DOPO LA DELUDENTE FICTION DI CANALE 5 / ANCORA TUTTA DA SCRIVERE LA VERA STORIA DELL’ ASSASSINIO DI RENATA FONTE. BISOGNA RICOMINCIARE DAL CAPIRE CHE PORTOSELVAGGIO NON C’ ENTRA NIENTE

| 5 Febbraio 2018 | 8 Comments

di Graziano De Tuglie  *  (ambientalista di Nardò – per leccecronaca.it)______

E’ andata in onda ieri sera su Canale 5, una fiction sulla triste vicenda di Renata Fonte, assessore del Comune di Nardò, assassinata nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile del 1984.

 

 

 

L’omicidio maturò nel mondo degli interessi affaristici che si muovevano intorno all’attività amministrativa del primo centro, per popolazione dopo il capoluogo, della provincia di Lecce.

La Fonte era stata lontana dalla sua città per alcuni anni per motivi lavorativi, sia suoi, sia del coniuge, ed era ritornata poco prima delle elezioni amministrative del giugno 1982; candidata nelle liste del Partito Repubblicano Italiano fu l’unica eletta di quella lista.

Un successo, per i repubblicani che entravano per la prima volta in Consiglio comunale, aiutato dal primo governo nazionale non a guida democristiana, ma presieduto proprio dal segretario PRI Spadolini; e aiutato anche dalla candidatura di tale Antonio Spagnolo, originario di Veglie e procacciatore di pensioni e altre pratiche previdenziali,  dai metodi non proprio limpidi.

Nell’amministrazione guidata da Benedetto Leuzzi, Renata Fonte divenne assessore; portò una impostazione nuova nella vita amministrativa, slegata come era da ogni centro di potere e di affari; divenne così un ostacolo, sempre più grande, agli intrecci affaristici che taluni volevano sviluppare intorno al comune. Intrecci affaristici legati a speculazioni edilizie ordite a livelli che mai vennero scoperti. Così per fermarla fu assassinata mentre rincasava dopo un Consiglio comunale.

Le indagini individuarono gli autori materiali del delitto e, dopo qualche tempo, anche il mandante di primo livello quel tale Antonio Spagnolo, primo dei non eletti, che a Renata Fonte era succeduto sia in Consiglio Comunale sia in Giunta. Ma oltre le indagini non andarono oltre e la sentenza definitiva si trincerò dietro il movente di generiche speculazioni edilizie, nei dintorni di Portoselvaggio, che avrebbero interessato lo Spagnolo.

 

 

 

 

 

 

La fiction andata in onda su Canale5 si è rilevata una perfetta produzione da Canale5, patinata, superficiale con i caratteri dei protagonisti appena abbozzati e abbozzati anche male (Spagnolo non aveva l’eloquio forbito dell’attore che lo ha interpretato, neanche in Consiglio Comunale).

Non ha lasciato trasparire per nulla la passione civile e lo spessore dell’impegno civile di Renata Fonte e la tensione umana che ne derivava. Né tantomeno ha evidenziato l’effetto dirompente di una figura, quella di Renata Fonte, veramente indipendente in un ambiente politico dove tutti si conoscevano e molti erano vissuti all’insegna del quieto vivere e del “volemose bene”, senza riguardo per il rigore e il rispetto della legalità. Un freddo compitino diligente redatto in bella grafia, ma nulla di più.

Soprattutto non ha aggiunto nulla di nuovo rispetto al falso mito di Portoselvaggio come luogo della speculazione edilizia. Anzi, sposa fin dalla prima battuta la tesi di Portoselvaggio luogo della lottizzazione. Cosa non vera. La Legge Regionale 21 del marzo 1980 aveva istituito il Parco Regionale di Portoselvaggio precludendo ogni edificazione, ben quattro anni prima dell’omicidio. Tanti testimoni viventi, tutti appartenenti agli oppositori della proposta di lottizzazione di Portoselvaggio, datata 1978, lo hanno ribadito con forza proprio in questi giorni.

Probabilmente Portoselvaggio è servita da cortina fumogena per occultare sapientemente i veri intrallazzi e le mire autentiche, i cui ideatori forse circolano indisturbati.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Eventi, Politica

Comments (8)

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  1. francescorio ha detto:

    Si è vero una delusione molto meglio il film: “La posta in gioco” che dice qualcosa di più.

  2. Maria Lori Gatto - tramite Facebook ha detto:

    Oh…finalmente lo dice qualcuno!

