LO STRAGISTA NICHOLAS CRUZ, INDOSSA UNA MAGLIETTA CON LA FALCE E MARTELLO E SALUTA CON IL PUGNO CHIUSO MA PER LA STAMPA ITALIANA E’ UN PRIMATISTA BIANCO

| 17 Febbraio 2018 | 0 Comments

mv_______Lo avevamo ascoltato dai telegiornali  e letto sulla stampa, che il diciannovenne americano responsabile della strage era un “suprematista bianco”.
Il giorno di San Valentino, armato di un fucile semi automatico si era recato presso la sua vecchia scuola  e aveva sparato su alunni e professori. Diciassette ragazzi morti e  quattordici quelli feriti.

Ecco il titolo di Panorama.

Nicholas Cruz, dalla strage nella scuola di Parkland alla confessione

La storia del 18enne che, membro di una milizia di nazionalisti bianchi, ha sparato in Florida a compagni e insegnanti.

E Repubblica titola:

Strage Florida, il killer e i suprematisti bianchi. Trump parla in tv, ma tace sulle armi

E le altre testate non sono state da meno: uno che amava le armi, indossava la sciarpa nera, partecipava a campi paramilitari, e da razzista qual’era prendeva in giro gli arabi.
Insomma il solito quadretto a cui la stampa italiana ci ha abituato.

E invece scopriamo che  questo ragazzo indossava magliette rosse su cui campeggiava la falce e martello,  e che saluta con il pugno chiuso, a conferma della sua scelta politica.
Ora ci domandiamo come possa essere accaduto che i giornali raccontino un’ altra verità, come si possa dipingere uno Stragista e quindi attribuire, politicamente, culturalmente quella strage ad una parte politica, quando poi lui manifesti tutt’altre simpatie.

Ce  lo spiega un post a firma del gruppo politico “Laguna Blue Antifa”, un gruppo americano antifascista, o almeno così si definisce.
E nel post rivolto ai loro compagni si legge:

“Per favore non diffondete questa foto di Nicolas Cruz che indossa la camicia di antifascista. Non abbiamo bisogno di altra cattiva stampa”.
Infatti, la buona stampa fake li ha soccorsi: “E’ un suprematista bianco!”. come giustamente scrive il giornalista Maurizio Blondet sul suo sito.

Ora in tutta sincerità quando ho iniziato ad informarmi speravo che la foto del ragazzo fosse un foto montaggio, anche perché  un folle è un folle indipendentemente dal colore della maglietta che indossa, ma se a falsare le notizie sono giornali e telegiornali nazionali, allora veramente la democrazia è in pericolo, e quando per avere informazioni corrette bisogna ricorrere ai social,  quando qualcuno, come Laura Boldrini, dice che bisogna mettere regole a Facebook, comincio a preoccuparmi seriamente.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

Lascia un commento