA, MENTRE I CITTADINI NE SUBIVANO I DISSERVIZI QUOTIDIANI. OGGI LA MAGISTRATURA NE CHIEDE CONTO A UNDICI ARRESTATI E VENTINOVE INDAGATI

| 1 Febbraio 2018 | 3 Comments

di Emanuele Lezzi______

Ferrovie Sud Est, croce e amarezza, per non dire vergogna, dei Pugliesi, dei Salentini in particolare. Disservizi, sprechi, incarichi ingiustificati retribuiti a peso d’ oro, appalti allegri, un buco di bilancio di trecento milioni di euro.

Ora la magistratura ne chiede conto ai presunti responsabili, al culmine di un’ inchiesta basata sulle relazioni dei commissari nominati dal Ministero, e scrive di trovarsi di fronte a “un consolidato sistema di dissipazione del patrimonio pubblico e un radicato sistema di affidamenti ad personam di incarichi professionali e di appalti milionari per servizi, lavori e forniture”. 

Vengono inoltre contestati al principale indagato tutta una serie di dissipazioni di denaro pubblico, per una sorta di nuova ‘dolce vita’ romana: autista personale, appartamenti, spese di rappresentanza, cene eleganti e bottiglie di vino pregiatissimo e costosissimo.

E’ ancora in corso, dalle prima luci dell’ alba di questa mattina, una vasta operazione eseguita dai militari della Guardia di Finanza, con arresti, perquisizioni e sequestri.

Undici persone arrestate, fra le quali l’ ex amministratore delegato Luigi Fiorillo, ventinove in tutto gli indagati, fra imprenditori e dirigenti.

I provvedimenti sono a firme del gip Alessandra Susca, richiesti dai pm Francesco Bretone, Bruna Manganelli, Luciana Silvestris e dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, della Procura della Repubblica di Bari.

Le accuse sono di bancarotta fraudolenta documentale, patrimoniale e societaria, per un periodo di quindici anni, fino al 2015, quando Ferrovie Sud Est venne commissariata; e ora è una società interamente partecipata dal Ministero dei Trasporti, concessionaria per la Regione Puglia del servizio ferroviario.

Oltre a Luigi Fiorillo, gli arrestati sono: Angelo Schiano, presunto amministratore occulto e avvocato della società, Fausto Vittucci, revisore e certificatore dei bilanci Fse, gli imprenditori Ferdinando Bitonte, Carlo Beltramelli, Carolina e Gianluca Neri, Franco Cezza, sua moglie Rita Giannuzzi e suo figlio Gianluigi Cezza, e  Fabrizio Romano Camilli.

Si trovano tutti ai domiciliari: il giudice ha anche ordinato la disattivazione delle linee telefoniche e internet delle abitazioni degli arrestati e le rispettive utenze mobili.

Ci sono anche sequestri patrimoniali preventivi per circa novanta milioni di euro nei confronti di quindici indagati.______

LA RICERCA nei nostri due ultimi articoli sulla questione, del 5 ottobre e del 22 novembre scorsi

FERROVIE SUD EST, ‘MANCU LI CANI’. L’AUDIZIONE DELL’ AMMINISTRATORE DELEGATO QUESTA MATTINA IN CONSIGLIO REGIONALE RIVELA UNA SITUAZIONE DRAMMATICA: BUCO NERO DI BILANCIO, MEZZI VECCHI E PERICOLOSI, CARENZA DI PERSONALE, DEFICIT DI SICUREZZA. DOVE ERA LO SCERIFFO DEL NOSTRO FAR WEST?

LA STORIA / SE UNA MATTINA D’ AUTUNNO UN VIAGGIATORE…LA VERGOGNA DELLE FERROVIE DEL SUD EST, CHE FANNO INCAZZARE PURE QUELLI DEL TERZO MONDO

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (3)

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  1. Ernesto Abaterusso, LeU - tramite mail ha detto:

    Non è compito della politica accertare eventuali responsabilità nell’inchiesta avviata dalla Procura in merito alla gestione delle Fse. Saranno i magistrati a valutare e soppesare tutti gli aspetti dell’intera vicenda.
    Dal canto nostro ci auguriamo che venga fatta chiarezza al più presto per il bene e nell’interesse dell’intera collettività. Ad ogni buon conto ora è giunto il momento di accendere ancora una volta i riflettori su un servizio di trasporto che fa acqua da tutte le parti, probabilmente il peggiore fra quelli offerti da tutte le regioni italiane.
    Non è accettabile la situazione di disagio e di degrado con cui quotidianamente sono costretti a convivere pugliesi e salentini che prendono il treno della sud Est per andare a lavorare o a studiare. 
    Sono ormai due anni che Ferrovie dello Stato è diventata proprietaria di Fse e, ad oggi, solo parole. E’ necessaria una svolta drastica per garantire ai cittadini un servizio di trasporto adeguato. Di questo devono farsi carico Azienda e Istituzioni. A cominciare dall’ammodernamento dei mezzi dalla riorganizzazione dell’intera rete ferroviaria e dai lavori per la Metropolitana di superficie.
    E’ necessario che i pugliesi e i salentini in particolare, possano beneficiare di un moderno, efficiente e dignitoso trasporto pubblico. Ci sono in cassaforte circa 600 milioni da utilizzare per ammodernare rete e mezzi. Si proceda senza indugio.

  2. Antonio Trevisi, M5S - tramite mail ha detto:

    Dopo gli arresti di ieri mattina e gli sprechi di denaro di cui leggiamo sui giornali, ci chiediamo ancora una volta: possibile che nessuno al Ministero dei Trasporti si fosse accorto di quello che stava accadendo?

    Dai giornali apprendiamo di soldi sperperati i consulenze e spese inutili per la società. Fondi che avrebbero potuto essere usati per il rilancio delle Sud Est, che invece continuano a perdere passeggeri a causa di un sistema di trasporto che non funziona, con gli utenti costretti a viaggiare in condizioni disastrose e su treni fatiscenti e poco sicuri.
    Ringraziamo la magistratura per il lavoro che sta svolgendo e auspichiamo che vengano accertate tutte le responsabilità di chi ha portato le Sud Est in questa situazione.

  3. Renato Mazzoncini, AD Ferrovie dello Stato - tramite mail ha detto:

    La scelta del Ministro Graziano Delrio di trasferire il 4 agosto 2016, con decreto, a FS Italiane la partecipazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in FSE si sta rivelando la più idonea per la soluzione degli annosi e gravi problemi dell’Azienda, frutto delle precedenti gestioni.

    Il nuovo percorso industriale di FSE, avviato dal Gruppo FS Italiane in accordo con il MIT attraverso gli interventi di potenziamento della rete ferroviaria e con l’acquisto di nuovi bus (nei prossimi cinque anni sono previsti investimenti per 578 milioni di euro), come elaborato nel Piano concordatario che deve essere approvato dai creditori, ha rimesso al centro delle politiche aziendali la sicurezza del sistema e il rapporto trasparente con i clienti.

    Il concordato preventivo in continuità potrà determinare, nel rispetto delle norme italiane e comunitarie, il risanamento contabile della società. Inoltre, la procedura concordataria ha consentito e consentirà alle Autorità competenti di accertare le cause che hanno determinato il dissesto economico e industriale di FSE e di perseguire le condotte dissipatorie della precedente gestione nonché il recupero dei connessi crediti, diversamente destinati ad andare prescritti.

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