  3. Faust Gubix - tramite Facebook ha detto:

    Sig. De tuglie capisco il voler precisare e chiarire la storia raccontata da una fiction come anche il rammarico sul fatto che la passione politica della signora Fonte non è stata descritta come meritava, ma come si dice…. a cose fatte è facile parlarne.
    Da parte mia sono contento che se ne sia riparlato e che lei abbia possibilità di fare puntualizzazioni, senza la fiction lei non avrebbe mai scritto una riga a riguardo suppongo.
    Nell’84 avevo appena 7 anni ho vissuto tutto questo come un un bambino che crescendo ha tenuto in mente il nome Fonte come un esempio di integrità e questo dovrebbe essere valorizzato piuttosto che guardare le sottigliezze di lottizzazione.
    Non voglio fare polemica ma solo alimentare uno modo diverso di riparlare e far parlare di questa storia che ha segnato il nostro Salento.
    Se avete letto tutto vi ringrazio.

  4. Dario Mele - tramite Facebook ha detto:

    Ottimo articolo ed ottima disamina fatta senza paura di dire come stavano realmente le cose. Interessante per chi oggi è un erede intellettuale di quella politica, fra cui tanti ragazzi ignari di fare da scudo ad una stirpe di vergognosi personaggi che per decenni ci hanno governato inchiodando questo paese in una arretratezza senza limiti.

  5. Tania Pagliara - tramite Facebook ha detto:

    C’ero cascata anch’io, spero che la verita’ venga a galla

  6. Enzo Vizzi - tramite Facebook ha detto:

    Da pagina Lupi Salentini Per L’Ambiente

    La storia si ripete
    Oggi il residence tra gli ulivi di Sarparea vuole ancora calpestare paesaggio ed ambiente Salentino
    E chi si spacciava per ecologist ed ambientalista ricordando la figura di Renata Fonte o scoprendo una targa a lei dedicata
    Poi negli uffici regionali e comunali approva un progetto
    Che non tiene conto dei vincoli paesaggistici ed ambientali e di chi ha sacrificato la vita per difenderli !

  7. redazione ha detto:

    Grazie, ancora una volta, ai nostri amici e lettori. Il bel ‘pezzo’ di ieri di Graziano De Tuglie su Renata Fonte ha fatto già in poche ore migliaia di visualizzazioni, e centinaia fra like, condivisioni e commenti, anche – e sono come sempre da parte nostra i più graditi – critici.
    E’ lecito prevedere che ne farà molti di più nelle prossime ore.

    Tanto interesse merita un discorso più articolato.
    Perciò abbiamo chiesto a Graziano De Tuglie di proseguire il suo discorso, accennato nel finale…Insomma, se, come tutti pensavamo finora, la questione di Porto Selvaggio non c’ entra niente…Allora?

    Graziano – e lo ringraziamo – ha accettato di buon grado: è già al lavoro, proseguirà il suo discorso, che leggeremo volentieri, il tempo di fare gli opportuni riscontri e le doverose verifiche.

    Il giornalista, lo storico, l’ intellettuale, come Graziano De Tuglie, non ha i poteri del magistrato.
    Ma nemmeno la leggerezza del regista cinematografico che deve fare spettacolo.
    Egli, deve fare informazione e ricerca.
    La verità assoluta forse è irraggiungibile, lo sappiamo, da buoni eredi del Novecento.
    Però, ecco, ci si può avvicinare moltissimo, fino a sfiorarla.

    A presto, e intanto ancora grazie a tutti voi per l’ attenzione e la partecipazione.

  8. redazione ha detto:

    L’ Agenzia Ansa ha diffuso la seguente dichiarazione di Attilio Matrangola, ex marito di Renata Fonte______
    La trasmissione di Canale 5 contiene notevoli distorsioni della verità storica e in essa gli accadimenti narrati sono stati riportati malamente e i personaggi, in particolare Renata, in maniera scialba e io come il ‘pirla’ di casa, ma assicuro tutti che non lo ero e non lo sono!
    Premesso che io non sono stato neppure interpellato dalla casa cinematografica ma tutto è stato concordato con le mie figlie che pur di riproporre continuamente e instancabilmente al pubblico, in ogni forma possibile (film, documentari, rappresentazioni teatrali, libri ecc.) la figura della loro mamma, hanno prestano poca attenzione alla qualità del prodotto finale che comprende (ahimè) notevoli distorsioni della verità storica!
    Fermo restando il rispetto che ho sempre nutrito verso le idee di principio espresse da Renata ed ammirato la tenacia con cui ha sempre affermato i suoi scopi sociali, ritengo che dopo tanti anni sarebbe bene lasciarla in pace e, possibilmente, evitare le conseguenti infinite polemiche che ogni volta, oltre a colpire le dirette interessate, mi coinvolgono incolpevolmente e mio malgrado.

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